30.1.06

150 secondi di calma

Metti su una canzone,che ascolti da una vita.
Che in realtà non ascolti da più di un anno,ma che c'è sempre stata, in fondo.
Sorridi, sentendo l'effetto che continua a farti, quattro,cinque anni passano e l'effetto è sempre quello.

Ti viene in mente una telefonata,una discussione sul "la sua voce è terribilmente sexy/sembra che soffra d'asma".
Ridi dentro di te ricordandoti di chi faceva il verso al cantante,in un misto di gelosia e idiozia più pura,prima di uscire.
Zero problemi.


Non ci sono problemi nemmeno adesso.
E io lo so.
E' solo che ogni tanto succede.
Ma alla fine lo so, e me lo ricordo ora che sprofondo in una canzone sussurrata piano.

E' tutto ok.

Oggi va così


Oggi va così.
Poi passa,lo so,che poi passa.
Sbuffo un po', lascio che mi passi addosso.
Guardo allo specchio la mia pelle imperfetta, anche questo fa parte del pacco regalo di madre natura.
Evito di dire cose sconvenienti,evito di farne,non voglio arrischiarmi in discorsi particolari per un po'.
Tanto ho già sostenuto delle discussioni delicate negli scorsi giorni,ne sono fiera,ma ora non riuscirei.
Per non parlare della fame atavica che mi prende in questo periodo, mangio di tutto,ovunque.
Maledizione alla mia natura di donna, con la quale ho vinto il concorso indetto da Undine, ma insomma, è una ben magra consolazione davanti a giorni di semi-isterismo, di sbalzi d'umore pazzeschi e di assoluta sfiducia nei propri mezzi.
Mi sa che me ne vado a letto,mi infilo sotto il piumone con su i fiorelloni colorati e mi metto a finire L'Interpretazione dei Sogni di Freud.
Tanto si sa che si va sempre a parare lì,con lui.
Oppure sto su e scrivo un po'.
Scrivere aiuta sempre, purifica anima e corpo e dopo ci si sente in pace col mondo.
Mi sa che potrei stampare il cartello e appiccicarmelo sul cappotto.
Almeno,il mondo è avvisato.

28.1.06

Shh.

In casa regna una quiete irreale.

Niente televisione,per noi,stasera.

Siamo in tre stanze diverse,ma i rumori si sentono,le porte sono aperte.

Papà dalla camera da letto fa suonare De Andrè.

Nessuno dice niente, io provo a parlare ma son solo sillabe sconnesse, ho paura di rovinare tutto.

Con La Domenica Delle Salme, ci si ritrova tutti in camera.
"che bello.cos'è?" prova a dire mia mamma. Poi capisce.
Io resto appoggiata allo stipite e canto a bassa voce.Papà non si muove dal materasso.
Ci si abbraccia un po',non c'è bisogno di parlare.

C'è una quiete magica e armoniosa, anche ora che le parole di Hotel Supramonte legano le mie orecchie a quelle di mamma e papà.
Chissà per loro cosa significa questa canzone. Io non dirò mai a loro quel che significa per me.
Ma è bello.

E' una quiete irreale e dolcissima,e credo più unica che rara.

27.1.06

Nevica -ancora-

Ok, a questo punto sospetto di vivere dentro Narnia.
Magari spunta fuori una strega, ci penso io a ucciderla.
Al massimo,chiamo i castori,che si fa più in fretta. *




*per comprendere minimamente il post è necessario avere un paio di conoscenze sulle Cronache Di Narnia, ovviamente.

La carne è debole

"Signore,dammi Castità e Continenza, ma non subito" -S. Agostino-

E' notizia di questi giorni la vita sessuale di Padre Fedele,seguita con una certa morbosità da televisioni,giornali e gente comune.
Tutti sono lì,a guardare dal buco della serratura (del confessionale?), a condannare lui,a condannare lei, a condannare tutti.
Io una mia opinione ce l'ho, ma nella mia casetta se si va un po' oltre certi confini di argomento si viene rimbalzati,per cui la esprimo qui,una volta per tutte.

La Chiesa la deve smettere, davvero, di condannare il lato fisico dell'essere umano.
Finchè continuerà a farlo continueranno a esserci dei casi mediatici come quello che stiamo vivendo.
Non so chi fosse questo prete (mi dispiace solo che sia un francescano: i primi francescani,quelli veri, avevano una Regola simpatica, mi sembravano quanto più vicino alla mia idea di religione potesse offrire la chiesa cattolica), tantomeno so qualcosa della suora o delle signore che lo hanno frequentato.
Non ho idea se ci fossero effettivamente stupri,se si trattasse di rapporti consenzienti, se sia tutto inventato e basta.
Non mi interessa nemmeno più di tanto,ad essere sincera.
Ma tutta questa storia ha un merito,se vogliamo,quello di sbattere in faccia a tutti che la natura umana viene a galla.
E non credo sia questione di peccato,ma di natura.

