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30.12.09

Bye Bye 2009

Caro 2009,
mi dispiace lasciarti così.
Ammalata ma non ammalata, ammalata senza febbre e senza sonno, a causa di una faringite/otite/diosolosacosa chemi sta smangiucchiando lo stomaco di antibiotici e il cervello di crisi di panico più o meno motivate.
Ti lascio però senza piegarmi alla solitudine, rinunciando al party al quale volevo andare (musica alta conciata così? Anche no..) ma senza rinunciare a della compagnia.
Non è che sei stato un anno eccitante, caro 2009.
Un po' spiace pure dirlo.
Perchè sembra sempre sempre che sia così, ma se facessimo come negli oroscopi, le quattro stelline sul lavoro pareggerebbero le due stelline sulla salute dei miei cari.
Il sonno eterno veglia ancora sul mio cuore in attesa (godot?) di amore, ma perlomeno non è straziato e straziante come un anno fa.
Cambiamenti quanti ne si può nell'anno prossimo, che se credessi alle stelle sarà un po' sfigato e con un ending che questo al confronto è il finale di un cartone animato Disney.
Ma ho scelto di fottermene dell'oroscopo dell'anno, e di indagare su me stessa, di scavare e di ottenere.
Se questo non è il momento migliore per dirlo, un po' di onestà intellettuale mi fa dire che tutta la faticaccia porca che sto facendo paga.
Paga soprattutto in famiglia.
Paga nella sordità selettiva per quelle cose che feriscono anche se non devono e che non devono riguardarmi.
Paga nella cura lenta e premurosa della più grande e catastrofica ferita della mia vita, che come tutti si immaginano -che clichè-, sta nascosta nelle pieghe della mia infanzia e di buona parte dell'adolescenza.
Quest'anno, alla fine di quest'anno, ma sempre quest'anno, ho svelato la ferita e sto lasciandola spurgare.
Non ho finito, ma già il fatto di sapere che cosa sto facendo e cosa mi sto regalando, mi rende così orgogliosa.

Caro blog, ormai con pochi lettori (colpa mia, sono sparita dalla circolazione), ti scrivo soprattutto per me.
E voglio augurarmi un anno pieno di cose belle perchè stavolta le pretendo.
Pretendo di essere lucida, di essere felice, di imparare dai miei errori.
Di essere in salute.

Voglio tutto questo per me, caro blog, caro 2010, e lo desidero anche per tutti quelli che in questo momento mi stanno leggendo.
Vi abbraccio

Auguri di buon anno..

22.9.09

Happy birthday

Così eccoci.
La boa arriva, e la si circumnaviga, con le prime rughette e con un po' di ciccia sui fianchi, coi capelli sfibrati e le analisi del sangue che vanno bene, sì, ma potrebbero andare leggermente meglio.

Oggi sono venticinque candeline, non quaranta, ma sono strane, un po' si sentono.
Il quarto di secolo arriva dopo due anni duri, che forse non erano adatti ai numeri da scrivere sui moduli anagrafici, che mi hanno mostrato come la vita possa essere lunga e piena di coraggio come..breve e piena di coraggio.
Che mi hanno mostrato che se c'è una cosa che dovrò coltivare, è il coraggio.
Che a volte,e meglio che me lo scrivo così me lo ricordo bene, l'unica cosa da fare è non pensare, andare via, uscire, lottare contro i piccoli cerchi concentrici della mente.
Il giochetto del mulinello ha funzionato da bambina ma con gli anni iniziava a diventare un vestito sempre più stretto...e oggi forse è ora di toglierselo.
Un bottone ogni mese.
Un passo in più.

L'età della ragione, dicono, sembra essere arrivata.
E allora che porti la Ragione..che non è una sottospecie di macabro mantello emo, ma è la coscienza che molto di quello che succede cambia quando si cambia la prospettiva dal quale si guarda.
E' la consapevolezza che a volte si è sommersi dalle sensazioni, dalle emozioni, a volte sembra di non riuscire più a respirare ma se si continua, lentamente e testardamente, ad andare avanti, presto -prima di quanto ci si immagini mai- ci si trova fuori dalla tempesta e dall'emozione che soffoca,tornando finalmente a respirare.
La sicurezza dolce e tiepida che qualcuno ci sarà sempre ad ascoltarti, e forse non sarà chi pensavi o forse sarà proprio l'unico porto sicuro che è nascosto nella tua memoria..ma qualcuno ci sarà, una mano a stringerti e un paio di braccia per tenerti in piedi e urlare, nel caso sia necessario.
L'equilibrio delicato tra chiedere e arrangiarsi, tra osare e disciplinarsi, tra l'ottimismo e il realismo, bandendo ogni genere di tragicommedia preconcetta: questo è quello che ho bisogno di costruire prima che arrivi il ventiseiesimo anno.
Cosa mi aspetterà nel ventiseiesimo anno è inutile pensarlo ora: ho davanti questo.
E a prescindere da tutto ciò che mi riserverà la vita, cercherò di usarlo al meglio, sono determinata a farlo.

