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6.1.10

Da vicino nessuno è normale

E' proprio quando pensi di aver toccato con mano quanto è il potere della mente sul corpo, e come questa riesce comodamente a deviarlo nei sentieri peggiori (presumo, in teoria, anche nei migliori) che ti accorgi, chiaccherando, di come tutti abbiano qualcosa dentro di sè.
Di strano, di oscuro, di ridicolo, di illogico, di debole, di eccentrico, di irragionevole, di tracendentale, di superstizioso, di ossessivo, di diverso, di incompleto.

...allora forse nonostante con mano senta il dolore che la condizione del disequilibrio porta con sè...
...forse, non è una situazione così rara.
Forse è una situazione comune.
E come si dice, mal comune, mezzo gaudio.
O perlomeno, mezzo senso di appartenenza al genere umano, e fallibile, in più.

16.7.09

Requiem per una montatura.

Perdere gli occhiali dopo sei anni e sette mesi, è un po' come perdere una parte di te.
Giri come una scema per le ultime strade dove li hai visti.
Ti convinci che sono lì, da qualche parte.
Chiami il call center di tutti i mezzi di trasporto presi, confidando nella buona sorte e in un'inatteso ritrovamento.

Perdere gli occhiali, i primi, quelli dei diciott'anni.
Che hanno visto non il primo bacio ma il primo bacio d'amore.
Che sono stati appoggiati sul comodino, prima delle carezze acerbe sul quel letto.
Così simili ai suoi, che li confondevamo.
Quelli del messaggio "anche con gli occhiali sarai sempre bellissima".
Quelli dei concerti, e quelli del "ricordati di pulire gli occhiali quando piangi".

Gli occhiali che iniziavano a dare segni di vecchiaia, una lente qui, una lente là, ogni tanto, scappavano dalla montatura blu, regolare, rettangolare, leggerissima.
Occhiali invisibili per una ragazza classica e altrettanto invisibile.

Giro per casa credendo di trovarli sul comodino, o sul piano del lavello in bagno. Mi tocco il viso e penso "dove li ho messi".
Li ho persi, per caso, aiutando una signora che, per l'ironia della sorte, era cieca.
Non posso vivere senza occhiali: il lutto necessariamente dovrà essere breve.
Che è un po' come il lutto per una persona; di quelli che non ci pensi, che non c'è più, e ancora telefoni a natale per gli auguri, e quando non risponde nessuno pensi "dev'essere andato in vacanza".
Un ottico buono e paterno mi consigliò un altro paio..ma per fare in fretta, la montatura andava scelta lì, sul momento.

Tra tutti un paio simile al vecchio, ma lievemente più scomodo, blu e poco impegnativo.
E un paio comodissimo, leggero e rosato, un tantino più simpatico e sicuramente calzante.

Vada per il rosa.
Che tanto non ci saranno più occhiali come i vecchi.
E tanto non ha senso cercare di mantenere la stessa minestra.
Osare in qualcosa di innocuo, si può: vada per una montatura degli occhiali.
E se mai mi dimenticherò di quelli che ho portato per 2.390 giorni della mia vita.
Duemilatrecentonovanta.
Non son quisquilie.
C'è un'eternità, una laurea, qualche amore andato a male, qualche vacanza, un paio di viaggi oltre confine.
Ma probabilmente nei prossimi, ci sarà altra vita, che si disporrà in bell'ordine sopra di loro, come zucchero filato.
Chissà se imparerò a riconoscere la mia faccia anche contornata di rosa.

20.4.09

2am-8am

Quanto male si può fare a una persona involontariamente?
E si può mai smettere? Si richiudono le ferite?
Le proprie e quelle degli altri.
A volte la vita mi sembra un gioco al massacro, dove tutti involontariamente ci sbattiamo contro, e ineluttabilmente ci dipingiamo la pelle del viola dei lividi.
Ho dormito troppo poco, stanotte, per credere in un mondo migliore.

Pessimismo e fastidio.