Se la natura che abbiamo è opera di Dio, allora forse Dio aveva programmato anche l'eventualità dell'amore fisico, delle pulsioni della carne,della gola, della fame,della sete,dell'amore.
Sto parlando dal punto di vista di un credente:
è chiaro che chi è profondamente ateo se ne sbatte,che chi è buddista seguirà degli altri principi, che ognuno è libero di credere a quello che vuole,anche ai Puffi,se preferisce.
La libertà di culto e di pensiero è fondamentale per la libertà umana,e non mi sognerei mai di metterlo in discussione io ora.
Quello che voglio dire è che la repressione porta sempre male.
La beatitudine, intesa come serenità,come accordo con la propria coscienza e per chi vuole con il proprio Dio può passare attraverso il sacrificio,volendo,ma non attraverso la negazione del proprio essere.

E allora perchè, dico io,perchè non permettere ai parroci di vivere una vita anche da uomini?
Da uomini che credono in un Dio, che lo onorano e che continuano a predicarne il verbo e i comandamenti.
Nei comandamenti,tra l'altro, non c'è l'astinenza: c'è al massimo il concetto di "non rubare la donna d'altri".
Che è diverso.
Non sto dicendo a ogni prete "Vai e fornica finchè non sarai sfinito".
Può benissimo vivere una vita pura, senza sbavature.
Potrebbe scegliere la castità in maniera personale,potrebbe scegliere una donna con la quale accompagnarsi per il resto dei suoi giorni.
(Un uomo, se fosse gay. Ma qui forse mi sto allargando un po' troppo.)

Si può vivere tutta la vita in castità e continenza, ne sono certa.
Non voglio provare,ma lo so che si può.
La domanda che farei, però, è "A che prezzo?"
Potrei chiederlo a mia zia,ma probabilmente non saprebbe rispondermi.
Ci sono persone che utilizzano il cilicio, che si frustano,pur di combattere la propria natura "peccaminosa".
Che sia una forma di compensazione?

Forse mi sto spingendo troppo in là: non conosco profondamente il mondo cattolico dal punto di vista di chi ha votato la sua vita a farne parte.
Posso essere sbugiardata e smentita in ogni attimo,senza difficoltà,da chiunque.

Ma il mio pensiero è semplice e ragionevole,tanto ragionevole che i protestanti lo adottano da anni,e non per questo sono meno spirituali di altri.
Forse se Padre Fedele avesse potuto innamorarsi di una donna e averla al suo fianco ora non sarebbe in galera.
Forse ci sarebbe comunque,perchè non si sistema tutto così,e se una persona ha intenzione di stuprarne un'altra va condannata,senza se e senza ma,al di là della sua posizione sociale.
Non diventerebbero tutti buoni improvvisamente.
Ma almeno potrebbero avere l'opportunità di vivere a 360° la loro natura, potendo scegliere la strada che preferiscono,tra la castità e l'amore.

"...non sono un diavolo. Sono un uomo."
(padre Fedele, un pezzo di intercettazione,dal Corriere della Sera)

Non si dimentica.

Nessuno dovrebbe permettersi di farlo.
Eppure si fa.
Perchè tutto sbiadisce,e la neve (che Guccini cantava anche là) copre forse anche i ricordi.
Ma è successo,ed è dovere ricordare.

Io ho sempre avuto una particolare attenzione per questa ricorrenza.
Non l'ho sempre avuta per filantropia o senso di giustizia innato: una signora bionda e geniale mi iniziò alla filosofia, mi bacchettò in storia e ci insegnò il senso della memoria,e della ricerca archivistica.
La mia prof, che tutti chiamavamo Zia Isabella (e questo vuol già dire tanto,non vi pare?) era una donna di spirito e ci ha fatto passare pomeriggi in biblioteca,a spulciare vecchi registri del liceo,dove con una penna,in bella scrittura,si leggeva "DEPORTATO".

L'anno dopo lei non era più la nostra insegnante,ma ci siamo riuniti comunque.
Ogni anno,per tre anni, in questo periodo io mi mettevo al lavoro e insieme agli altri davo una mano a organizzare la ricorrenza.
Ogni tanto,anche fuori.
E proprio in Stazione Centrale, al freddo,alla commemorazione del 27 gennaio,ho conosciuto delle persone cruciali per la mia vita.

Tre o quattro volte,in questo mio peregrinare di manifestazioni,ho incontrato Liliana Segre.
E' spesso venuta da noi, e con una certa disciplina ci ha raccontato,più volte,la sua storia.

L'anno della maturità la ascoltavo in aula magna,e sapevo che difficilmente l'avrei incontrata ancora.
Ho aspettato finisse il suo discorso,ho ignorato chi se l'era presa perchè era stato zittito mentre chiaccherava sopra le sue parole e un po' emozionata sono salita sul palco.
Ho aspettato il mio turno,paziente, immaginando cosa dire.
Grazie,soprattutto,grazie di esserci,di avermi detto quel che è successo,di avermi dato l'opportunità di conoscere persone,di ricordare e di poter fare in modo,nel mio piccolo,che non accada più.
Insomma,grazie,perchè lei mi ha costretta,quasi,a muovermi,e muovendomi ho costruito qualcosa.

