Certo che è bello strano, essere con Quasifratello in fumetteria, e vederlo girarsi e dirmi
"Certo che sei una merda".
Eh?
E scoprire che solo oggi viene a scoprire una cosa successa più di tre anni fa.
Per caso, per altro.
"Da quand'è che salti addosso ai miei amici e non mi fai sapere nulla?"
A dire la verità, non è andata esattamente così.
E' andata in un modo strano, che non ho controllato, lusinghiero ma senza nessun genere di conseguenze.
Ho cambiato colore quelle quindici volte, e poi siamo andati a bere un caffè.
E' stato più di tre anni fa, ed è assurdo come il ricordo mi faccia sorridere oggi.
Alla faccia di lui, che domani mi starà davanti tenendo la mano alla sua signora.
"Se c'è una cosa che mi fa incazzare, Rain, è quando stai male per un deficiente. Uno normale, capisco, ma un deficiente no, no, no."
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20.12.08
17.11.08
Perfect day
Ora, 21.05, posso dirlo.
Che ci sono giorni che partono bene, e finiscono altrettanto bene, e sono bellissimi in mezzo.
Come colazione cafferino al ginseng e torta di mele, residuo di una festa di compleanno; si saltella per la casa con le calze a righe, si va in bagno e si cerca lo spazzolino e la matita per gli occhi nello stesso momento.
Il treno tarda ad arrivare, ma il ritardo è minimo comunque, e dopo settimane di pioggia, splende il sole.
Sono le dieci di mattino, il centro di Milano è deserto, a parte tre o quattro ragazzetti che hanno bigiato e che mi fan sentire ringiovanita.
Un'amica che non vedevo da molto, destinazione shopping, perchè a volte ci vuole...e se di solito si torna a casa a mani vuote, stavolta faticavamo a tenere i sacchettini in mano.
Una pizza veloce, che ci vuole... evitano di darci il solito posto vicino allo sgabuzzino, stavolta è un bel tavolino con tre sedie, una per le borse, l'attaccapanni e una vetrata luminosissima, dalla quale entra il sole e si intravede la madonnina, che sorride e fa ciao.
Uomini, futilità, psicologia e famiglia, televisione..tutto passa mentre addentiamo la pizza, e in un giorno così, non si poteva che ordinare la più buona in assoluto: due euro in più valgon bene la soddisfazione della sensazione della perfezione.
L'ho finita tutta, la pizza, e non abbiamo mai mancato di dire un grazie luminoso e pieno alla cameriera, regalandole il sorriso e la pazienza di chi ha tutto il tempo del mondo e si trova a casa, indipendentemente da dove è seduta.
Il tempo non manca, non oggi: due passi, le chiacchere futili rotolano come neve e si moltiplicano, ma ci vuole, dopo il suo lutto, durante la mia tensione, dopo la sua paura e mentre cerco di rialzarmi dagli ultimi colpi della vita.
Il sole splende, ma il lavoro non manca, e non ho voglia di tornare a casa e sentirmi in colpa.
Grazie a un poeta matto e etilico, riesco a trovare spazio in biblioteca, regalandogli quel po' di sole della mattinata e poi infilandomi a fare il mio dovere.
Canticchio sulla via di casa, e decido che è giusto condividere, perchè il buonumore è una medicina, è la migliore medicina: salgo da nonna, la distraggo, controllo che stia bene e poi vado a casa.
Un salto in biblioteca, poi il suono del telefono mentre la chiave gira nel portone, e tante, belle chiacchere con Carissima Amica.
Lo spezzatino di ieri scaldato ha ancora il sapore gustoso di quando era appena stato cucinato...e ora basta.
Ora si riposa.
Che giornate così, o sei il signor Bonaventura, o è un dovere gustartele fino in fondo, come quando finito il ghiacciolo lecchi anche lo stecchetto.
Domani è un altro giorno, si vedrà..
Che ci sono giorni che partono bene, e finiscono altrettanto bene, e sono bellissimi in mezzo.
Come colazione cafferino al ginseng e torta di mele, residuo di una festa di compleanno; si saltella per la casa con le calze a righe, si va in bagno e si cerca lo spazzolino e la matita per gli occhi nello stesso momento.