Troppe difficoltà ultimamente: mi auguro che finalmente torni un bel sereno stabile, con un lieve venticello.
E quando, e se il vento tirerà più forte, cercherò di volare come un aquilone.

Tanti auguri a me.

2.8.09

Yes.. we have to.

Me lo scrivo qui, così me lo ricordo.
E me lo devo ricordare, visto che per come sono fatta, i momenti di lucida costruttività si perdono come lacrime nella pioggia.
Quando capisco davvero la vera natura delle cose, quando mi rendo conto che queste vanno come devono andare, e basta; quando vedo la sottile linea rossa che collega tutto in un inverosimile "migliore dei mondi possibili"....ecco. Quando capita, generalmente mi siedo e aspetto che passi.

Quest'anno il tempo che dedicheremo all'Overlook Hotel sarà straordinariamente poco, e probabilmente straordinariamente ricco di visite, se tutto va come previsto.
Quest'anno più del solito sento il tempo come sabbia tra le dita, che sfugge, e il tempo con la mia famiglia più di tutto.
Mia nonna è la padrona di casa: è lì da prima che venissi io, da prima che arrivasse mia madre, quando ancora papà giocava a ping pong coi cugini giù in paese; è la regina di casa.
Mia nonna è tutt'ora una donna forte e coraggiosa, ma resta una donna anziana, che può accogliere davvero ogni nuovo giorno come un miracolo.
L'Overlook Hotel è il luogo dove quel che non accade mai accade: lo svuotamento, il rilassamento, la protezione affettuosa della famiglia.
Il mio caricabatterie, ma non quello di tutti: i quali, appunto, devono caricarle a me (circa).
Mamma ha preso una sbandata per il mare: un posticino in un'ansa della Liguria, colmo di vecchietti arzilli e supermercati discount.
Molti i vantaggi per lei: non deve sottostare alla Suocera, può dormire con suo marito, lo iodio la rende serena, non le serve la macchina per procacciarsi il cibo.
Inoltre è completamente scevra del piacere dell'Overlook Hotel, quel lasciarsi lentamente andare alla calma marea del vuoto, che per un po' serve, eccome se serve.
Un gioco di forze dunque priva la sottoscritta del 35% delle sue normali vacanze lassù sulle colline.

Voi direte: embè?
Embè,il tempo passa.
E quello che passeremo là, regredirà lentamente, fino a che mia nonna non avrà concluso, speriamo al più tardi, i suoi giorni.
E poi le vacanze familiari dovranno reinventarsi, dopo più di un quarto di secolo, e gli equilibri e i cuori si spezzeranno, e la casa, chissà, verrà abbandonata da chi non avrà più le forze,non solo fisiche, di arrampicarsi su per le montagne per immergersi in un tempio di ricordi di un passato a quel punto concluso.
Quella che ora sembra ai miei occhi una condanna, un capriccio e un'imposizione, potrebbe in realtà rivelarsi un'ottima occasione.
Se riuscissi gradatamente a aprire le porte dell'Overlook Hotel a una nuova popolazione amicale, a qualche collega universitario, a chissà, un amore se mai avrò la possibilità di averne uno, a qualche amico/a; allora sempre gradatamente potrei riuscire a riconvertirlo in un luogo non solo dell'Amore Familiare, ma dell'Amore tout court.
Se riuscissi lentamente a riempirlo di esperienze nuove, quando mancheranno quelle usuali non lo troverò desolatamente vuoto, e il lavoro sarà molto, molto più leggero.

Quel che oggi è la volontà degli altri che mi impedisce di sviluppare la mia, potrebbe essere la forza mia e di quei luoghi.
A patto di sviluppare la mia propria, di volontà.

Ok, se lo avete preso come un invito a farvi una settimana in campagna, potete pure provare nei commenti, ma non è scontato.


