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17.10.09

No, non sono innamorata

I grandi amori si annunciano in un modo preciso, appena la vedi dici: chi è questa stronza?
Ennio Flaiano

Però questa è una grande verità.

5.10.09

Bravo chi?

A un certo punto è saltato su uno e ha detto: "Secondo me Andreotti è bravo!". E lì è incominciato il casino!
Fammi capire, forse non stiamo parlando della stessa persona. Non ce ne saranno mica due, eh?
Che Andreotti sia bravissimo io questo l’ho sempre saputo. Che sappia fare il suo mestiere questo è chiaro… è già lì da un po’!
Quello che viceversa da un certo punto in avanti è stato sempre meno chiaro è quali sono quelli bravi e quelli no! Eh, come si fa a distinguerli? Mica facile, eh?
Una volta erano bravi quelli che la pensavano come te. E per quelli che la pensavano come lui Giulio era bravissimo. Ora è bravo per tutti, capisci? Anche per quelli che non la pensano come lui.
Ma sì, in questo spappolamento generale, politica, cultura, spettacolo, tutto, non sono le idee che contano, no, non è la visione delle cose, no, non è la qualità dell’impegno, no: è l’astuzia del mestiere, è la bravura che conta, ma che dico la bravura... che conta... che conta… è l’audience!
Si fanno le statistiche, i sondaggi di opinione, le indagini di mercato e alla fine... hit-parade! Chi è in testa è più bravo, eh!
Pertini è primo da duecentoventi settimane. Wojtyla resiste al secondo posto incalzato dalla Carrà che è in netta ascesa. Baudo è stazionario. Seguono Craxi e Carmen Russo a pari merito.
Ma sì, ma sì, è inutile stare ad andare tanto per il sottile, è inutile stare lì a valutare la gente per quello che dice, per quello che fa, per come si comporta, ma chi se ne frega, l’importante è l’indice d’ascolto, l’importante è avere dietro le masse:
– Cinque milioni.
– Guarda che c’è un ragazzo giovane, nuovo, preparato…
– Ma chi lo conosce… dieci milioni… venti milioni.
– Avrei avuto un’idea interessante, nuova, stimolante…
– Ma a chi vuoi che gliene importi… trenta milioni.
– Ma veramente…
– Quaranta.
– Ma fatemi parlare per Dio, statemi a sentire!
– Zitto. Zitto che non sei nessuno! Cinquanta milioni, sessanta milioni, tutti!

Oh Dio! Tutti forse no, eh? Forse c’è ancora qualcuno nascosto da qualche parte che ha ancora il coraggio di pensare che una cosa sia o bella o brutta indipendentemente dal successo che ha. Però si dev’essere nascosto molto bene, perché è difficilissimo incontrarlo!
Per il resto non è bello ciò che è bello, è bello ciò che ha audience.

(Gaber/Luporini, 1985)

20.6.09

Guarda come viene giù

Si è messo a piovere all'improvviso, e io ho spalancato le finestre.
Che mi sono stufata dell'afa, del caldo.
Della pressione alta, del nervosismo, degli incubi.
Il "postoperatorio" non è facile come sembra, se riguarda la persona più cara che hai, e se tu sei particolarmente inadatta all'attesa e alla pazienza.
Ma all'improvviso piove, senti come piove, guarda come viene giù.
E lasciamo che venga giù forte, a lavare via per un secondo le angosce, per guardare il mondo con occhi puliti quando questa casa si riempirà di nuovo, all'inizio della nuova settimana lavorativa.
Adesso siamo io e la pioggia, che ci guardiamo l'un l'altra separate dalla protezione di un balcone.
Niente è come sembra, niente è come lo pensi, forse ci sono cose che non accadranno mai, e ti toccherà vivere senza per sempre, come senza un braccio, senza un piede, senza la voce.
Eppure ci sono persone che vivono tranquille, e trovano la felicità in modi zen, che sembrano stucchevoli, e forse funzionano.
Non voglio morire inacidita, rinchiusa in una intelligenza che da piccola era l'unica arma che avevo contro il mondo.
Non voglio chiudermi in un guscio, e adesso sono anche un po' stanca di preoccuparmi, di avere paura.
Piove, guarda come piove.
Magari verrà un'altra stagione, un altro giro di carte, magari stavolta riesco anche a metter giù un tris, senza dover pescare dal mazzo.
Magari dovrò imparare a accontentarmi di quel che c'è, aspettare ancora che arrivi la carta buona, e intanto ascoltare la pioggia che finalmente porta un po' di aria fresca anche in questa stanza.

