Visualizzazione post con etichetta Rain and the city. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rain and the city. Mostra tutti i post

3.12.08

Nebbie

Non ricordo quale scrittore lo dicesse, ma la similitudine è delle più abusate: nebbia nella pianura, uguale nebbia nel cervello, oppure nelle condizioni di vita della voce narrante.
Forse era solo Lucio Battisti, ma la sua versione era decisamente più ottimista: nella nebbia dove non si vede a un passo per ritrovar se stesso.

Bene.
Battisti mentiva, e probabilmente molti degli autoruncoli di cui sopra si sono trovati un pomeriggio d'inverno in Pianura padana, camminando veloci, stringendo con una mano il cappotto e con l'altra un pacco di libri, e pensando seriamente alla glaciazione del principio di lacrime in fondo agli occhi.
Perchè a volte la nebbia, con quel suo colore d'orzata, come diceva Faber, cola sopra tutto e tutto appiccica, un po' come quando mangi del miele e te ne cade una goccia su un dito.
La nebbia delle volte è soltanto un grosso abbraccio, un enorme velo sotto il quale portare con tutte e due le mani un bicchiere di thè fumante, o sotto il quale scambiare due chiacchere osservando le nuvolette che escono dalla bocca.

A volte però, e sono le volte peggiori, la nebbia si traveste da specchio.
E ci vedi dentro l'incertezza dei rapporti, le scommesse che fai senza sapere nemmeno quanto stai puntando.
E' camminando nella nebbia che improvvisamente ti accorgi che potresti perdere tutto, che la tua nemesi non aveva la mano vincente soltanto in amore, ma mira proprio e definitavamente a lasciarti in mutande.
Da sola, senza il conforto di chi ti ama, di nessuno, forse soltanto di una cioccolata calda.
E tu sospiri, e ti ripeti che le amicizie vere sono d'acciaio, che non cambierà niente, che lei non è te.
Ci si sente un pochino soli davvero, nella nebbia, quando sotto i piedi senti che scricchiolano le grandi certezze, e anche se si è abbastanza sicuri di farcela, si venderebbe un rene per una sicurezza in più, per un momento di lucidità e di confini netti, rassicuranti e caldi come un plaid.

19.10.08

Citazioni colte

Venerdì notte, sull'autostrada, vedo la malefica lucina della riserva.
"Ragazze, mi sento agitata quando c'è la riserva. Devo far gasolio."
"Beh, arrivi fino a casa nostra, poi c'è un posto."
"Se la facessi qui?"
"Qui no, che è notte e fa buio [vd.nota 1]"
"Lasciagliela fare, tanto prima o dopo dieci minuti, non cambia niente."

Bene, devo ammettere di aver lasciato uscire qualche goccia dalla pompa.
Tornando in macchina sentivo l'odore penetrante sull'orlo dei jeans, ma l'ho presa con filosofia, perchè nella mia testa, sarebbe potuta andare molto peggio:



1)...che alle due di notte faccia più o meno buio sull'autostrada o appena fuori da essa, è un mistero che ancora non mi appartiene.

10.10.08

C'è da fare

Piove il piacere di dimenticare le cose di ieri,
quando tu fra le braccia mie
ci stavi, e c'eri...

Cosa succede quando perdi nello stesso tempo l'uomo che desideri e una delle amiche più care, più o meno quella con la medaglia bronzargentea?
Niente.
Succede che tiri dritto.
Che piangi tanto e spesso per niente.
Che confidi tutto all'amica più fuori di testa e la porti a fare shopping, e alzi il calice con lei.
Che poi un giorno ti chiamano e ti dicono che ti vogliono vedere delle persone.
Lui compreso.
E niente, si tira dritto, si alza il calice, si guarda avanti, ci si ammazza di lavoro.
La sera si è così stanchi che non si finiscono nemmeno gli articoli di Vanity Fair da 5 minuti di lettura.