31.12.08

...and a happy new year

L'anno scorso mi auguravo di arrivare fin qui col cuore integro.
Non solo.
L'anno scorso a quest'ora mi aspettavo qualcosa di grande.
Di rivoluzionario, di incendiario, di incredibile.
Qualcosa come mille spari di cannone in una volta sola, con delle enormi bombe di coriandoli, qualcosa come un orgasmo, qualcosa come entrare in una stanza e vedere una torta cioccolato e pere a sette piani.
Qualcosa come l'amore.
Nulla, proprio nulla è andato come credevo.
Non ho avuto il su e giù dell'ottovolante, non ho flirtato a destra e a manca.
Mi sono innamorata, quello sì.
Ma nessuno mi aveva detto che il mio cuore sarebbe andato in mille pezzi..proprio come mi auguravo che non sarebbe successo.
Il 2007 è stato tutto lavoro, il 2008 è stato puro struggimento emotivo, melodrammatico.
Augurarsi un 2009 bilanciato, è un po' come prendersi in giro, a questo punto.
Anche quest'anno, niente Paolo Fox, niente, per favore, basta.
Che è vero che a agosto le vergini si sarebbero accoppiate, l'anno scorso, ma la Volpe televisiva si è dimenticata di dire quali. Quante.
Perchè noi rimaste a piedi le abbiamo guardate fregarci, come si guarda quello prima di te nella coda, in pasticceria, fregare l'ultimo bignè alla crema.

Bene, con oggi diamo l'addio a quest'anno bisesto, funesto, sconvolgente, a tratti allucinante.
Ai pugni nello stomaco che non ha lesinato, alle notti di fervida preghiera -e credetemi che se sono arrivata a tanto, il motivo era Assoluto, molto più che valido-, alle notti in cui ti accorgi che la fervida preghiera, semplicemente, non funziona come avresti infantilmente desiderato.
Addio, anzi, arrivederci anche ai tuoi occhi scuri, che oggi sorrideranno in un paio di occhi verdi,e non nei miei, troppo azzurri.
Addio invece, e non arrivederci, alla speranza di poterti stare accanto come avrei potuto, come avrei voluto, con tutti i condizionali del caso e blablablabla.

Le previsioni sono impossibili.
Davanti a me è possibile che si stagli la bellezza dell'oceano o qualcosa di molto, molto, molto più scuro ed angusto.
Magari tutti e due, chi lo sa.
Forse ne uscirò a testa alta, forse piegata, forse sola, forse tenendo qualcosa stretto in mano.
Staremo a vedere.

Buon anno, bloggers

26.12.08

Bambini

Due bambini sembrano pochi, ma sono tantissimi.
Sono due, ti prendono da ogni lato, ti saltellano intorno, attentano alla tua incolumità con macchinine radiocomandate.
Tu sei lì che prendi il caffè e trovi attaccato alle tue ginocchia un gomitolino di bambina, due anni e mezzo di puro tritolo, con i suoi ciuffi biondi, gli occhioni, e un sacco di chili di energia.
Non è che puoi esimerti: tocca giocare a SuperVioletta, tocca farla volare, tocca battere le manine e rispondere sempre alla stessa domanda.
Perchè?
Perchè ti chiami così?
Perchè Hello Kitty sulla carta si colora, sulla maglietta no?
Perchè il termosifone si chiama termosifone?
Perchè?

Poi ti giri, e decidi che non è che si può dar retta solo alle femmine, che si sa, sono vanesie.
C'è un maschietto bellissimo, con gli occhi color caramella mou, con i capelli soffici come seta, che sorride in un angolino, calmo, saggio, il maggiore, in grado di fermare sua sorella e in grado di aspettare, mostrando con la serenità di Siddartha i suoi dentini piccoli piccoli e comportandosi da vero signore.
Ma non è facile: perchè se apprezzi le macchinine, ti sentirai dire "A te non deve piacere. E' un gioco da maschietti."
E vagli a spiegare che io una macchinina blu ce l'ho, e la guido pure. Lui, ha ancora quattordici anni di radiocomando davanti a sè, secondo le regole vigenti.
E' nello stempo un signore, che davanti al gravoso incidente di un pacco regalo caduto, dichiara tronfio "Lascia, non preoccuparti, ci penso io."
Un vero cavaliere.
Che però, giocando alle freccette, si esalta e non manca di mostrare i tuoi errori.
Vorrei dire che ho sbagliato per farlo vincere; la verità è che mi ha umiliata.