Quando la folla si dileguò e rimasi davanti a lei,che mi sorrideva pacata col suo vestitino color pastello, non ho detto niente.
Mi sono messa a piangere come una deficiente.
Mi sentivo così stupida,così stupida a piangere,ma non riuscivo a smettere,fisicamente.
Lei mi ha sorriso, ha detto probabilmente qualche parola di conforto e mi ha passato un fazzolettino di carta.
Poi mi ha messo una mano sulla spalla,consolandomi,come una nonna.

E ancora oggi mi sembra paradossale che io, che vivo in un paese per il momento ancora libero,che posso lottare per quello in cui credo,che ho tutto quel che mi serve e probabilmente un po' di più, sia stata consolata da una persona che ha perso tutto,e che ha ricostruito tutto un po' alla volta.

Sono stata consolata da una deportata.
Non so ancora cosa significa,ma difficilmente me ne dimenticherò.

Ho centinaia di storie che potrei raccontare,da quelle dei nonni a quelle che ho raccolto negli anni.
Lascio perdere, ma me le tengo strette.

Tentiamo di non far sbiadire il segno degli errori, semplicemente per non ripeterli più.

26.1.06

Infinità

Fuori nevica.
Io adoro la neve,la neve mi fa impazzire,in senso letterale.
Ogni volta che c'è la neve,io sono un po' più recettiva ai sentimenti e alle emozioni.
Sono un po' più allegra,un po' più triste, mi diverto di più a flirtare, mi diverto di più a sentirmi sorella di qualcuno, mi sembra che i legami siano più profondi,mi sento perfino più figlia dei miei genitori.

Forse è iniziato quando a 16 anni sono uscita finalmente col ragazzo dietro al quale sbavavo da un anno,e è scesa una neve splendida. No, lui manco se ne è accorto,di tutto questo (della neve sì,non del mio eterno sbavare,intendo),però l'importante ormai non è più la cotta adolescenziale, è la neve.
Forse ancora prima,quando a 13 anni tornavo dalle prove dell'orchestra e c'era la neve su tutte le macchine parcheggiate,e io un po' vergognandomi con un ditino tracciavo dei cuori -esattamente come i miei cantanti preferiti in un videoclip-.

Fatto sta che la neve è bella.
La neve protegge,la neve cancella, la neve perdona.
La neve ti regala quell'attimo di infinità,quello di cui parlano i marlene kuntz ora dal mio iTunes.
Ti viene voglia di accendere l'incenso e guardare fuori due minuti,prima di ricominciare a studiare.
Non esistono esami,non esistono paure, non esiste nulla che non sia profondamente collegato con qualcosa che non so definire,ma che è tutto tranne che materiale.

La neve mi rende immateriale.
Magari mi rende anche senza peso.
Mi ha fatto venir voglia di fare colazione con latte e cacao prima di immergermi nelle comunità etniche (che non sono minoranze,ma questa è una storia del tutto diversa,e non devo divagare troppo).

La neve pulisce e purifica la voce di Godano, toglie ricordi alle sue parole, toglie il paradiso e toglie anche l'inferno,lascia la canzone pulita come se non l'avessi mai sentita prima,come se non l'avessi mai vissuta.

La neve si scioglie pian piano,non scompare di botto; la neve si posa un fiocco alla volta.
E' armoniosa, pacata, silenziosa e affascinante.

Cavolo,se rinasco,voglio essere un fiocco di neve.
Magari in alta montagna,così mi scioglierò solo dopo molto,molto,molto tempo.

24.1.06

Voglio Armarmi

Io sono paranoica.
Partiamo da questo presupposto,perchè è cosa buona e giusta che si sappia che non ho lucidità,in questo senso,e sono soggettiva. Prendo un sacco di cantonate ogni giorno, non ci sarebbe niente di strano nell'avere le traveggole una volta in più o in meno.

Però.

Qui si inizia a legittimare un po' tanto la difesa.
Inoltre la Fiamma Tricolore si aggiunge alla coalizione del polo.
Emanuele Filiberto (I Savoia! I Savoia sono ancora qui!) si schiera con Forza Italia e Mastella (in rete ci sono notizie contrastanti) e non ho ben capito se vuole candidarsi a qualche titolo,o fare solo il testimonial.
Le elezioni sono "rimandate"

Gente,io mi sento un po' allarmata.

Forse mi dovrò comprare una beretta,non si sa mai, mi è sembre piaciuto il tiro al bersaglio.
Che poi,alla fine,probabilmente sono io,che mi agito per niente,e sento pericoli dove (forse) non ce ne sono (?)