26.1.06

Infinità

Fuori nevica.
Io adoro la neve,la neve mi fa impazzire,in senso letterale.
Ogni volta che c'è la neve,io sono un po' più recettiva ai sentimenti e alle emozioni.
Sono un po' più allegra,un po' più triste, mi diverto di più a flirtare, mi diverto di più a sentirmi sorella di qualcuno, mi sembra che i legami siano più profondi,mi sento perfino più figlia dei miei genitori.

Forse è iniziato quando a 16 anni sono uscita finalmente col ragazzo dietro al quale sbavavo da un anno,e è scesa una neve splendida. No, lui manco se ne è accorto,di tutto questo (della neve sì,non del mio eterno sbavare,intendo),però l'importante ormai non è più la cotta adolescenziale, è la neve.
Forse ancora prima,quando a 13 anni tornavo dalle prove dell'orchestra e c'era la neve su tutte le macchine parcheggiate,e io un po' vergognandomi con un ditino tracciavo dei cuori -esattamente come i miei cantanti preferiti in un videoclip-.

Fatto sta che la neve è bella.
La neve protegge,la neve cancella, la neve perdona.
La neve ti regala quell'attimo di infinità,quello di cui parlano i marlene kuntz ora dal mio iTunes.
Ti viene voglia di accendere l'incenso e guardare fuori due minuti,prima di ricominciare a studiare.
Non esistono esami,non esistono paure, non esiste nulla che non sia profondamente collegato con qualcosa che non so definire,ma che è tutto tranne che materiale.

La neve mi rende immateriale.
Magari mi rende anche senza peso.
Mi ha fatto venir voglia di fare colazione con latte e cacao prima di immergermi nelle comunità etniche (che non sono minoranze,ma questa è una storia del tutto diversa,e non devo divagare troppo).

La neve pulisce e purifica la voce di Godano, toglie ricordi alle sue parole, toglie il paradiso e toglie anche l'inferno,lascia la canzone pulita come se non l'avessi mai sentita prima,come se non l'avessi mai vissuta.

La neve si scioglie pian piano,non scompare di botto; la neve si posa un fiocco alla volta.
E' armoniosa, pacata, silenziosa e affascinante.

Cavolo,se rinasco,voglio essere un fiocco di neve.
Magari in alta montagna,così mi scioglierò solo dopo molto,molto,molto tempo.

2.10.05

Piccole Alcoliste Crescono

Ore 1.25, casa mia.
Metto la chiave nella toppa, giro, una forza misteriosa e esterna apre la porta.

Io:"Ciao mamma,perchè sveglia?"
Mamma:"Credevo che ci fossero le chiavi nella porta. Tutto bene?"
Io:"Tranquillo,tutto a posto,serata piacevole"
M.: "Bene, allora vado a letto...aspetta,che hai?"
Io: "Che ho?"
M.: "La bocca. Hai qualcosa al labbro...dio,è nero!Ma che è?"
Io:"Niente.Tutto bene. Fatto gli incubi,prima?"
M. (allarmata):"Ma hai la lingua nera!!Ma che diavolo hai preso stasera?"
Io: "...ma niente...ha ordinato Beppe..."
M. (sgamata come poche): "Questo è vino."
Io: "Già..."
M.(rincarando e sghignazzando quasi): "Ma vino forte. Questo è inchiostro...ma che diavolo hai fatto?"
Io: "Niente. Non era vino,era..boh,qualcosa,un cocktail, non lo so. Sto bene,tu hai sonno,io ho sonno,buonanotte."


Era Sangue di Giuda, by the way.

