"Sa, signorina, ho fatto la tesi con Fortini. A casa ho dei suoi libri"
"Anche io ho dei libri di Fortini a casa..."
"No, non ha capito. Non libri scritti da Fortini. Libri di Fortini, appartenuti a lui."
E io, che non conosco nemmeno gli scrittori del giornalino dell'università.
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4.2.09
28.11.08
Where's the kid with the chemicals? **
E poi delle volte penso chi me lo fa fare.
Di studiare quel che studio, dico.
Sono volte che mi passano davanti agli occhi come lampi; normalmente procedo a tentoni, con una cieca fede nella mia volontà, nei miei sogni di bambina.
Poi d'improvviso si fa tutto più chiaro, e quando succede è pura magia.
Signor Pincherle, lei mi ha presa per mano, con la sua gelida e bianca, nella mia mente, e mi ha portata a fare un giro nell'angolino più umido e sporco degli scantinati della mia coscienza.
Lei, carissimo, mi ha trascinata per i capelli, come si fa con le donne di malaffare o con le bambine che girano la testa per non guardare gli animali morti per strada. E mi ha aperto le porte di una casa ammuffita, dove un paradossale chiasmo di paraincesti faceva bella mostra, dove una donna disperata ancora sperava in una bellezza costruita a suon di belletti e vezzose accuse velate.
Il patetismo, caro il mio Alberto, il patetismo si respirava per quei corridoi che mi sembrava di calcare, vestita di altri abiti, con tacchi alti abbastanza per risuonare in quel corridoio scuro, senza luce.
Mi hai insegnato, come tenendomi la testa sott'acqua, che non esiste purezza se non quella creata dall'immobilità, e che non esiste riscatto che non parta da una volontà di azione, quanto più limpida, tanto meglio.
E non è tutto lì: tagliando le citazioni (che sarebbero dovute) e tagliando il mio personale melodramma, lasciatemi dire che è nei difetti dei personaggi, grigi e rossi come sangue, che rivedo i miei...l'amore senza speranza della povera Lisa ,che ancora non sa distinguere tra affetto e godimento, la spinta rivoluzionaria e infelice di Carla, che decide che un'azione qualsiasi sarà abbastanza per riscattarsi, il rovinoso rimestìo dei pensieri di Michele, incapace di azione e emozione.
E negli occhi di Michele, in quella passività anaffettiva, ho visto il complemento naturale della forza dei sentimenti di Lisa, disperati e ormai senza dignità, in una rincorsa all'amore tardiva.
Nel sacrificio di Carla ho rivisto l'azione rovinosa, come unica uscita da una vita statica, che per fatalità si scoprirà essere poi null'altro che il modo migliore per suggellare un futuro identico al passato, vita natural durante.
Ed è inutile dire che Michele caro aveva gli occhi scuri della notte impassibile che ho conosciuto, e che Lisa, in qualche modo, mi sembrava familiare a una parte di me, e che Carla, in altri, forse è sempre esistita nella mia mente.
Stasera brindiamo alla mia personalissima speranza, caro Pincherle, perchè se è vero che l'amore è un rovo, e siamo tutti fantocci che sbattono tra loro con lo sguardo vitreo, io voglio ancora lottare, finchè avrò tempo e forza.
Di studiare quel che studio, dico.
Sono volte che mi passano davanti agli occhi come lampi; normalmente procedo a tentoni, con una cieca fede nella mia volontà, nei miei sogni di bambina.
Poi d'improvviso si fa tutto più chiaro, e quando succede è pura magia.
Signor Pincherle, lei mi ha presa per mano, con la sua gelida e bianca, nella mia mente, e mi ha portata a fare un giro nell'angolino più umido e sporco degli scantinati della mia coscienza.
Lei, carissimo, mi ha trascinata per i capelli, come si fa con le donne di malaffare o con le bambine che girano la testa per non guardare gli animali morti per strada. E mi ha aperto le porte di una casa ammuffita, dove un paradossale chiasmo di paraincesti faceva bella mostra, dove una donna disperata ancora sperava in una bellezza costruita a suon di belletti e vezzose accuse velate.