28.11.08

Where's the kid with the chemicals? **

E poi delle volte penso chi me lo fa fare.
Di studiare quel che studio, dico.
Sono volte che mi passano davanti agli occhi come lampi; normalmente procedo a tentoni, con una cieca fede nella mia volontà, nei miei sogni di bambina.
Poi d'improvviso si fa tutto più chiaro, e quando succede è pura magia.
Signor Pincherle, lei mi ha presa per mano, con la sua gelida e bianca, nella mia mente, e mi ha portata a fare un giro nell'angolino più umido e sporco degli scantinati della mia coscienza.
Lei, carissimo, mi ha trascinata per i capelli, come si fa con le donne di malaffare o con le bambine che girano la testa per non guardare gli animali morti per strada. E mi ha aperto le porte di una casa ammuffita, dove un paradossale chiasmo di paraincesti faceva bella mostra, dove una donna disperata ancora sperava in una bellezza costruita a suon di belletti e vezzose accuse velate.
Il patetismo, caro il mio Alberto, il patetismo si respirava per quei corridoi che mi sembrava di calcare, vestita di altri abiti, con tacchi alti abbastanza per risuonare in quel corridoio scuro, senza luce.
Mi hai insegnato, come tenendomi la testa sott'acqua, che non esiste purezza se non quella creata dall'immobilità, e che non esiste riscatto che non parta da una volontà di azione, quanto più limpida, tanto meglio.

E non è tutto lì: tagliando le citazioni (che sarebbero dovute) e tagliando il mio personale melodramma, lasciatemi dire che è nei difetti dei personaggi, grigi e rossi come sangue, che rivedo i miei...l'amore senza speranza della povera Lisa ,che ancora non sa distinguere tra affetto e godimento, la spinta rivoluzionaria e infelice di Carla, che decide che un'azione qualsiasi sarà abbastanza per riscattarsi, il rovinoso rimestìo dei pensieri di Michele, incapace di azione e emozione.
E negli occhi di Michele, in quella passività anaffettiva, ho visto il complemento naturale della forza dei sentimenti di Lisa, disperati e ormai senza dignità, in una rincorsa all'amore tardiva.
Nel sacrificio di Carla ho rivisto l'azione rovinosa, come unica uscita da una vita statica, che per fatalità si scoprirà essere poi null'altro che il modo migliore per suggellare un futuro identico al passato, vita natural durante.
Ed è inutile dire che Michele caro aveva gli occhi scuri della notte impassibile che ho conosciuto, e che Lisa, in qualche modo, mi sembrava familiare a una parte di me, e che Carla, in altri, forse è sempre esistita nella mia mente.

Stasera brindiamo alla mia personalissima speranza, caro Pincherle, perchè se è vero che l'amore è un rovo, e siamo tutti fantocci che sbattono tra loro con lo sguardo vitreo, io voglio ancora lottare, finchè avrò tempo e forza.
Titoli di coda, prego.


15.11.08

Intuizione

E ce n'è voluto tanto
di pensiero e di rimorso
per uscirne fuori



Eppure credevo che tu mi conoscessi, Amichetto che su queste pagine esisti da anni.

Tutto a posto.
A posto un cazzo.

[a special thanks to: Nada Malanima, per avere il più bel cognome del creato, per lo strano e irrichiesto dono di ricordarmi mia madre, per le parole che avrei voluto scrivere, e per fortuna ha scritto lei, e le ha scritte tutte]

30.9.08

Ipse Dixit

Chi non vuole far sapere qualcosa in fondo non deve confidarla neanche a se stesso, non si deve mai lasciare tracce.

(Giulio Andreotti in "Il Divo")

30.8.08

Nessun dolore (?)