5.5.05

Oi Dialogoi (sul 24)

Bene,cosa dire.
Che mi accorgo che so essere davvero una stronza, e questo non so quanto sia un male...
me lo sono sentito ripetere sul 24, che negli ultimi giorni è diventato teatro delle più interessanti conversazioni della giornata.
In ordine di apparizione, nelle mie memorie più vivide, posso fieramente elencare:
  • La vita sessuale e affettiva di un semiuomo dal punto di vista di due uomini (discorso sfociato poi nel classico "non devi essere così trasparente,se no un maschio non ti fila" e "tradire una donna forse,tradire un amico -maschio- mai")
  • Disquisizioni sociologiche sullo sviluppo dei personaggi dei telefilm. Da CSI a Otto Sotto un Tetto (rabbrividisco ancora per i parallelismi),tutti i personaggi smantellati da ogni loro fascino e ridotti soltanto allo scheletro, qualche archetipo sfruttato praticamente da quando è stata inventato il Telefilm. Per tornare a amare CSI con lo stesso fervore ho dovuto eliminare molte delle rivelazioni fatte,e ci ho messo...ben qualche ora!
  • Religione,sesso e religione (il sesso è ovunque,pare). Disquisendo di cattolicesimo e sesso, di metodi contraccettivi e di principi con i quali regolarsi tra le lenzuola (sempre teoricamente parlando) siamo riusciti a farci applaudire (giuro) da un signore compiacente e siamo riusciti a far inorridire una bigottona (signora,se mai leggerà qui...sì,non credo nel sesso *solo* dopo il matrimonio,nemmeno per il sesso *solo* finalizzato al concepimento. E ascolto anche Marylin Manson. Se ne faccia una ragione, cara.)
  • Uomini,donne e carambole sentimentali. Come può essere considerato qualcuno attraente? E da chi? e perchè quando c'è uno a cui sei interessata lui non ti guarda nemmeno di striscio? e perchè quando un maschio dice a una donna "meglio se rimaniamo amici" si mette davanti al pericolo di essere spellato ancora vivo? E perchè mi hanno dato della bastarda solo perchè ho detto che un tizio era per me fisicamente insignificante? E' vero. E poi,io sono insignificante fisicamente per *tutto* il mondo. quindi almeno un po' di rivincita,insomma.
E poi mi sono ulteriormente accorta che se qualcosa mi urta,anche solo un pochino,divento una vera e propria puttana. Sì, bitch.
E a vedere il mio "volto angelico", pochi lo direbbero.

3.5.05

Teardrop

Piove.
Mi gingillo nell'idea di scrivere un post solo su questo.
alle elementari ero bravissima a fare le descrizioni,massacravo i maroni al maestro soltanto descrivendo ogni lentiggine sul volto del personaggio che esisteva nella mia testa.
E ora non so se riuscirò a scrive un post sulla pioggia sufficientemente efficace (ultimamente dubito di scrivere qualsivoglia cosa efficace).
Teardrop: una canzone adatta all'atmosfera, certo non da ska.
Teardrop: una canzone che non ho mai ascoltato con particolare passione ma...ma era la canzone per questo momento,una di quelle canzoni da tenere nel cassetto,che sono la colonna sonora esatta di quell'attimo. E poi forse,mai più.

In camera mia la luce è accesa eppure è facile vedere i lampi di luce che arrivano dalla finestra.
Sentire i tuoni ha un fascino che francamente non avevo mai notato.
Vorrei essere capace di essere un tuono,non solo quello che sono.
Il vento sta muovendo le foglie degli alberi. Sembrano rosse,rosso sangue,rosso cupo.
Sembrano piegarsi sotto il tocco di un amante.
E' bellissimo.

Ho aperto la finestra per uscire e fare qualche foto: non sono riuscita a farne una decente,che davvero catturasse l'attimo.
Eppure ho sentito un odore violento,mi è entrato nelle narici l'odore di ferro sporco e bagnato,di terra,probabilmente quella delle piante di fronte,e di acqua.
Odore di acqua e metallo.
Con un lieve retrogusto di terra.
L'odore esatto della città quando c'è un temporale.
Altri tuoni,altro vento.

Nessun passante per le strade, solo rami di alberi curvi verso sinistra, sinuosi, l'impressione è solo quella che siano in qualche modo complici del vento.
Teardrop è sfumata lentamente.
Mi inchino e mi reco pian piano nelle quinte anche io.