Poi in qualche momento non ben definito, qualcosa cambia in meglio.
E ti accorgi che sei l'unica che riesce a fare mangiare la biondina, e ti accorgi che quando non ci sei, il piccolo paggetto ti cerca.
Ti accorgi che ti chiamano per nome, e quando li lasci per tornare a casa, hanno i lucciconi.

La cosa strana, è che ti accorgi che ce li hai anche tu.

23.12.08

Ci vuole fiducia

Se non ti fidi, potresti vedere negli occhi di Carissima Amica delle attenzioni poco piacevoli, perchè rivolte a chi ti ha ferito in maniera mortale.
E sarebbe un peccato, perchè vorrebbe dire dimenticare la luce nei suoi occhi, preoccupata e attenta, quando ti ha abbracciata sulle scale, nonostante la tua febbre e un mese di distanza.
Un peccato davvero, perchè dieci anni nel cuore di qualcuno non si cancellano certo per un po' di educazione.

Se non ti fidi, potresti dare di matto ogni dieci minuti, incapace di tenere le redini ben ferme e guidare la tua vita, almeno fino alla prossima curva.
E sarebbe un peccato, perchè vorrebbe dire trascurare quella voce ferma e gentile che non molto tempo fa ti ha detto, amichevolmente "Andrà tutto bene".
Un peccato davvero, perchè ci sono forze dentro di noi che vanno spese fino in fondo, e sarebbe un crimine non provarci nemmeno.

Se non ti fidi, non seguiresti i consigli di un medico fumatore, un uomo alto e generoso che conosci da dieci minuti, al quale stai affidando una influenzina un po' rognosa.
E sarebbe un peccato, perchè vorrebbe dire iniziare col piede sbagliato, credere che nessuno, in questo mondo, possa aiutarti; credere che tutti vogliano in qualche modo fregarti dietro le spalle.
Un peccato davvero, perchè i modi gentili, gli esami prescritti e le indicazioni precise potrebbero aiutarmi, e sono sicura che lo faranno.

A Natale sotto l'albero voglio ancora più fiducia, e la auguro anche a voi tutti.
Non incondizionata, non sparsa come grano un po' sull'asfalto un po' sul terriccio.
Fiducia seria, profonda, testata e corrisposta.
Ovviamente verso il prossimo, ma se vi sentite particolarmente forti e coraggiosi, vi consiglio di mirare al bersaglio più alto e difficile: fidarvi di voi stessi e delle vostre capacità.

Buon Natale a tutti.

22.9.08

Happy birthday to you

Ci sono civiltà dove non si festeggia il compleanno, ma il superamento di qualche ostacolo, un qualche rito di iniziazione, il raggiungimento di uno stato di maturità fisica spesso sottolineato da qualche prova.
Ci sono civiltà dove non si sa il giorno in cui si è venuti al mondo ma tutti ricordano la prima volta che si è ucciso un montone, fatto l'amore, andati a caccia.
Quest'anno, quest'oggi, è il mio compleanno.
Sono 24, tra alti e bassi, in un procedere che chiamerei sproporzionato e altalenante.
E' stasera che sono stata con gli occhi fissi sulla mia nemesi, evitando accuratamente i suoi, che ogni tanto sentivo addosso, e lasciavo rimbalzare.
Stanotte ho lasciato che un caro amico mi prendesse per mano e mi stesse vicino per davvero.
Ho bevuto dalla bottiglia e ho pensato che adesso inizia qualcosa di nuovo.
E che questo dipende solo e soltanto da me.
La mia felicità è nel percorso che io posso seguire, e non sono più una bambina, ho in mano le possibilità e ora ho il dovere di farlo.
Di non scappare.
Di guardare, alzare il calice, mangiare la torta e lasciarmi abbracciare.
E tanti auguri di buon compleanno.



Ho stabilito il mio record di resistenza alla vita
e stranamente mi sento leggera...

20.9.08

All'improvviso due sconosciute

Le veline sono del 1990.
Io andavo alle elementari.
Io sono vecchia.
Le veline sono appena maggiorenni.
Signora mia, il tempo corre, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio.
E io mi appresto, molto presto, a invecchiare ancora un po'.

29.4.08

il decennale

Ricordo solo che c'era il sole, era aprile, avevo quattordici anni e la febbre.
Non so nemmeno se è questo o il prossimo, il decimo anno da quando mi misero in mano quei libri e ti conobbi così, come piace a me pensarti, e come ho sempre custodito in cuore.
In fondo però non è importante, se mai è importante l'ispirazione. Il bisogno di conoscere e valicare, per unire.
Parini non me ne vorrà se parlo di te usando parole dirette tempo fa a lui.