Pubblicità Censurate

Trad: "Ci sono 300000000 donne che non assomigliano a delle top model, e soltanto otto che invece vi assomigliano"

Ora,io mi chiedo cosa c'è di offensivo in questa pubblicità.
E anche perchè è stata censurata.
Pare per il "nudo", ma voi non vi scandalizzate,vero?


21.1.06

Girls just wanna have fun (?!)

"Piango sulla tomba di qualcosa che ho sepolto,sulla tomba della femminilità"
-Pornoriviste-


Cronistoria di uno dei classici attacchi di vanità tipicamente femminile.
Che anche se da pischella avevo eletto la sovraccitata canzone come falsariga della sottoscritta, se hai il cromosoma con la gambettina in più,si vede.

Ore 02.00 circa: la sottoscritta si perde in congetture su msn con un accondiscendente interlocutore (che pazienza,eh?)
Ore 3.00 circa: dopo aver delirato in lungo e in largo e dimenticato parzialmente il problema Fashion,la sottoscritta va a letto. E dorme per parecchie ore.
Ore 16.00 circa: si ricomincia a preoccuparsi della serata. Telefonata di rito alla amica, poi si tenta di studiare. Ma il cervello è irrimediabilmente corrotto,e si ricomincia a pensare che "bisogna tirar giù i vestiti dell'estate prima che arrivi la mamma,se no si incazza, ma magari tra mezz'oretta,dai"
Ore 16.02: mi infilo l'Ipod e attacco a guardare i capelli, li lego per vedere l'effetto che fa a me (se non urlo dalla scomodità,intendo)
Ore 16.05: dopo vari insulti urlati allo specchio causa nodi, l'operazione è conclusa. sono moderatamente soddisfatta.
Ore 16.10: prendo il cassettone dei vestiti estivi con una mano sola,facendo la sborona. Vedo che la pila di cassettoni (di cartone,quelli tipo Ikea,per intenderci) traballa. Con l'altra mano la fermo,ma roteando perdo l'equilibrio e faccio cadere il cassettone.
I vestiti,che erano perfettamente ordinati, sono tutti per terra. Io sono illesa ma inizio a tirar giù altre parole che mi hanno insegnato a Oxford,prima di conferirmi un riconoscimento per le buone maniere. Amen.
Ore 16.15: Riesco a raffazzonare i vestiti in mano. Miracolosamente (segno del destino) la maglia che volevo tirar fuori è caduta proprio vicino a me,mentre il resto dei vestiti ha mantenuto una forma semi ordinata. Quando mia madre li tirerà fuori ad aprile,sentirò delle urla,ma l'episodio sarà così lontano che non potranno risalire a me. Ringrazio mentalmente CSI, e distruggo le prove.
Ore 16.20: ho su la mia maglietta. Approvazione di me stessa verso me stessa,quasi mi stringo la mano da sola. Necessito di qualche altro piccolo particolare, ma è già pronto sulla sedia che mi attende. Il risultato non è perfetto ma ci sta dentro.
Ore 16.23: ballo da sola come una cogliona per la camera. Penso "Proviamo a esagerare?" e parto alla ricerca della minigonna scomparsa e impolverata. La metto.
Ore 16.24: sembro uno zampone di natale,ma continuo a ballare come una cogliona.
Ore 16.26: E' ovvio! Ecco cosa manca! mi infilo i tacchi così,senza nemmeno le calze. non sembro più uno zampone,ma mi torna in mente che devo farmi la ceretta,o qualcosa del genere. sono davvero scandalosa.
Ore 16.30: dai,basta giocare. Via sta gonna, dove sono i jeans?
Ore 16.32: eccoli, i Jeans. sono così usati che sono tutti rotti,ma io li amo. Li provo,funzionano ancora. Ma quel buco,caspita.... gli occhi della sottoscritta si posano sul cestino del cucito.
Ore 16.33: L'ultima volta che ho cucito avevo sette anni e volevo imitare la nonna. Riuscirò ancora? Prendo ago e filo.
Ore 16.40: finalmente riesco a infilare il filo nella cruna dell'ago. Sono vecchia,sono vecchia. O la cruna è troppo piccola? comunque, ce la faccio. guardo il Jeans con aria sospettosa,e lui mi guarda terrorizzato. Non ti preoccupare,piccolo, non sentirai niente.
Ore 16.41: Ringrazio mentalmente ER e mi accingo a suturare. Lentamente,meticolosamente. Il lavoro viene un po' raffazionato,ma decido che imparerò a ricamare. Avete capito bene: imparerò a ricamare.
Ore 16.42: Quasi finito. I Garbage cantano nelle mie orecchie e penso alla faccia che farebbe mia madre vedendomi mezza nuda,in mutande e canotta, china a cucire. Rido tranquillamente davanti ai pantaloni,e mi sembra che stiano ridendo anche loro.
Ore 16.44: il lavoro è fatto,son contenta e vorrei chiamare anche i vicini per far loro vedere. Ma mi ricordo di avere un altro paio di jeans...dramma.
Ore 16:55: ho passato dieci minuti a ballare e cantare e far la cogliona,mi complimento con me stessa. L'esame è vicino,deficiente.
Ore 16.59: gli altri pantaloni sono più sportivi. Decisamente meglio i primi. I jeans operati sorridono, in convalescenza, dal letto dei miei.
Ore 17.09: Ma un attimo. La camicia è bellissima e tutto quanto,e anche gli abbinamenti..ma...ma...ma io ho un'altra canotta...c'è da pensarci su. ANCORA.
Ore 17.15: Vedremo al momento,alla fine,come al solito.