Cucciolo mio,
non sono affatto ferita e adirata da quello che è successo.
Anzi, sono felice di saperti vicino a qualcuno che ti farà capire qual è per davvero la spiritualità da perseguire.
Ti auguro un felice autoerotismo,e cercherò di prendere esempio dalla contessina tua amante e smettere di ascoltare quella musicaccia piena di urli e di satanismo, come sono certa farai anche tu appena ti avrà stretto il guinzaglio al collo.
Perchè non iniziare da questo capolavoro?Guarda, c'è anche uno con la tua pettinatura.




(si consiglia la visione ai bambini, ma soprattutto alle bambine)

Io, di capa un po' guastata, io...
mia mamma lo diceva, che non eri proprio il tipo mio
Ma avevo te sempre nella testa
e tu invece avevi l'acqua fresca...

7.7.08

Mi racconti una favola?

Volevo ringraziare pubblicamente ( e inutilmente) Max Collini per avermi cullato nel sonno dopo almeno quattro ore di insonnia minata dai pensieri più cupi.
Nemmeno le favole infantili che mi raccontava mio padre da bambina, e che irrimediabilmente lo facevano addormentare prima di me, sono mai state tanto efficaci.
Ho chiuso gli occhi pensando alla crudeltà psicotica di spezzare a metà uno spazzolino della persona amata, e ho sentito di amare profondamente chiunque riesca a esternare il rancore in questo modo.

bisogna avere stile anche nei momenti peggiori.

25.5.08

La confederazione delle anime

Il dottor Cardoso [...] illustra una curiosa teoria, in base alla quale ciascuno di noi è costituito da una confederazione di anime e ciascuna confederazione è sotto il controllo di un io egemonico, e però può avvenire, nel corso della nostra vita, come è avvenuto a Pereira, che tutto d'un tratto un nuovo io, più potente di qualsiasi altro, alzi il capo, scalzi il precedente io egemonico e prenda il controllo della federazione di anime.

[R.Ceserani, Raccontare il postmoderno]

8.5.08

Caro signor G


Caro signor G,
mi manchi da impazzire.
Mi manchi ancora di più dopo che ho visto un tuo spettacolo essere recitato magistralmente, e aver scoperto in questa canzone/invettiva esattamente quello che penso io (vi consiglio davvero di ascoltarla. Anzi, vi consiglio di andare a vedere Polli d'allevamento recitato da Giulio Casale, è incredibile).
Vorrei davvero sapere cosa mi diresti, caro, cosa diresti a una figlia come me, che vorrebbe far qualcosa, ma la partecipazione sembra sempre più un pretesto lontano di tempi che ormai non hanno più importanza; la memoria si perde e l'educazione civica è in pieno pericolo...
Cosa posso fare, signor G, io che sono certamente così sola?
[E ho paura. Ho paurissima del futuro, della democrazia che può essere fallace, del rischio pubblico e di quello privato]
Tu non mi puoi rispondere, e in sere come queste vorrei avere te da queste parti, per un sorriso ironico ma mai rassegnato, per un abbraccio, per un po' di sana ironia senza perdere di vista la realtà.
Tanto tanto tanto, ecco quanto mi manchi, e lo dico in modo infantile, perso, disorientato, con la tenerezza e la testardaggine che non so come usare tra le mani.

29.4.08

il decennale

Ricordo solo che c'era il sole, era aprile, avevo quattordici anni e la febbre.
Non so nemmeno se è questo o il prossimo, il decimo anno da quando mi misero in mano quei libri e ti conobbi così, come piace a me pensarti, e come ho sempre custodito in cuore.
In fondo però non è importante, se mai è importante l'ispirazione. Il bisogno di conoscere e valicare, per unire.
Parini non me ne vorrà se parlo di te usando parole dirette tempo fa a lui.

[...]
Non io fò voti. Altera aquila al polo
troppo ogni emulo ardire hai tu percorso;
nè da le forze mie spero soccorso,
picciole forze a così grande volo.

Sol vuò di te la schiva anima, e il retto
non domabile ingegno, e l'ira e il forte
spregio pe' i vili, e la parola franca.

E voglio, e posso. Tu mi reggi e affranca:
chè tu sai ben ch'io per'l tuo fiero petto
aspro vivere eleggo e oscura morte.

G.Carducci - Giuseppe Parini

26.4.08

Sere come questa

Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: “Michele vieni in là con noi dai…” e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo…”. Vengo! Ci vediamo là.

8.4.08

Oggi non parlo di Alessandro.