Il treno tarda ad arrivare, ma il ritardo è minimo comunque, e dopo settimane di pioggia, splende il sole.
Sono le dieci di mattino, il centro di Milano è deserto, a parte tre o quattro ragazzetti che hanno bigiato e che mi fan sentire ringiovanita.
Un'amica che non vedevo da molto, destinazione shopping, perchè a volte ci vuole...e se di solito si torna a casa a mani vuote, stavolta faticavamo a tenere i sacchettini in mano.
Una pizza veloce, che ci vuole... evitano di darci il solito posto vicino allo sgabuzzino, stavolta è un bel tavolino con tre sedie, una per le borse, l'attaccapanni e una vetrata luminosissima, dalla quale entra il sole e si intravede la madonnina, che sorride e fa ciao.
Uomini, futilità, psicologia e famiglia, televisione..tutto passa mentre addentiamo la pizza, e in un giorno così, non si poteva che ordinare la più buona in assoluto: due euro in più valgon bene la soddisfazione della sensazione della perfezione.
L'ho finita tutta, la pizza, e non abbiamo mai mancato di dire un grazie luminoso e pieno alla cameriera, regalandole il sorriso e la pazienza di chi ha tutto il tempo del mondo e si trova a casa, indipendentemente da dove è seduta.
Il tempo non manca, non oggi: due passi, le chiacchere futili rotolano come neve e si moltiplicano, ma ci vuole, dopo il suo lutto, durante la mia tensione, dopo la sua paura e mentre cerco di rialzarmi dagli ultimi colpi della vita.
Il sole splende, ma il lavoro non manca, e non ho voglia di tornare a casa e sentirmi in colpa.
Grazie a un poeta matto e etilico, riesco a trovare spazio in biblioteca, regalandogli quel po' di sole della mattinata e poi infilandomi a fare il mio dovere.
Canticchio sulla via di casa, e decido che è giusto condividere, perchè il buonumore è una medicina, è la migliore medicina: salgo da nonna, la distraggo, controllo che stia bene e poi vado a casa.
Un salto in biblioteca, poi il suono del telefono mentre la chiave gira nel portone, e tante, belle chiacchere con Carissima Amica.
Lo spezzatino di ieri scaldato ha ancora il sapore gustoso di quando era appena stato cucinato...e ora basta.
Ora si riposa.
Che giornate così, o sei il signor Bonaventura, o è un dovere gustartele fino in fondo, come quando finito il ghiacciolo lecchi anche lo stecchetto.
Domani è un altro giorno, si vedrà..
si parla di:
nugae,
rainbowcentrica,
universitàedintorni
30.9.08
Tabula rasa
La verità è che sono rimasta solo io. A guardare gli altri ritagliarsi un pezzo di felicità meritato e agognato da tempo.
Non vorrei che questo post somigliasse a uno di quei post vittimisti tristissimi che di tanto in tanto si leggono sulla blogosfera, per cui cercherò di tagliare al minimo il self-pitying (dicasi anche autocommiserazione) e cercherò di pensare in maniera costruttiva.
Ordunque.
Al momento devo dare un esame, causa terremoto sentimentale ho fatto terra bruciata degli amici più cari se non in via telematica (una telefonata ogni tanto per almeno spiegare la mia scomparsa dai luoghi di ritrovo), tutti, ma dico tutti proprio tutti, mi si fidanzano attorno e io sono tanto tanto felice per loro.
Mia madre sta gradualmente preparandosi per un ricovero, a me devono arrivare, e ho tanta voglia di stramaledire la terra che ho sotto i piedi.
Dimentichiamo la situazione politica italiana, così, per aggiungere miseria a miseria?
Comunque ci si rialza sempre e si ricomincia.
A partire da ORA.
Non vorrei che questo post somigliasse a uno di quei post vittimisti tristissimi che di tanto in tanto si leggono sulla blogosfera, per cui cercherò di tagliare al minimo il self-pitying (dicasi anche autocommiserazione) e cercherò di pensare in maniera costruttiva.
Ordunque.