To be continued (senza la cronaca,tranquilli): prevedo ripensamenti fino alle 20.45 circa.
Stay tuned?

20.1.06

Un ottico

Prima parte:
Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali.

Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall'orbita e non voler ritornare.

Seconda parte:
Primo cliente - Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.

Secondo cliente - Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia.

Terzo cliente - Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov'è l'ape regina?
Forse è volata ai nidi dell'aurora,
forse volata, forse più non vola.

Quarto cliente - Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l'allegria
all'alba un po' di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo.

Faremo gli occhiali così!
Faremo gli occhiali così!

-Fabrizio de Andrè-

Roots

Delle volte è proprio bello tornare indietro.
Rivedere le persone con cui sei cresciuta,sul serio.
Rivedere chi c'era mentre tu eri una adolescente spaurita,in quel momento dove fisicamente,quasi,sentivi che qualcosa cambiava.

E' stato bello vedere trasformarsi la serata sotto i miei occhi, sempre al mio fianco il mio amico più caro,come sempre,e conoscere gente nuova in posti vecchi.
Rivedere là dove ha suonato il mio primo fidanzato.
Riessere là dove ho annegato nell'alcool e nel fumo il mio Grande Amore, sperando di uccidermi il più in fretta possibile,con lo scopo dichiaratissimo di farmi del male.
Risedermi sulle sedie dove ho passato tantissimi weekend di quell'anno,quello particolare,l'unico che mi sogno di chiamare Adolescenza.

E poi c'era lui.
lui e lei.
Una volta,per una frazione di secondo,eravamo lui e io.
Ora lei era davanti a me, fisica, vera. E perfetta.
Rintronata,genialoide,pigra,molto molto carina, davvero, Dio l'ha creata a sua immagine e somiglianza (di lui).
Non sento niente. Nessun dolore. Quasi una lieve soddisfazione,sapendo che cotanto materiale umano è in ottime mani.
Domani non lo so,ma stasera è stato bello.

Quel divano (quello.) però condiviso in tanti.
Quel parcheggio (quello.) però dietro la macchina di un altro amico.
Un paio di partite a calcetto,e guardarsi negli occhi per vedere se alla fine qualcosa era davvero cambiato.
Proprio niente.

La cosa bella è che sono sempre più convinta di cosa sia l'amicizia,e sempre più convinta che regge spesso e volentieri al tempo e alla distanza (fisica e delle volte mentale).
Non credo più nei per sempre, ma nei "per molto" sì.

Sono ancora io.
sono sempre quella disperata che aveva diciott'anni e che guardava il suo amico cantare,e un moretto suonare la chitarra.
Sono quella che era andata sotto il faggio a piangere le sue pene d'amore.
Sono quella che ballava lo ska e poi si sedeva contro il muro perchè non riusciva più a respirare.
Sono quella che andava a vedere le prove del gruppo e guardava le magic insieme alla Cristina.
Sono quella che non riusciva più a capire chi erano i buoni e i cattivi, tra tutta quella gente.
Sono quella che proprio in quel posto si è trovata davanti,a sorpresa,un ragazzo alto e biondo col sorriso da predatore e una sola frase "sono qui per te".
Sono quella che proprio in quel posto voleva morire,per lo stesso ragazzo, con gli occhi di ghiaccio.

Sono quella che manco un anno fa rimetteva insieme i cocci sul divano (quello.)

Oggi sono ancora seduta lì con la copertina sulle gambe,nel cuore zero gelosia e una placida tranquillità: sono sempre io.
Nonostante tutto quello che c'è stato in mezzo.
E non ci sarà bisogno di vedersi ogni dieci secondi per ricordarselo: ogni volta che ricalcherò quei posti, con quelle (poche,ormai) persone,sarò sempre Io.
Credetemi,è bello.

18.1.06

L'angolo della barzelletta

"il presidente del consiglio non può,per definizione, mentire"

Silvio Berlusconi, unomattina, 18/1/2006

14.1.06

Le streghe son tornate



E' bellissimo,e incredibile, vedere quante donne e ragazze e bambine e signori e fidanzati e fidanzate e gente anziana si possano riunire insieme, in piazza,quando è necessario difendere un diritto sacrosanto.