9.4.09

Varchi spaziotemporali

Ho aperto un vecchio armadio.
Nell'armadio, uno scatolone vecchio, colmo di scritte.
Me le ricordo tutte: era estate, credo giugno, la mia migliore amica era venuta a casa mia per stare un po' di tempo con me.
Ci annoiavamo, lei ha preso dei pennarelli e ha iniziato a pasticciare con nomi di cantanti, soprannomi di cantanti, pseudocontratti "Io accetto di regalare la mia collezione di figurine a:_______" (sì, collezionavamo figurine).
La maggiore età era lontana, lontanissima, e sul quaderno ad anelli si scriveva la prima declinazione.
Tanti poster, tante lettere: una lettera di un amico scomparso ormai quasi da dieci anni.
Il tempo corre.
E' strano come oggi io senta ancora quella mia amica, miracoli di internet, di facebook, dopo anni di silenzio.
E' strano non volerli buttare tutti, i poster: sono una parte di vita.
Ed è strano e forse illuminante un post it:

"Alessandro osa sfidare il suo maestro e andare oltre, sognando un mondo migliore."

Forse era una versione di greco, forse no, ma in ogni caso, è una cosa che mi servirà.

9.12.08

Scusa se ti chiamo stronzo

Ringrazio Tiziano Ferro di avermi dedicato anche il secondo singolo del suo nuovo album.
Ora, o i suoi avvocati mi contattano e mi danno una percentuale (perchè è ovvio che non può essere casuale), oppure vorrei offrirgli un caffè, che magari un po' ci capiremmo.
Poi, ovviamente, ci vuole il film di Moccia che lancia il singolo, o forse Moccia usa il singolo per lanciare uno di quei suoi film porcheria.
Questo risponde a una legge perversa che ormai obblica,quando senti certa musica, a pensare a Moccia, e forse a Scamarcio...sembra ti facciano ciao ciao, spuntando da un angolo del tuo cervello, come un pop-up sullo schermo.
Io magari mi faccio chiamare Lolli, che qualcuno l'ha fatto, forse. o forse Jessy, mica dev'essere il mio nome vero.
Peccato che il nome di Pollo l'ha già usato, se no potevamo usarlo per lui...se no boh, come lo chiamiamo, il deficiente?
Krug mi sembra calzante.

Dunque, Lolli e Krug si conoscono una sera, in una discoteca fashion per giovani. Lei ne ammira le sicure movenze che lo fanno vagamente assomigliare a Pax, l'armadio Ikea, e lui la nota per l'altezza uguale a quella del tronchetto della felicità decorativo.
A questo punto, però, nella storia entra Inox, la donna d'acciaio, che senza dire nè A nè Bah prende Krug e lo porta in riva al mare ascoltando le canzoni di Giggggi D'alessio; lui, cibatosi solo di Korn e Slipknot fino a quel momento, scopre qualcosa che gli cambierà la vita: gli piacciono.
Quando Lolli lo va a trovare insieme al resto della Cumpa, la perfida Inox mostrerà fiera il suo risultato: Krug non balla più come un Pax, perchè ormai sa solo cantare Tu che ne sai.
Lolli corre, corre, corre, inciampa sui tacchi dodici (!!) e corre, corre, corre.
Si trova su un ponte di quelli sui navigli, e guarda con occhio languido e lacrimoso le pantegane che abitualmente abitano ormai l'antico corso d'acqua...
Inserire la canzone qui.


Il finale, volendo, inventatelo voi..

27.11.08

Requiem a un piatto

Era l'ultimo, di una porcellana oramai sbeccata dall'uso.
Un piatto fondo, con dei disegni colorati, quasi infantili: piccole mongolfiere e nuvolette celesti venivano disegnate nell'incavo, nel suo cuore, e guardandole io sono cresciuta.
Il mio primo piatto di pasta al salmone, l'ho servito in quel piatto lì.
Il secondo, il terzo, le mie carbonare, tutto.
Amavo follemente quel piatto, ma la sua singletudine lo poneva in una condizione di grave svantaggio: mia madre ha cura dei servizi che nessuno ha mai usato per cinquant'anni, ma per un piatto soldato, senza compagni e colmo di storia, non c'è mai stato nessun riguardo.

Ebbene, pochi minuti fa un rumore sordo e violento dalla cucina mi ha fatto intuire che mia madre, coi suoi modi bruschi, sbadati, ruvidi, l'ha semplicemente ucciso.
Ho fatto giusto a tempo a vederne i cocci, e a salutarli per l'ultima volta.
Se è vero, come è vero, che tutto ha una fine, è vero anche che l'unica cosa che non muore mai sono le parole.

