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27.9.08

Sempre sia lodata

Quell'associazione a delinquere che è l'Opus Dei.
Vi linko questo post riguardo a un libro -che ho letto, tra l'altro- e che vi spiega un pochino di cosa si tratta.
Provare per credere, e io credo eccome, sentendomi -in questo caso sì- una miracolata.

Il reclutamento.
Sconcertante è la strategia di reclutamento, che punta soprattutto sugli adolescenti e sugli studenti: vengono letteralmente scelti a loro insaputa tra le famiglie dell’alta borghesia e tra i figli di professionisti, e attirati verso l’Opus Dei attraverso associazioni culturali, club e scuole che, pur manifestandosi come enti di carattere religioso, nascondono qualsiasi legame con l’Opus Dei stessa.
Ogni membro numerario è assillato dal dovere di fare proselitismo (hanno addirittura obiettivi mensili o annuali), al punto che qualsiasi amicizia o frequentazione con persone esterne alla setta viene ostacolata se non è una potenziale “conversione”. Per questo le tecniche di reclutamento sono d’assalto e tese ad accerchiare e isolare la vittima.
Il giovane accalappiato diviene oggetto di love bombing, gli si fa credere che all’interno dell’Opus Dei, e con l’appoggio di essa, potrà realizzare i propri progetti universitari e professionali (cosa non vera, siccome l’Opus Dei gestisce arbitrariamente il percorso di studi dei membri a seconda delle sue esigenze), mentre gli vengono inizialmente celati o sminuiti i doveri dei membri numerari (compresi la mortificazione corporale e i voti di povertà, castità e obbedienza) e l’osservanza di restrizioni assurde (come quella sulle letture, di cui scrivo più avanti).
Non essendo possibile un’adesione formale alla setta prima del diciottesimo anno di età, agli adolescenti viene conferito una sorta di status di “aspirante”, già a quattordici anni, che però si risolve in breve nello stesso insieme di doveri e restrizioni di un qualsiasi membro numerario.

19.9.08

Leggetene e protestatene tutti

Sono scandalizzata e trovo che il comportamento del Carrefour di Assago sia stato non dico vergognoso, ma osceno.
Ho scritto in prima persona una mail al servizio clienti, avvisandolo di avere appena perso una cliente e tutta la sua famiglia.
Siamo in tanti a farlo, vorrei fossimo un po' di più.
Qui il fattaccio.
Poi ognuno agisca secondo i propri criteri, ma guardate i vostri figli, o pensate per un secondo...se fosse capitato al sangue del vostro sangue?

Update:
Sulla homepage di Blackcat trovate il resoconto della telefonata che la Carrefour ha fatto alla mamma di Alexander. I propositi sono dei migliori, ma c'è sempre una vocina cinica in me che sa che finito il chiasso, finita anche la bontà della carrefour. Come diceva Sciascia, servono i diavoli perchè ci sia l'acqua santa.
E secondo me tenere d'occhio il caso vuol dire trasformarsi in diavoli molto molto umani.

11.9.08

Memorie


Tutti ci ricordiamo del 2001.
Io ero a casa di una mia compagna di classe, insieme ad altre due amiche. Ci siamo sdraiate sul tappeto a pancia in giù e guardavamo senza capire. Papà aveva telefonato a casa chiedendo "ma...che è, uno scherzo?" Ricordo Emilio Fede e la sensazione che stava succedendo qualcosa di serio.

Non mi ricordo del '73, non c'ero.
Ma mi ricordo di quando ne ho letto la storia.
E ho avuto una impressione nettissima che là, quella volta, fosse successo qualcosa di dannatamente, dannatamente serio. E incivile.
Tanto quanto l'americanissimo 2001.