Fa rabbrividire la conoscenza dei metodi che si usavano una volta: un bel cucchiaio per ravanare nell'utero,per i più poveri un ferro da maglia,e via,sperando che il danno fosse irreversibile.
Fa davvero incazzare sapere che qualcuno vorrebbe trasportarci in un nuovo medioevo,dove la donna sta a casa a fare i figli, gli omosessuali non esistono e non possono permettersi di stare insieme e al massimo si può pregare per un miracolo,nel caso in cui qualcosa vada per il verso sbagliato.
Fa sorridere vedere mamme mano nella mano con le figlie, apre il cuore.
Fa sorridere vedere signore di mezza età ballare con baldi giovani, vedere donne che si ritrovano là dove verosimilmente si sono conosciute: a una manifestazione per i propri diritti sacrosanti e intoccabili.

Ora siamo noi,che dobbiamo alzare la voce e difendere quello che ci vogliono togliere, perchè bene o male,è quello a cui si mira,checchè ne dica La Russa.

Stendo un velo pietoso su Mastella perchè è ridicolo,semplicemente ridicolo, e mi chiedo cosa sia che tanto amareggia Prodi.
I Pacs?
Intanto noi ci siamo, ci siamo guardate negli occhi e ci siamo riconosciute,tutte, senza separazioni generazionali o di sorta,perchè siamo donne,e certe cose possiamo saperle (e deciderle) soltanto noi.

Siamo sempre qui, e nessuno potrà mettere le mani sul nostro corpo,e sulla nostra mente.
Se vorranno provarci,prego: hanno avuto soltanto un anticipo di quel che potrebbe accadere.

Update:
stavo guardando Primo Piano,per vedere un po' l'approfondimento sulle manifestazioni di oggi, e devo dire, in assoluta franchezza, che Buttiglione mi spaventa.E' agghiacciante. Davvero agghiacciante. E pure Bianca Berlinguer,per una volta, ha smesso un po' i panni della giornalista e non è riuscita a non comportarsi da Donna. La si capisce,per carità.

12.1.06

Tres Bien

Il compito di latino per lettere,se lo fai sotto effetto di sostanze stupefacenti, è come passaparola.
A un certo punto mi è perfino sembrato di vedere Gerry Scotti.
"Ablativo assoluto: la accendiamo?"
Accendiamola, Gerry.
Tanto questa volta è stata una allegra farsa, e a maggio si gioca la partita vera.
Forse quando ho consegnato si notava,che per me era una amichevole, che l'assistente mi guarda e mi fa "perchè quel sorriso?"
Perchè è tutto una farsa.
Per me,certo,non per quella di fianco che lo rifà per la sesta volta.

Adesso partono le cose serie,però mi sa che Paolo Fox aveva ragione: una buona quantità di ottimo umore, che arriva absolutely from nowhere.
Paolo Fox è il mio feticcio preferito, in fondo.

Sento l'incredibile bisogno di parlare di quel che penso io della donna,dei suoi diritti, dei suoi dovere e di tutti quelli che secondo me sono falsi miti del femminismo.
Io non sono una femminista convinta,ve lo devo dire.
Non credo in una supposta superiorità della donna (forse sì,ma tento di controllarmi,è irrazionale), ma in una assoluta parità di diritti di ogni essere umano. Donna compresa.
Scriverò un post su questa cosa,prima o poi,e tenterò anche di fare la seria,per una volta.

Nel frattempo,cielo, se abitate a nord di Roma signore e signori (anche i signori) vi invito a prendere la macchinina e raggiungere la metropoli padana sabato pomeriggio,che magari c'è il sole,e dopo andate a fare spese.
La questione è di libertà, e il punto non è quello che qualcuno si sente di fare,ma quello che si può o non può fare. E si tratta di decidere di sè stesse.
Ok, sono una sostenitrice del "l'utero è mio e me lo gestisco io" (no,non finisce come la canzone di Elio,per chi se lo stia domandando).
Ma sono anche convinta che per quanto riguarda un uomo vale la stessa cosa,la differenza è che gestisce i suoi genitali con criteri totalmente differenti,credo.
O forse,solo un po' diversi,nemmeno tanto.

Alla fine, tutto parte da qui (vi prego di immaginare la sottoscritta con un dito sulla tempia).
Anche per i signorini in ascolto, sìsì.
Poi va beh,la carne è debole,si sa, ma questo è un altro discorso.

Come sono passata dal latino, alla 194 alle tentazioni mortali?

L'effetto degli stupefacenti di stamane non è ancora passato,andiam bene....

11.1.06

Spread the voice

MANIFESTAZIONE
NAZIONALE
Milano 14 Gennaio 2006

Ore 14 corteo da P.zza Duca D'Aosta (Stazione Centrale) a Piazza del Duomo.