E il mio piatto resterà vivo, a modo suo, qui sul blog..perchè un po' di animismo, ogni tanto, fa compagnia.

14.11.08

...mi incatena

Non è facile spiegarvi chi sono.
Bisognerebbe dirvi che prima di uscire cambio maglietta tre volte, e poi mi arrotolo in molteplici giri della mia sciarpa per sentirmi più al caldo.
Dovrei dirvi che mi basta bere pochino pochetto, e al karaoke finisco a cantare le peggio cose, delle volte pure convinta.
Dovrei spiegarvi che amo studiare, ma quando lo decido io.
Che controllo tutto ma in realtà è un casino, credetemi, quello che mi scorre dentro, a volte colorato, a volte caldo come sangria, a volte lo strisciare freddo della paura e dell'insicurezza.
Vorrei dirvi che mi piace ascoltare, che qualche barzelletta del cavolo la conosco, che se soltanto mi fidassi, mi piace parecchio anche parlare.

Invece finisco a farmi guardare, avvolta nella mia sciarpa, regalando pochi sorrisi quando ne ho l'occasione, e pensando alle parole della mia tartaruga preferita, e cercando il modo per riuscire a spiegarvi che, qui, l'unica persona sotto esame sono io.

8.11.08

Pausa Caffè

Pausa.
Mescolo lo zucchero nella chicchera.
Penso al caffè, che mi fa pensare al thè, che mi fa pensare al latte.
Che mi fa pensare a lui.
Che mi fa pensare a lei.

Medito, girando il cucchiaino, e trovo ironico riuscire a illuminare le affinità che mi avvicinano alla mia rivale.
Se non la sentissi rivale, sento che potremmo essere molto amiche. Davvero.
Ma so che non succederà mai in questa vita, nè mai vorrò che succeda, dunque lancio i dadi e muovo la mia pedina più in là.

Il caffè è troppo caldo.
Un quarto d'ora fa la Bambolina di Cristallo mi ha telefonato in lacrime. La vita gira sempre lo stesso copione: prima a me, ora a lei.
Rintraccio le preziose parole che mi sono servite mentre mi disidratavo di lacrime su quel treno stupido, in riviera.
Con lei non funzionano, forse perchè ci ha scommesso non solo il cuore, ma anche la stima di se stessa. Che io non ho mai perso.

Bevo piano, mentalmente penso aò futuro prossimo:
le certezze degli occhi grandi di Carissima Amica, Quasifratello che tornerà dal suo week end al mare, una tana dove leccarmi le ferite e fare il punto della situazione quando mi va, più di un tornasole della mia rinascita.
E le incognite.
Adesso le cerco e le bramo.
Mi ci avvicino con le gambette insicure, ma le metto in conto e non le svicolo più.
Che bambina grande. Bevo anche il caffè, come le bambine grandi.

Ieri guardavo i tuoi occhi di bambino, e davvero, dal cuore, ho pensato che forse dovremmo rincontrarci quando entrambi saremmo cresciuti, magari davanti a una macchinetta del caffè.

19.10.08

Citazioni colte

Venerdì notte, sull'autostrada, vedo la malefica lucina della riserva.
"Ragazze, mi sento agitata quando c'è la riserva. Devo far gasolio."
"Beh, arrivi fino a casa nostra, poi c'è un posto."
"Se la facessi qui?"
"Qui no, che è notte e fa buio [vd.nota 1]"
"Lasciagliela fare, tanto prima o dopo dieci minuti, non cambia niente."

Bene, devo ammettere di aver lasciato uscire qualche goccia dalla pompa.
Tornando in macchina sentivo l'odore penetrante sull'orlo dei jeans, ma l'ho presa con filosofia, perchè nella mia testa, sarebbe potuta andare molto peggio:



1)...che alle due di notte faccia più o meno buio sull'autostrada o appena fuori da essa, è un mistero che ancora non mi appartiene.

30.8.08

Nessun dolore (?)