Eh, ecco, non parliamone.
Anzi, sciacquati quella bocca che ti ritrovi, che tu sei la vergogna del paese, e la manifestazione che la meritocrazia in italia è pura leggenda.
Sono rimasta allibita, un po' mi veniva da ridere, un po' da piangere, un po' ringrazio il cielo che davvero si sia lanciato su Napoleone o avrei provato a fare una sommossa, non so, andavo lì e gli tiravo un cavalletto in testa come in tempi d'oro fece qualcun altro.
Quest'uomo è miliardario.Una cultura se la può fare.Vi prego di prestare attenzione:
  • lasciando perdere il turpiloquio, che può essere studiato per attirare un pubblico giovanile di non eccelsa cultura;
  • lasciamo perdere (ma non troppo) il fatto che non ha idea di cosa diavolo sia la storia, e parlo della storia più conosciuta, non dei particolari (ma anche solo le frasi fatte, tipo "è stata una waterloo", le ha mai sentite?)
  • non è in grado di concordare l'aggettivo col nome. Nè il predicato con il soggetto (una delle aziende più belle che esiste al mondo!)
    Lo ripeto: non è in grado di far concordare nome e aggettivo, predicato e soggetto.
    Ancora, con altre parole: non sa usare il singolare e il plurale.
  • ...come fece NAPOLETONE? Il cugino del toblerone, certo...

E disen poor Italia, poor Italia
e disen poor Italia, poor Italia
e disen poor Italia, poor Italia, poor Italia, poor Italia
(Poor Italia, Davide van de Sfroos)

30.3.08

Poi sembra d'essere gli stronzi

Stavo girellando sul sito di Dave e toh, guarda cos'è venuto fuori.
Avevo 16 anni quando l'ho sentita, in ritardo, probabilmente, di sei anni dalla pubblicazione della stessa, ma mi ha colpito proprio in pieno ai tempi.
Sarà almeno da cinque anni che me l'ero dimenticata..

Dovete sapere, però, che sebbene a sedici anni andavo a far volontariato da una sorta di organizzazione suoresca, ero piccola, fragile e sorridevo a tutti (non che oggi sorrida meno o mi sia alzata, ma va beh), ho sempre avuto esattamente questa idea.
Non vi sto a dire quante volte mia mamma, nella mia adolescenza, mi ha detto "ma no, non sta bene odiare."...ma scusa, se ami, è ovvio che odi pure..
Con gli anni ho scoperto che l'odio è un po' come fumare un pacchetto di malboro: rilassa, sfoga, ma piano piano ti uccide.
E così ho cercato di smettere.
Anche se ogni tanto, quando mi portano ad odiare, ci casco ancora.

28.3.08

Cinque anni dopo

Fortunatamente non mi sono fatta quasi niente. (cit.)

Per il resto, al di là di tristerrime ricorrenze, posso dirvi che oggi ho un po' di gatte da pelare, c'è un gran sole e mi sforzerò enormemente di essere positiva.
Gli ultimi quattro giorni, all'insegna del cioccolato (appunto), del thè e dello stato brado più assoluto, mi hanno trasformata in una donnina libera, piroettante e raffreddata.
Il ritorno di strani inquilini in queste stanze renderà il tutto più pesante...ma è perchè oggi è oggi, nonostante tutto, o solo un briciolino di sfiga per dare un po' sapore, come quando macini un filino di pepe nero nella pasta?

2.3.08

La mia amica

E' meglio del truccatore della Tatangelo di sicuro.
Sa rispondere alle domande che non le faccio, sa essere tagliente come un coltello e dolce come uno dei suoi dessert all'arancia.
Sa guardare più lontano di molti altri, e sa cosa fare anche senza che io glielo chieda.
Sa senza che ci sia stato bisogno di parlare, così, e sorride di sottecchi mentre alza un calice alla mia ironia e ai suoi occhi neri.

Vi lascio la sua più bella risposta di sempre:

Io: "E quale sarebbe, la mia più grande paura, secondo voi?"
Lei: "Che qualcuno ti chieda qual è la tua più grande paura."

21.2.08

It's raining men

"Sta lì, che sei tutta piena di viris" (MammaRain)

..ma magari, fossi piena di uomini, magari.