PER la LIBERTA' FEMMINILE, ORIGINE di TUTTE le LIBERTA' e MISURA della DEMOCRAZIA
PER la DIFESA della LEGGE 194 e della LAICITA' dello STATO, CONTRO l'INTIMIDAZIONE e la COLPEVOLIZZAZIONE delle DONNE.

www.usciamodalsilenzio.org

Sono una donna,non sono una santa

Prosaicamente,cambiando totalmente discorso (perchè non solo di seghe mentali è fatto l'essere umano), signori, vi annuncio che ho accettato la mia dimensione materiale.
E dato che l'oggetto del desiderio non è al momento raggiungibile,e dio solo sa quando e se lo sarà mai, capite meglio di me che ascoltare in ripetizione "Because The Night" potrebbe non essere la mossa migliore.
La faccio comunque.

E con questo chiudiamo il discorso,dai.

Ciao, mi chiamo Rainbowsparks, e anche io sono malata di perfezione.
[segue saluto collettivo del gruppo di sostegno,un mormorio breve,e successivamente un silenzio placido,quasi lacustre]
Credo sia tutto cominciato da bambina, boh, la psicanalisi completa magari la faccio alla prossima seduta,non sono ancora sufficientemente tranquilla per farla qui.
[mormorii di disappunto di qualcuno, assensi comprensivi di qualcun altro. Uno della Anonimi Perfezionisti che sembra il capo fa cenno di andare avanti]
Sto guarendo.
Il primo passo è ammettere di avere un problema...e poi beh, lo si risolve no?
[un po' di facce contrariate: non si è seguito il loro piano di dieci step, e evidentemente lo sanno.]
Ho già iniziato a non preoccuparmi troppo delle conseguenze.
Davvero: mi è capitato di baciare un ragazzo il secondo giorno che uscivamo...e non mi piaceva nemmeno!!
[mormorio soddisfatto. Qualcuno scandalizzato in fondo borbotta,ma non si sente,è coperto dall'applauso]
Non...non mi è piaciuto, anzi.
[mormorio contrariato della maggioranza. Qualcuno salta su dicendo che è colpa dei dieci step,ma viene zittito.]
Però non me ne sono fatta una colpa.
Sono stata bocciata a un esame, e sono stata male soltanto un giorno e mezzo. Ero partita da settimane.
[applausi sincerissimi,specialmente dalla cricca di persone che conoscono bene e intimamente il soggetto in analisi]



[...segue elenco di miglioramenti che tagliamo,perchè qui ci si sta rompendo tutti i coglioni,no? comunque i presenti alla Anonima Perfezione ascoltano -sono obbligati,e non sarebbero perfetti A.P. se non ascoltassero in maniera perfetta-]

Questo è quanto.
Amen.

Mantra

FANCULO ALLA PERFEZIONE.
FANCULO ALLA PERFEZIONE.
FANCULO ALLA PERFEZIONE.

8.1.06

5 strane abitudini

Ebbene sì, hanno incastrato anche me, e vi dirò,la cosa non è che mi dispiaccia poi così tanto.

REGOLAMENTO:il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo" 5 tue strane abitudini",e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento.Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare.Non dimenticarti di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto",e ditegli di leggere il vostro.

1. Devo per forza guardare dietro di me,quando vado via da qualche posto,per controllare se ho dimenticato qualcosa. Tutto deriva da un trauma:i primi tempi in cui prendevo il treno per andare al liceo ho dimenticato la sacca da ginnastica sul sedile. Terrore e ttttragggedia.

2. Mi porto sempre dietro musica,quando vado in giro. Sempre.
2b.non contenta,delle volte canticchio.
2c. non contenta ancora,delle altre volte rido,perchè mi fan venire in mente cose buffe. Ok,non è che rido-rido. Diciamo che sorrido.
2d.La musica deve rigorosamente sposarsi al mio umore il più delle volte.

3. Quando ascolto la radio è davvero molto difficile che riesca a sentire anche una sola canzone senza girare stazione come una dannata cercando qualcosa di decente.

4. Alcune sere di nessuna importanza qualche sostanza chimica del mio corpo mi comunica che "Devo Telefonare". Il che significa a una persona qualunque. Quei giorni, non c'è un cane a casa.
Nb.: una persona qualunque,in una rosa ristretta,è chiaro.

5. Ho una lunga e complicata serie di riti propiziatori prima di esami/test di importanza medio/alta. Chiaramente sono rigorosamente top secret.

Mi permetto di rompere il circolo vizioso,e di non passare questa catena.
Più che altro,molti blog che frequento sono già stati nominati,e il resto non credo stia morendo dalla voglia di farlo.
Lascio la più completa libertà di prendere possesso di questo giochino a chiunque ne abbia voglia.
Divertitevi!