Cucciolo mio,
non sono affatto ferita e adirata da quello che è successo.
Anzi, sono felice di saperti vicino a qualcuno che ti farà capire qual è per davvero la spiritualità da perseguire.
Ti auguro un felice autoerotismo,e cercherò di prendere esempio dalla contessina tua amante e smettere di ascoltare quella musicaccia piena di urli e di satanismo, come sono certa farai anche tu appena ti avrà stretto il guinzaglio al collo.
Perchè non iniziare da questo capolavoro?Guarda, c'è anche uno con la tua pettinatura.




(si consiglia la visione ai bambini, ma soprattutto alle bambine)

Io, di capa un po' guastata, io...
mia mamma lo diceva, che non eri proprio il tipo mio
Ma avevo te sempre nella testa
e tu invece avevi l'acqua fresca...

7.7.08

Mi racconti una favola?

Volevo ringraziare pubblicamente ( e inutilmente) Max Collini per avermi cullato nel sonno dopo almeno quattro ore di insonnia minata dai pensieri più cupi.
Nemmeno le favole infantili che mi raccontava mio padre da bambina, e che irrimediabilmente lo facevano addormentare prima di me, sono mai state tanto efficaci.
Ho chiuso gli occhi pensando alla crudeltà psicotica di spezzare a metà uno spazzolino della persona amata, e ho sentito di amare profondamente chiunque riesca a esternare il rancore in questo modo.

bisogna avere stile anche nei momenti peggiori.

25.6.08

I doverosi ringraziamenti

A colei che si sciroppa senza colpo ferire le telefonate più cervellotiche e disperate del secolo, e riesce nel difficile compito di consolare senza prendermi in giro.
A colui che in dieci minuti si capicolla a casa mia, poi mi raccoglie -Sembri Amy Winehouse, mannaggia a te- e nel consueto altalenarsi di dolcezza e fermezza continua a non lasciarmi un attimino.
A colei che ne ha passate, e si rende disponibile ad aiutare anche me.
A colui che mi porta per concerti e che mi sorregge quasi fisicamente.
A colei che mi ricorda il suo ruolo ultradecennale di angelo custode personale, e anche alla sua famiglia che, per affetto, è diventata un po' mia..sua mamma è un po' una madrina, la sua gatta è un po' la mia gatta, e tutto sommato, forse ha ragione lei quando si proclama angioletto.

Non ci sono molti altri ringraziamenti da fare: è impressionante come quando davvero le cose si fanno dure, non siano le facce che ti immagini ma altre, a darti una mano.

Non mi stavo dimenticando: soprattutto a Lei, che ogni giorno mi insegna l'Amore e la Forza che non so dove trova, ma che mi rendono spaventata e orgogliosa di portare il suo sangue.

25.5.08

il Capitano

Come una macchia di luce sopra un radar
Mi sei sempre stato d'ispirazione, specialmente quand'ero piccola.
Una fattucchiera mi disse che tendo ad astrarre, a cercare la perfezione, a vedere al di là.
E diciamo che a quattordici anni tu eri il migliore Al Di Là che potessi trovare.
Poi la vita ti sporca e ti abbraccia, e tempo per sognare ad occhi aperti, non lo si ha più.
E' stata una lettura, di ora, che improvvisamente mi ha portato a pensarti, forse con lo stesso sguardo fiducioso nell'Iperuranio che avevo puro e pulito tempo fa, rattoppato da tutti gli strappi e i tagli di questo mondo.
Ho pensato che mi hai insegnato la lotta e la fierezza, che mi hai insegnato che nessuno si deve inginocchiare davanti a nessuno, nemmeno se è il Re.
Mi hai insegnato che genio e sregolatezza possono portare anche a cose di cui ci si può pentire molto, e mi hai insegnato che tuttavia, bisogna andare oltre.
Mi hai insegnato che l'Amore esiste, è per sempre, ed è intrecciato all'Amicizia e alla Fedeltà.
In quest'ultimo mese torno a pensarti spesso, non si sa perchè, o forse perchè quando si è fragili e disorientati si cerca di ritrovare la Luce -con la maiuscola-.
La verità, semplice e assoluta, è che io mutuo il pensiero di Machiavelli:
e fare come li arcieri prudenti, a' quali parendo el loco dove disegnono ferire troppo lontano, e conoscendo fino a quanto va la virtù del loro arco, pongono la mira assai più alta che il loco destinato, non per aggiugnere con la loro freccia a tanta altezza, ma per potere, con lo aiuto di sí alta mira, pervenire al disegno loro.

