20.12.05

Psicoanalisi letteraria

Devo essere sincera: fatico a capirmi.
Fatico proprio, però le cose complicate mi piacciono e di conseguenza mi impunto,e le provo tutte per comprendermi,per creare un ritratto distinto, deciso,controllato.
Ovviamente è impossibile,perchè tutti cambiamo e nessuno sa mai in che direzione ci spingerà la vita domani.
Questo,però, è un po' il dramma della mia vita, e non è poi così interessante.
Giusto per seguire l'inclinazione di questa sera (e di altre sere,leggete pure nell'archivio) andrò a naso,a collegamenti.
Adoro farlo, ho fogli di word pieni di scritture quasi futuriste, Joyce mi inviterebbe a bere un caffè,probabilmente, e discuteremmo amabilmente dello stream of consciousness.
Ho una foto,fatta in croazia,dove sono di fianco a una statua in bronzo che lo raffigura. In realtà la foto ce l'ha la Gà, ma basta il pensiero.
Mi piacciono i futuristi,le avanguardie,forse perchè da un tot in poi non le capisco,e a me le cose complicate piacciono,l'ho già detto.

La prima volta che è successo avevo quasi diciotto anni, diciassette e qualche mese.
mi ricordo che ero felice:per me la felicità è più che altro uno stato di potenza,la sensazione di valere qualcosa,di decidere per me stessa,di poter influenzare gli altri,la vita sociale, di aver preso delle decisioni chiare e di avere la forza di mantenerle.
Anche in piccolo,come a diciassette anni e parecchi mesi,quando avevo la perfetta percezione del fatto che stavo muovendomi,e stavo andando proprio dove volevo andare, e non avevo paura,soprattutto.
Il traguardo della cosiddetta maggior età era vicino,e io non avevo quello che avrei creduto mi avrebbe reso felice,ma ero felice lo stesso perchè ero intimamente sicura di poterlo ottenere.
Così accesi il pc e iniziai a scrivere "due righe stupide,poco chiare".E questa è un'auto citazione.
Quelle prime parole coglievano in pieno la bellezza di questi miei momenti quasi dionisiaci.
Non è importante farsi capire o essere profondi,l'importante è usare la velocità della mente per vedere dove va a parare.
Non canto lo schiaffo e il pugno, per carità del cielo, e trovo che la Nike sia molto,molto,molto più bella di un qualunque volgarissimo motore. Ma la velocità di pensiero e la capacità spettacolare della mente di creare reti di pensieri; la bellezza delle parole legate solo per affinità o conosonanza o anche solo capriccio; l'impatto dei caratteri,degli spazi,del non detto : queste cose mi sono sempre piaciute da matti,e confesso, ho letto Marinetti con passione.

Dopo la prima volta ci fu una seconda,una terza,una quarta.
Generalmente mi esaurisco dopo uno,due fogli word scritti in qualcosa come dieci minuti netti.
Mai rileggere immediatamente -mai correggere niente-
Non sempre sono deliri di onnipotenza,delle volte è stata disperazione. La disperazione lucida e determinata,quella che ti fa venire voglia di passare la notte in bianco per aspettare di combattere la tua battaglia la mattina dopo -poco importa che il destino sia la sconfitta-.
Sono scritti farciti di allusioni, di citazioni, di canzoni, di cattiveria,spesso.
Qualcuno ne ha letto qualcuno,ma sono casi rarissimi davvero.

L'ultimo di questi happening, cronologicamente, è credo stato a febbraio dell'anno scorso.
Certo,ho ancora scritto a piede libero anche dopo -diamine,lo sto facendo ora!- ma questi momenti sono particolari,sono catartici,sono indomiti e per questa loro stessa natura di reazioni a eventi speciali,sono speciali.
Stavo provando delle emozioni fortissime, a febbraio, avevo in bocca il sapore agrodolce di una rinascita possibilimente positiva mentre portavo un lutto pesantissimo.
Avevo scommesso su qualcosa che non conoscevo -ero letteralmente terrorizzata da una simile scommessa- e ne stavo pagando tutte le conseguenze, al momento negative.
In questo contesto avevo buttato anima e corpo su un progetto nuovo,sanguigno, incredibilmente vitale.
Il giorno dell'Esame, non quello dell'università ma l'Esame mi avvicinai al leggio tremando, ma nessuno se ne accorse.
Parlai a voce alta e chiara, ricordai la differenza tra è e é, feci qualche battuta incredibilmente idiota e mi alzai di scatto prima ancora che mi chiamassero.
"....tu devi essere quella emotiva....siediti,dai".
Che figura.
Però andò bene,davvero, avevo superato i miei limiti.

Ciononostante, non fu sufficiente. Lo fu,ma fino a un certo punto, troppo poco rispetto al mio sforzo.
Scrissi di notte,per ore, qualcosa che era partito come una feroce autocritica distruttiva e che finì come uno dei più ruvidi e impietosi inviti a reagire e a migliorare della mia vita.

Qualche mese dopo spaccavo il culo ai passeri,per usare un francesismo.

Quando scrivo così, mi faccio generalmente del bene, mi scuoto, mi insulto, e poi faccio pace con me stessa.
Sono momenti rari però.
Ecco, ne vorrei uno adesso, il problema è che arriva quando arriva.
Come se mi possedesse qualche spirito.
Forse dentro di me c'è davvero una anima da partecipante ai riti misterici,mi sarà rimasta appiccicata dalle lezioni di storia greca.
E sì che sembro a tutti così apollinea,me lo dice spesso un mio amico.

Quindi concludo qui questo piccolo gioco di associazioni mentali - alla fine sono riuscita a circoscrivere un argomento solo e evitare di tirar scemo più di tanto chi passa e legge.
Consiglio davvero a tutti un po' di simpatica psicanalisi letteraria a costo zero:
aprite Word, o OpenOffice (ve lo consiglio) e iniziate a scrivere. Mi raccomando: non siate chiari e dimenticatevi tutto quello che vi aveva insegnato il vostro maestro di italiano.
Dimenticatevi quasi di voi stessi,svuotatevi.

Se non vi sentirete meglio,come esausti, sono disposta a rimborsarvi in qualche modo.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

la mia ex prof. di arte mi disse : " si cade per rialzarsi.. certo, sarebbe meglio camminare dritti e non cadere mai..ma se non si cade non potrai mai renderti conto di quant'è bello rialzarsi. "

grazie per essere passata dal mio blog, torna pure quanto vuoi. :)

un bacio, carole

www.immine.splinder.com

phoebe ha detto...

Credimi, il mion cervello già è molto incasinato. Non mi serve nemmeno una penna e la carta (o un foglio word): riesco a farlo anche quando chiaccchiero!!! :)

lis@ ha detto...

Psicoanalisi letteraria rigorosamente con software libero... brava! ^_-
Quando ritroverò la foto con Joyce te la manderò di certo... dev'essere nei meandri del pc.
Non vedo l'ora di darti il mio regaluccio natalizio! XD
bacio!


lisakanzaki.splinder.com

Fabio Artigiani ha detto...

A tal proposito, vai un po' a sto link. Poi fammi sapere, perché è un po' lunghino, sono le 2 e non ho ancora mangiato, quindi non l'ho letto (ma ne ho sentito parlare...)
http://www.lascrittura.net/scrittura_automatica.htm