[...]
Non io fò voti. Altera aquila al polo
troppo ogni emulo ardire hai tu percorso;
nè da le forze mie spero soccorso,
picciole forze a così grande volo.

Sol vuò di te la schiva anima, e il retto
non domabile ingegno, e l'ira e il forte
spregio pe' i vili, e la parola franca.

E voglio, e posso. Tu mi reggi e affranca:
chè tu sai ben ch'io per'l tuo fiero petto
aspro vivere eleggo e oscura morte.

G.Carducci - Giuseppe Parini

8.3.08

Tutte morirono a stento

Cent'anni fa.
129 donne.

E oggi altre donne allo stesso modo vessate.
Altre donne perse, doloranti, sofferenti.
Altre donne che stringono i pugni e si graffiano con le loro stesse unghie.
Donne che guardano in altro sfidando il cielo e il destino.
Donne che si svegliano ogni mattino, nonostante tutto e nonostante tutti.
Donne che sospirano e si mordono la bocca dall'interno, per non mostrare il dolore.
Donne violate, donne uccise.
Donne che si inventano una strada che non è mai esistita pur di non doversi arrendere.

Donne oggi, come ieri e domani.
Sempre, come diceva la mia professoressa preferita, resistere resistere resistere.

29.2.08

Doveroso

Scrivere un post il 29 febbraio.

Nel quale vi dirò che una bambina (evidentemente sotto droghe) mi ha paragonato a Kristen Dunst, e che Mrs. Lovett mi ha affascinata e disgustata, purtroppo, nel finale del famoso film di Tim Burton.
Diciamo che sono in movimento.

14.2.08

Ma dai?

Ma pensa, è san Valentino.
Un anno fa come oggi uscivo con un tizio interessante, o perlomeno, sarei uscita.
Il solito abbaglio, ovvio.
Oggi come oggi sono tutta efficienza-lavoro-casa-danza e via dicendo.
Insomma, il mio cuoricino batte al massimo per me e i miei cari.
Non ve lo sto nemmeno a ripetere che sotto sotto la cosa mi dispiace, che mi macererei volentieri nella disperazione, che tanto lo sapete.
Intanto una bella ramazza per togliere il superfluo, e si va avanti.

1.1.08

In avanti

La notte scorsa è passata in maniera diversa da quella che pensavo.
Di tutto il bailamme cercato e organizzato, è rimasto mezzo film visto con un caro amico , da me boicottato per eccesso di drammaticità, una puntata di Scrubs e mezz'ora di fuochi (fatuissimi) d'artificio con il nasino all'insù, gelando in una Milano che si è fatta riscaldare soltanto da bicchierate d'alcool.
Poi, l'allucinazione all'improvviso.
Chi se lo immaginava che il grande gigante gentile del liceo, quello scemo che non parlava mai ma che tuttavia era buono come il pan col burro, si sarebbe trasformato in una versione toccabile del mio più remoto sogno erotico.
Pace e bene: purtroppo, se è vero che oltre l'aspetto c'è di più, è stata soltanto un'impennata ormonale di quelle che fan sorridere.
E dopo canzoni urlate in macchina e una buona notte, dopo un primo dell'anno a ricevere sulle ginocchia gli abbracci di una mininipotina che non sa parlare ma che sorride con gli occhi e addirittura coi suoi ricciolini biondi, resta la strana sensazione di avere addosso un nucleo di possibilità, di energie inespresse e chi più ne ha più ne metta che non so come gestire, che non sono capace di gestire, e che se le lascio andare mi faranno capottare contro il primo muro che s'incontra.
strano anno, il 2008, un anno in potenza, con le redini che rischiano di sfuggire, con gli zoccoli che scalpitano pronti a girare l'angolo.

31.12.07

Considerazioni conclusive

Quest'anno, forse per la prima volta, non ho seguito le previsioni astrologiche di Paolo Fox.
La verità è perchè non mi servono, perchè, pressapoco, a grandi linee so più o meno quel che accadrà tranquillamente senza di lui.
Che poi anche questa è una cretinata, e non posso umanamente avere idea di cosa accadrà...ricominciamo il post.