Forse mi diresti che ci vuole diplomazia, e ci vuole determinazione.
Mi diresti che ci vogliono gli amici giusti, anche se qualche volta tradiscono. Anche due volte.
Mi diresti che non è sufficiente questo dolore per permettersi di fermare il Sogno.
E probabilmente faresti come il Quasifratello, che alza un boccale di sangria alla mia salute, e che mi fa bere il sangue delle ferite che mi son fatta in battaglia.
Domani è un altro giorno, brinderò all'audacia, la nostra, e continuerò a lottare.

La confederazione delle anime

Il dottor Cardoso [...] illustra una curiosa teoria, in base alla quale ciascuno di noi è costituito da una confederazione di anime e ciascuna confederazione è sotto il controllo di un io egemonico, e però può avvenire, nel corso della nostra vita, come è avvenuto a Pereira, che tutto d'un tratto un nuovo io, più potente di qualsiasi altro, alzi il capo, scalzi il precedente io egemonico e prenda il controllo della federazione di anime.

[R.Ceserani, Raccontare il postmoderno]

10.5.08

Il dispiacermi di non bastare

Diciamocelo subito per togliere ogni dubbio: non è che stia morendo.
E' un male sottile, la coscienza di esser qualcosa ma non abbastanza.
E' quel che ti lascia a guardare fuori dai finestrini, a provare a stare zitta per vedere l'effetto che fa.
E' cercare di pensare a ricostruirmi, a quale sarebbe il modo giusto per costruirmi come tu mi vuoi, e capire che non ci riuscirei, non è vero che si cambia per amore.
O forse, per l'Amore, sì, ma a questo punto, rimando all'assioma iniziale.
Sono imperfetta, e faccio chiasso, e sono ansiosa.
Parlo troppo, non ho caviglie sottili e mani lunghe, ho imparato anche a giocare a biliardo ma probabilmente non è abbastanza.
Non sarò mai abbastanza, perchè non è un insieme razionale di qualità quello che ci spinge verso qualcuno...anche perchè se no tu non ti spieghi, con i tuoi vuoti immensi e lo sguardo lontano, con le dita rosicchiate e il mento sporco del sugo della margherita.
A volte penso che sotto tutto...non ci sia niente. E mi stia divertendo a rincorrere un grande vuoto.
Mi rendo conto e non insisto, guardo oltre, ma ogni volta è un tentativo in più andato a vuoto, ogni sasso che lancio nel lago fa troppi pochi balzelli prima di affondare, in fondo anche da bambina non ero brava, checchè papà si impegnasse a farmi vedere il metodo.
Oggi ho detto che mi hanno frainteso. Non è vero.
E' che a volte davvero lo sento quel dispiacermi di non bastare, il tuo modo imperfetto di rimbombare, le tracce profonde sugli zerbini, calpestati con quel corpo che ti trascini dietro quasi per caso.
Mi piacciono anche le tue parole sul niente, suonano sempre come un regalo inaspettato, ne sei tanto avaro.
Comunque sia, è necessario un altro giro di giostra..su un femminile sentivo parlare dei transitional men.
E mi sono ricordata, all'improvviso, di avere un appuntamento fissato tra una settimana, vuoto come un uovo di pasqua ma da qualche parte, diavolo, bisogna pur cominciare.

19.4.08

Imprinting

Dave segnala,creandomi un corto circuito non indifferente, la sigla di un cartone d'annata.
Sebbene io sia dell'84 in Italia veniva trasmesso nei primissimi anni novanta, nei quali già giravo per casa cantando "uouououooooo".
Splendido, assolutamente splendido, solo oggi, 17 anni dopo, scopro che il testo diceva from my video to my radio, ma il ritornello si è infilato nel dna.

Però c'è addirittura di peggio.
In un momento di amarcord ho scelto di vedere se c'era quell'altro..quello che mi piaceva tanto.
E tanto davvero, che di pomeriggio mi arrampicavo letteralmente sul divano del salotto e lo guardavo, con simpatie e antipatie e un sacco di voglia di diventare grande. Quando avrò undici anni, pensavo, quendo avrò undici anni sembrerò Barbie (quella con il rossetto scarlatto e i capelli biondi, non una barbie a caso) e potrò fare queste cose.
Non sembro Barbie, e quelle cose arrivarono qualche anno dopo i terribili undici.
Intanto con il senno di poi ho capito tante cose:
perchè odio le smorfiose che se la tirano
perchè mi fanno ridere i ragazzi pagliacciotti e buffoni
e perchè io proprio al fascino del mascalzone, non resisto affatto...