13.7.08

Stefano

Correva il 1996, avevo dodici anni da compiere e l'anno successivo sarei andata in seconda media.
Era maggio, e io guardavo fuori dalla finestra ascoltando il mio primo cd. Laura Pausini (il primo che ride verrà regolarmente punito).
La musica era mielosa, e io in testa avevo solo un nome.
Stefano.
Stefano era il mio compagno di banco, ed era la mia nemesi: era chiassoso e lazzarone almeno quanto io ero timida e diligente; era popolare, era un peperino e aveva dei bellissimi occhi scuri; anche la sua carnagione era opposta alla mia, grazie alle sue origini partenopee.
Ci avevano messi vicini di banco per purissimo caso, o forse perchè speravano di mitigare lui e di far svegliare un po' me. In qualche modo, l'esperimento riuscì: ad avermi sempre accanto lui iniziò ad affezionarsi un pochino, io iniziai a sentire quello strano mal di stomaco, quella sensazione di vuoto i giorni in cui era a casa con l'influenza.
Lo invidiavo e lo concupivo: le sue battute mi facevano ridere, i suoi disegni scarabocchiati sui fogli e poi passati da banco a banco erano carini, i suoi modi gentili e io non smettevo un attimo di pensarci.
Prima quando ci si metteva in cerchio a chiedersi "chi ti piace" rispondevo sempre Nicola. Era alto, aveva gli occhi verdi e piaceva a tutte.
Onestamente, ero attratta da lui quanto da un frigorifero, però dovevo rispondere lo stesso, o mi avrebbero tutte prese in giro: era il modo più veloce e indolore.
Stefano aveva il naso grosso, era basso e combinava un casino di guai, non era popolare come Nicola, ma era tra le persone che mi trattavano meglio, che mi parlavano e che sprizzavano da tutti i pori la vita che avevo dentro e non sapevo tirar fuori.
Quella notte di maggio, guardando fuori dalla finestra, scrissi una poesia, piegai con cura il biglietto in quattro parti e scrissi "Per Stefano". Non gliela avrei mandata di sicuro, mai: c'era (e c'è tutt'ora) uno scrigno che raccoglie le mie lettere d'amore mai spedite,e quella era la sua destinazione.
Non fosse che...
quella sera, citofonarono dei miei compagni di classe.
Ero eccitata, basita, felice. Una benedizione, un miracolo, l'occasione per mostrargli che non ero solo una secchiona, che ero vera, che volevo la loro amicizia.
Aprii il portone, gli offrii della aranciata, li feci accomodare sul mio letto, mi sentivo come se mi avessero dato l'unica occasione della mia vita per essere felice e non volevo sprecarla.
Emilio vide un pezzo di carta in un angolo.
Cos'è?
niente.
Cos'è?
Dammelo.
Cos'è?
Dai Emilio, cavolo, dammelo!! non è niente.
Emilio, e il resto della ciurma, si chiusero nel mio bagno. con il mio foglietto.
Tra loro c'era Stefano.
Stavano leggendo, tutti, stavano ridendo, tutti, lui non mi voleva, che figura di merda.
Devo impedirlo devo impedirlo a tutti i costi no Stefano ti prego non leggere no rimaniamo amici sei la cosa più bella che ho Stefano no ti prego no devo impedirlo non deve non deve dio mio non deve.
La porta del mio bagno è una porta a vetri, e la buttai giù con una ginocchiata.
Smisero di leggere.
Io, e i miei occhi pieni di lacrime, svenimmo sul posto.
Stefano si chinò a vedere se stavo bene.
Lasciami stare ti prego sparisci ti prego non mi guardare per favore non farlo non farlo vai via vai via, no, anzi, rimani, chiedimi ancora se sto bene, non sto bene, ma sto benissimo se me lo chiedi un'altra volta.
Mia madre mi tirò in piedi, li fece uscire. Qualcuno era spaventato, qualcuno rideva.
Io sapevo che in una settimana la scuola sarebbe finita, e l'anno dopo sarei stata ancora lì, di fianco a Stefano.
Sapevo che lui sapeva, sapevo che non aveva detto nulla ma sapeva, sapevo che non sarebbe più stato come prima nè con lui, nè con nessuno. Avevo addosso la lettera scarlatta.
Il mio amore era stato violato, stuprato, deriso e messo in mostra, e undici anni dopo ricordo bene la sensazione.

Oggi poi la ricordo ancora meglio, perchè è successo di nuovo.

5.6.08

la Santa

Tu sei l'esempio di Santità che mi ha cresciuto, lontano dai clamori della chiesa corrotta.
Sei la donna dalle guance soffici come la seta, sei colei che arrivava coi i cioccolatini e le pelliccette di montone.
Sei la donna che mi ha insegnato a parlare con Dio, come a un amico.
Sei quella che ha vissuto con me quando ero convalescente per permettere ai miei di lavorare,e mi hai insegnato a pulire la paletta della scopa. Mi è sembrata una magia, a tre anni, dallo sporco grigiastro vedere emergere il candore bianco della plastica.
E' l'effetto che mi hai sempre fatto: mi facevi vedere il pulito, e mi facevi sentire pulita.
Sei colei che mi ha salvata dalle follie dell'opus dei, conoscendo la vera Fede.
Sei la protagonista di tantissimi natali, sei quella che si sedeva sul mio letto e mi spiegavi, negli anni ingrati dell'adolescenza, che le persone speciali soffrono un po' di più, ma poi sono felici il doppio.
Sei quella che ho chiamato quando pensavo che Dio mi odiasse a morte.
Quella a cui ho raccomandato l'anima di un morto...duemila e passa anni fa.
L'unica a cui ho raccomandato la mia anima, sempre e comunque, fino all'ultimo.
Voglio crederti là dove tu ti immaginavi, e voglio credere che questo posto esista, perchè è l'unico posto per una persona come te.

Tu sei, sei ancora.
E sarai sempre.
Che Dio ti benedica, zia.

22.5.08

Non è Springfield

Però da noi al massimo ci capitano degli idioti come Homer.
Insomma, per intenderci, questa stronzata del nucleare mi terrorizza, mi indigna e mi fa vedere in che razza di paese addormentato e triste vivo.
Non posso scappare subito, non così, ci sono persone care qui, e parlo anche soltanto dei legami di sangue.
Qualcuno per favore mi faccia ragionare e vedere uno spiraglio.
Vi ringrazio.