Quest'anno, forse per la prima volta, non ho seguito le previsioni astrologiche di Paolo Fox.
Mi voglio convincere che sia già un piccolo passo per imparare a lasciarmi andare e a cercare di non controllare tutto, questo sudoku truccato mi ucciderà se non capisco che delle volte il numerino giusto per la casellina giusta non c'è.
Da quel che mi si dice sarà un anno molto proficuo ma, maledetta decade, prenderò le mie belle fregature galattiche dovute a una certa idealizzazione ottimista e sbrilluccicosa dei rapporti sentimentali. Che si perderanno, sempre pare, come lacrime nella pioggia.
Staremo a vedere.
Ricordatemi, nel caso, la cautela, che tra l'altro è tra le mie prime qualità.
O la paranoia, se vogliamo, che è tutt'altro che una qualità, ma il rovescio della medaglia.

L'anno scorso la cautela non me la dovevo imporre. Era un peso che mi portavo sulle spalle, per una fine dell'anno impegnativa, con un prospetto davanti che era anche peggio.
L'anno scorso ero io che guardavo in faccia gli amici di sempre, e sentivo il vuoto bruciante dell'assenza di qualcuno, e sapevo che la strada era tutta in salita.


Quest'anno le priorità sono decisamente diverse, e decisamente lontane da quelle di un anno fa.
Quest'anno i vuoti li sento, ma non so perchè, sento che avrò le forze per riempirli.
Questo ottimismo esasperato per una come me, può portare lontano..anche dove magari sarebbe meglio non andare.
Così, lettori miei, facciamo un patto:
siate le mie orecchie, il mio cervello e la mia coscienza, cosicchè io poi possa scorazzare felice come l'uomo selvaggio di Rosseau.

Ricordatemi che nulla è per sempre, e segnatevi i miei due propositi principali:
devo imparare la leggerezza.
Oltre questo, devo anche imparare la misura, quella che ti fa gioire senza colpi di testa, e che non ti fa impazzire dietro rollercoaster emotivi.
Quando ne sarò capace, saluterò il 2009 con la serenità di Diogene
("Se non fossi Alessandro Magno, chiederei di essere Diogene..."-e io non sono Alessandro Magno, nemmeno, tra l'altro-).
Sarebbe carino rileggere questa pagina tra dodici mesi, e trovarmi salda nelle decisioni che avrò preso, senza il cuore in pezzi e con dell'esperienza in più che, semplicemente, mi avrà fatto diventare una persona migliore senza indurirmi troppo.

Buon 2008, bloggers

26.12.07

Amore in codice

Rainbow e famiglia tutta (ovvero con la presenza di mamma e papà, nonna assente giustificata causa sonno e raffreddorino) guardano Gli Incredibili.
Si arriva alla fine del film.

"...vedi, Rain? alla fine è Violetta che salva tutti."
"Già. Ha imparato a credere in se stessa..."
Poi niente, la manina tiepida e cicciottina di papà che cerca il mio polso.
Lo so, è poco.

Ma conoscendo quanto sia emotivamente analfabeta mio padre, vuol dire immensamente tanto.

24.12.07

Difretta

Tanti auguri a tutti voi che leggete
proprio tutti
per una vita che riesca ad evitare il più possibile il dolore e le difficoltà.
Non solo a natale.

23.12.07

Prego prego, fatevi avanti!

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Luna piena

Questa notte è notte di luna piena.
Me lo ricorda il mio corpo che tutto si sveglia, duole e comanda.
Me lo ricorda la mia mente, portata a spasso dai più piccoli dubbi.
Me lo ricorda Xandre, il folletto comprato alla fiera di Natale, che ora custodisce il mio più grande desiderio, e che lo deve comunicare proprio a Sorella Luna.
Me lo ricordano queste mani di giovane donna che mi porto dietro, che accarezzano quelle di mio padre e quelle di una cara amica, che cercano di stringere ma non troppo, di trattenere senza spezzare.
Me lo ricordano le lacrime che porto in tasca, e che forse sono soltanto la mia personale alta marea, che stasera lontano da qui si spanderà sulle spiagge gelate.

Stanotte è notte di luna piena, ed è così dannatamente femminile e potente, la luna, che la sento davvero nonostante le nubi, nonostante le parole che viaggiano attraverso i telefoni, nonostante tutto.
O luna, luna tu, si cantava da bambini....mi raccomando, stai dalla nostra parte...quella di noi donne, combattive e disperate, speranzose e fragili, noi donne albicocca e noi donne noci , noi che piene di graffi ci rialziamo ancora per buttarci nel rovo, perchè prima o poi riusciremo a trovarla, una mora dolce dolce che quando si scioglie sulla lingua ti ripaga di tutto.
Illumina.