Dovrei chiedere i danni ai produttori del cartone ;)

5.4.08

Come un acido che ha preso male

Horror trip L’”horror trip” o “bad trip” è una brutta esperienza legata all’assunzione di sostanze psichedeliche. Si può verificare sia da subito, che alcune ore dopo i primi effetti. Si comincia ad andare in paranoia, ci si sente agitati, angosciati, e non si riescono più a gestire le proprie azioni. Tutto ciò può essere relativamente di bassa intensità, ma può diventare un vero incubo, con crisi di panico e psicosi. Solitamente quando gli effetti della droga svaniscono anche l’angoscia se ne va, ma purtroppo il cattivo viaggio può diventare un vero trauma in grado di scatenare fobie, stati confusionali e angosce durature.

No, tranquilli, non mi drogo ancora. Magari. Ma quello che succede -realtà?Paranoia?Metà e metà?- ha proprio gli stessi effetti. E anche le cure tenerissime e amichevoli di persone che (non tutte ma qualcuna) passeranno di qui...sono molto simili a quelle consigliate.

Se un amico sta avendo un brutto viaggio cerca di mantenere la calma e di fare il possibile per tranquillizzarlo. Portalo in un posto tranquillo e ben areato, parlagli e rassicuralo ricordandogli che gli effetti della sostanza scompariranno. Se però chi è sotto acido non riesce a liberarsi del suo delirio non bisogna esitare a rivolgersi ad una persona qualificata. Un medico può somministrare rimedi che consentiranno una rapida discesa degli effetti.

Grazie.

1.4.08

Il professionista perfetto

- 1984, eh? Come il libro...
- Già, come il libro...
- Allora vediamo. Sei un fototipo chiaro, mi sa che sei un fototipo uno...
- ..se vuole coniamo anche dei numeri negativi per me, e pensare che dei miei amici vogliono portarmi in Grecia...
- Eh, dai, è bella.
- Ma c'è il sole!
- Effettivamente non trovi un'albero nemmeno a pagarlo. Comunque se ti proteggi, il sole ti fa bene, anche all'acne..che tra l'altro, va via solo invecchiando. E ti sta passando, fossi in te mi preoccupererei.
- Eh, un po' anche io. E per questo..
- Quello? qualcuno ti ha detto di asportarlo? così ti rimane la cicatrice, bella cretinata. Va via da solo, fidati. Intanto, se proprio vuoi far qualcosa per la tua pelle, prendi questi...e un estratto di calendula..
-Calendula? Ma lei usa prodotti naturali?
- Quanto mi è possibile. Non sempre ovviamente, ma sai, la pelle è delicata. La tua poi...
- Io la amo, lei è per caso sposato?
- Sì, ma non è importante.

Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.
Le ultime due frasi potrebbero non essersi mai verificate.

20.3.08

Analyze this

Stanotte ho sognato prima che mi fidanzavo con Scamarcio (!) poi con Marco Bazzoni (!!), causa probabilmente troppe battutine tristi alla Colorado con le amiche in università, e dopo questo tripudio di strani ricciolissimi fidanzamenti, andavo in un ospedale che confinava con un pub (probabilmente affiliato!) dove mi svelavano che si era avverato il peggiore incubo della mia infanzia: mi ero punta un piede sulla spiaggia con l'ago di qualche eroinomane infetto e sebbene non fosse uscita nemmeno una punta di sangue ero spacciata.
Ho pianto tantissimo, e in un armadio (!) c'era il peggiore dei miei corteggiatori realissimo e disgraziato che mi ha detto "Indovina cosa sono?Uno spettro" "Anch'io" risposi, prima di rimettermi a piangere.


Fortunatamente mi sono svegliata, cercando almeno di ricordarmi la parte dei vari corteggiamenti, nei quali ricevevo un sacco di collane di perline e conchiglie.

Vi assicuro che non mi drogo.