8.5.08

Caro signor G


Caro signor G,
mi manchi da impazzire.
Mi manchi ancora di più dopo che ho visto un tuo spettacolo essere recitato magistralmente, e aver scoperto in questa canzone/invettiva esattamente quello che penso io (vi consiglio davvero di ascoltarla. Anzi, vi consiglio di andare a vedere Polli d'allevamento recitato da Giulio Casale, è incredibile).
Vorrei davvero sapere cosa mi diresti, caro, cosa diresti a una figlia come me, che vorrebbe far qualcosa, ma la partecipazione sembra sempre più un pretesto lontano di tempi che ormai non hanno più importanza; la memoria si perde e l'educazione civica è in pieno pericolo...
Cosa posso fare, signor G, io che sono certamente così sola?
[E ho paura. Ho paurissima del futuro, della democrazia che può essere fallace, del rischio pubblico e di quello privato]
Tu non mi puoi rispondere, e in sere come queste vorrei avere te da queste parti, per un sorriso ironico ma mai rassegnato, per un abbraccio, per un po' di sana ironia senza perdere di vista la realtà.
Tanto tanto tanto, ecco quanto mi manchi, e lo dico in modo infantile, perso, disorientato, con la tenerezza e la testardaggine che non so come usare tra le mani.

29.4.08

il decennale

Ricordo solo che c'era il sole, era aprile, avevo quattordici anni e la febbre.
Non so nemmeno se è questo o il prossimo, il decimo anno da quando mi misero in mano quei libri e ti conobbi così, come piace a me pensarti, e come ho sempre custodito in cuore.
In fondo però non è importante, se mai è importante l'ispirazione. Il bisogno di conoscere e valicare, per unire.
Parini non me ne vorrà se parlo di te usando parole dirette tempo fa a lui.

[...]
Non io fò voti. Altera aquila al polo
troppo ogni emulo ardire hai tu percorso;
nè da le forze mie spero soccorso,
picciole forze a così grande volo.

Sol vuò di te la schiva anima, e il retto
non domabile ingegno, e l'ira e il forte
spregio pe' i vili, e la parola franca.

E voglio, e posso. Tu mi reggi e affranca:
chè tu sai ben ch'io per'l tuo fiero petto
aspro vivere eleggo e oscura morte.

G.Carducci - Giuseppe Parini

25.4.08

25/4/08

Quest'anno il centrodestra non va in piazza, la Moratti non partecipa al corteo di Milano, comuni come Alghero cancellano "Bella Ciao"dal programma.
Da Repubblica.it

Insomma, qualche brutta sensazione, oggi, ce l'ho.
Ad ogni modo: resistere ,resistere, resistere.

[E sotto in piazza sempre meno gente, due partigiani ancora vivi e nient'altro, e la corona che davvero sembra un rito funebre e non di gioia, e insomma, a me vien da piangere]

15.4.08

Senza parole

La situazione non c'è bisogno che la riassuma, la sappiamo tutti, la sapete tutti.
Il mio grado di disincanto, di timore, di rassegnazione e di rabbia nello stesso tempo è proporzionale alla presa di coscienza.
Che è sempre maggiore, via via che il tempo passa.
Sono perplessa, sfiduciata e timorosa.
Inzio a guardare le vie d'uscita: in fondo, ho una amica spagnola...

13.4.08

La vedo male

Sono schifata, preoccupata e pessimista.
I miei nonni, tutti e due antifascisti dei quali vado estremamente fiera, possono rivoltarsi nelle tombe: i loro pargoli, verosimilmente, in qualche modo hanno dimenticato la lezione, o la speranza.
Io no.
Ma non basta una ragazzina di fronte a un mondo di disillusi, e il mal di stomaco è reale e motivato.
Resistere, si diceva. Resistere.

8.3.08

Tutte morirono a stento

Cent'anni fa.
129 donne.

E oggi altre donne allo stesso modo vessate.
Altre donne perse, doloranti, sofferenti.
Altre donne che stringono i pugni e si graffiano con le loro stesse unghie.
Donne che guardano in altro sfidando il cielo e il destino.
Donne che si svegliano ogni mattino, nonostante tutto e nonostante tutti.
Donne che sospirano e si mordono la bocca dall'interno, per non mostrare il dolore.
Donne violate, donne uccise.
Donne che si inventano una strada che non è mai esistita pur di non doversi arrendere.

Donne oggi, come ieri e domani.
Sempre, come diceva la mia professoressa preferita, resistere resistere resistere.

5.3.08

Una donna, per le donne

Ieri sera è morta Tina Lagostena Bassi.
Tutti la si ricorda per Forum, ma quella donna ha fatto molto, molto, molto di più.
E lo ha fatto per tutte noi che oggi usciamo la notte col rossetto, e non è per questo che qualche porco figlio di una donna che non se lo merita può violare il nostro corpo e quello che custodiamo dentro con tanta fatica.
Tina Lagostena Bassi è stata tra le prime, forse la prima, ad alzare la testa e la voce durante processi come quelli di uno stupro di gruppo, nel quale o sei Maria Goretti o è colpa tua.
Dove per default "se l'è cercata".

Date, per favore, un'occhiata a questo.

E ricordiamola, sempre, ma non per Forum.