7.1.06

Le superstrade sono cattive consigliere

Niente da dire su oggi,anzi.
Il problema è stata la macchina,sulla superstrada,la mano sinistra sul volante e la destra sul cosino dell'autoradio (è pericoloso,bambini,non lo fate).
Una canzone che per me è l'emblema dell'amicizia mi ha sollevato,mi ha fatto pensare come esistano persone belle,come si possa stare bene,sul serio.
E un'altra però si è infilata,e mi ha fatto capire che ci sono cose più strane,cose che accadono in un secondo e in un secondo scompaiono,cose che non puoi controllare nel bene e nel male,che non puoi giustificare e che alle tre di notte,dopo una serata con persone "incensurate",sembrano davvero ridicole.
Cose lontane lontane che lasciano qualche graffietto,come quelli sulle labbra,che non sono un cazzo ma non si capisce come mai,vai sempre a stuzzicarli con la lingua per sentir male.
Stare con gli altri aumenta,in qualche modo,la mia razionalità,il mio distacco: non ho modo di pensare,quando sono tra amici.

Poi torni in macchina da sola e per un po' ti dimentichi di tutte facce con le quali hai riso,non per tanto,solo per il tempo per renderti conto che c'è sempre qualcosa che nella vita non puoi controllare.

Così scendi dalla macchina,lasci che il freddo entri proprio nelle ossa,quasi fisico,apri la porta e vai a scrivere un post del cazzo.
Così ti sfoghi,e poi potrai parlare solo della parte bella e ciarliera della serata,di persone vere,di panettone vero,di tavoli e sedie veri,fatti di materia.
Che poi è l'unica cosa che conta: il resto sono seghe mentali,esseri creati dalla mia immaginazione,pure bolle di sapone.

6.1.06

Mai per caso (parte prima)

Oggi la casa offre Corteccia (nell'up-nea) dei Verdena.
Alcuni estratti della canzone sono assolutamente illuminanti in relazione a quel che sto pensando,e sentendo,adesso.
Non è la prima volta che capita,e non sarà l'ultima.
Lascio a chi vuole il gusto di lambiccarsi il cervello cercando le frasi giuste :)

4.1.06

Post Autoreferenziale

Ci sono delle cose che devo scrivere.
Rimangono dentro di me. Piccole ossessioni (a volte mica tanto piccole, come può testimoniare la mia santa madre).
Segni, giornate importanti,come righe sul cofano della macchina.
Restano lì, e è inutile che provi a ignorare,perchè tanto loro -bastarde- sono lì,e le vedi, e se magari una sera c'è buio e ti sfuggono..la mattina dopo sono ancora lì.
E ti sorridono con quel ghigno onnipotente di chi sa che non hai scampo.
Dicevo,queste piccole ossessioni, questi sfregi,restano.
Non c'è modo di toglierli,ma perlomeno esiste il modo per fare che tutto si plachi,per un po',per molto tempo,per sempre:
Devo scrivere.
Devo scriverle perchè è uno dei pochissimi metodi catartici che conosco.

Come esiste qualcosa per placarli,esiste anche una pericolosa arma a doppio taglio: la musica.
Questa cosa meravigliosa che può infiammarmi o placarmi come meglio crede (e come più sono predisposta).

Mi conosco,il modo migliore per ammazzare le ossessioni è colpirle dritte alla nuca quando meno se lo aspettano: le lusingo con la canzone giusta e quando sono al loro apice massimo zac, scrivo giù tutto.
Doppio risultato: dei pezzi scritti davvero bene e un po' di calma (per quanto? bisognerebbe chiederlo all'ossessione di turno).

Una delle cose meno piacevoli della situazione,però, è che rischio di scrivere così così coinvolgenti e personali che difficilmente qualcuno le leggerà. O,se qualcuno riuscirà nell'intento,sarà quando ormai il tempo avrà sbiadito il graffio.

2.1.06

Propositi per l'anno nuovo (..)

Io consiglio di farsi calpestare il cuore da chiunque,sì
Io consiglio di camminare completamente nudi nel proprio salotto,sì

Bisogna ingoiare il rospo (che piccola pastiglia appuntita)
E' così piacevole da sentire (nuotare nel tuo stomaco)
Aspetta fino a che la polvere non si calmi

Tu vivi,e impari. Tu ami,e impari.
Tu piangi,e impari. Tu perdi,e impari.
Tu sanguini,e impari. Tu urli,e impari.

Raccomanderei a chiunque di mordere bocconi più grandi di quelli che possono mangiare
Senza dubbio
E raccomando di ficcarsi un piede in bocca in qualunque momento
Basta sentirsi liberi

Buttalo giù (la cautela ti sta bloccando contro il vento)
Tienilo in alto ( verso i raggi del sole)
Aspetta,e guarda una volta che il fumo si è disciolto

Mostra tutto (come farebbe un bambino di tre anni)
Accettalo (dovresti farlo comunque, in ogni caso)
I pompieri stanno arrivando giusto da dietro l'angolo

Quando sei a lutto,impari. Quando soffochi,impari.
Quando ridi,impari. Quando scegli,impari.
Quando preghi,impari. Quando chiedi,impari.
Quando vivi,impari.

[Alanis Morrisette, You Learn]