Il patetismo, caro il mio Alberto, il patetismo si respirava per quei corridoi che mi sembrava di calcare, vestita di altri abiti, con tacchi alti abbastanza per risuonare in quel corridoio scuro, senza luce.
Mi hai insegnato, come tenendomi la testa sott'acqua, che non esiste purezza se non quella creata dall'immobilità, e che non esiste riscatto che non parta da una volontà di azione, quanto più limpida, tanto meglio.
E non è tutto lì: tagliando le citazioni (che sarebbero dovute) e tagliando il mio personale melodramma, lasciatemi dire che è nei difetti dei personaggi, grigi e rossi come sangue, che rivedo i miei...l'amore senza speranza della povera Lisa ,che ancora non sa distinguere tra affetto e godimento, la spinta rivoluzionaria e infelice di Carla, che decide che un'azione qualsiasi sarà abbastanza per riscattarsi, il rovinoso rimestìo dei pensieri di Michele, incapace di azione e emozione.
E negli occhi di Michele, in quella passività anaffettiva, ho visto il complemento naturale della forza dei sentimenti di Lisa, disperati e ormai senza dignità, in una rincorsa all'amore tardiva.
Nel sacrificio di Carla ho rivisto l'azione rovinosa, come unica uscita da una vita statica, che per fatalità si scoprirà essere poi null'altro che il modo migliore per suggellare un futuro identico al passato, vita natural durante.
Ed è inutile dire che Michele caro aveva gli occhi scuri della notte impassibile che ho conosciuto, e che Lisa, in qualche modo, mi sembrava familiare a una parte di me, e che Carla, in altri, forse è sempre esistita nella mia mente.
Stasera brindiamo alla mia personalissima speranza, caro Pincherle, perchè se è vero che l'amore è un rovo, e siamo tutti fantocci che sbattono tra loro con lo sguardo vitreo, io voglio ancora lottare, finchè avrò tempo e forza.
Titoli di coda, prego.
**You write such pretty words
but life's no storybook
Love's an excuse to get hurt
and to hurt.
Do you like to hurt?
but life's no storybook
Love's an excuse to get hurt
and to hurt.
Do you like to hurt?
20.3.06
Parole,parole,parole
La notizia,su internet,per il momento l'ho trovata qui.
Una questione meramente lessicale?
No.
Qui non si sta cambiando un articolo, non si tratta di aggiornare un "egli" con un "lui" tipico dell'italiano neostandard,qua si tratta di cambiare un concetto.
Tutti moriamo.
Non tutti,per fortuna, moriamo dopo essere stati uccisi.
Questi lievi cambi di "parole" cambiano la sostanza.
E se io oggi so cos'è successo e posso ricordarlo,i miei nipoti leggendo "morto" non ne saranno più altrettanto capaci.
Quello che voglio dire,al di là di tutto (e di questo tutto potremmo parlare molto molto a lungo),è che con le parole bisogna stare attenti.
Cauti, precisi,rispettosi.
Tutto quello che ora come ora non sta accadendo.
Consiglio la lettura di "La Fattoria degli Animali" di Orwell: un brillante esempio di come,una parola alla volta,si possa cambiare la realtà.
Una questione meramente lessicale?
No.
Qui non si sta cambiando un articolo, non si tratta di aggiornare un "egli" con un "lui" tipico dell'italiano neostandard,qua si tratta di cambiare un concetto.
Tutti moriamo.
Non tutti,per fortuna, moriamo dopo essere stati uccisi.
Questi lievi cambi di "parole" cambiano la sostanza.
E se io oggi so cos'è successo e posso ricordarlo,i miei nipoti leggendo "morto" non ne saranno più altrettanto capaci.
Quello che voglio dire,al di là di tutto (e di questo tutto potremmo parlare molto molto a lungo),è che con le parole bisogna stare attenti.
Cauti, precisi,rispettosi.
Tutto quello che ora come ora non sta accadendo.
Consiglio la lettura di "La Fattoria degli Animali" di Orwell: un brillante esempio di come,una parola alla volta,si possa cambiare la realtà.
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