Al momento devo dare un esame, causa terremoto sentimentale ho fatto terra bruciata degli amici più cari se non in via telematica (una telefonata ogni tanto per almeno spiegare la mia scomparsa dai luoghi di ritrovo), tutti, ma dico tutti proprio tutti, mi si fidanzano attorno e io sono tanto tanto felice per loro.
Mia madre sta gradualmente preparandosi per un ricovero, a me devono arrivare, e ho tanta voglia di stramaledire la terra che ho sotto i piedi.
Dimentichiamo la situazione politica italiana, così, per aggiungere miseria a miseria?
Comunque ci si rialza sempre e si ricomincia.
A partire da ORA.
si parla di:
Evvivalarazionalità,
nugae,
Odietamo
28.9.08
Patetismi
L'immagine di te che vorrei conservare davvero è quella di un mese fa, esatto.
Andare verso il mio letto e trovarti disteso per il lungo, un braccio sotto la testa e le labbra socchiuse, le gambe stese e i piedi sospesi fuori dalle lenzuola, a dormire di quel sonno febbricitante che ti aveva colto.
Vado un secondo, avevi detto.
Il tuo cellulare era sul tavolo per una volta, e non tra le tue mani.
La televisione era accesa su Studio Aperto Sport o una cretinata del genere, ma il volume era quasi a zero.
Potrei giurare di ricordare il ritmo con cui respiravi.
Hanno provato a dirmi "adesso te lo buttiamo giù dal letto", ma ho scosso la testa veloce, volevo svegliarti io, rubare un attimo di intimità, regalarti una delicatezza che non ti avrebbero riservato.
E è stato bello sfiorarti piano e vedere che aprivi gli occhi sorridente, innocente, come sempre, mentre io per un secondo dimenticai e sorrisi a mia volta.
Buonanotte.
Quando tutti sono andati a letto, ho infilato il naso nelle coperte e sorriso, mentre dalle tapparelle rotte entrava la luce dei lampioni sull'Aurelia.
Buonanotte.
Stasera ti penserò parecchio, e lo so già.
Andare verso il mio letto e trovarti disteso per il lungo, un braccio sotto la testa e le labbra socchiuse, le gambe stese e i piedi sospesi fuori dalle lenzuola, a dormire di quel sonno febbricitante che ti aveva colto.
Vado un secondo, avevi detto.
Il tuo cellulare era sul tavolo per una volta, e non tra le tue mani.
La televisione era accesa su Studio Aperto Sport o una cretinata del genere, ma il volume era quasi a zero.
Potrei giurare di ricordare il ritmo con cui respiravi.
Hanno provato a dirmi "adesso te lo buttiamo giù dal letto", ma ho scosso la testa veloce, volevo svegliarti io, rubare un attimo di intimità, regalarti una delicatezza che non ti avrebbero riservato.
E è stato bello sfiorarti piano e vedere che aprivi gli occhi sorridente, innocente, come sempre, mentre io per un secondo dimenticai e sorrisi a mia volta.
Buonanotte.
Quando tutti sono andati a letto, ho infilato il naso nelle coperte e sorriso, mentre dalle tapparelle rotte entrava la luce dei lampioni sull'Aurelia.
Buonanotte.
Stasera ti penserò parecchio, e lo so già.
[Abbiate pazienza, sto elaborando]
25.9.08
Tanto
Secondo me non sa nemmeno ballare la pizzica.
Mpf.
Mpf.
20.9.08
Parla d'amore (ma a qualcun altro)
Lui è dolce ma fragile.
Qualcosa nella sua vita non ha funzionato e si trova al quarto di secolo ancora protetto da una serie di paure e dalla sfiducia nella gente.
Lei ha un bagaglio di esperienze un tantino più articolato e una definita tendenza a ipercontrollare le cose.
Lo incontra quasi per caso, e quasi per caso lo raccoglie come un cucciolo di cane.
Lui è innamorato di una ragazza bionda con gli occhi azzurri, e lei, quasi per celia, decide di dargli una mano.
Lui si comporta come un animale selvatico, lentamente annusando il territorio e lentamente concedendo la sua attenzione, ma tutto sommato l'amore è più forte del riserbo, e piano piano si apre, e si scopre.
Piano piano lascia venire in superficie qualcosa di sè: sono stupidaggini, certo, soltanto gusti, confidenze, giochi.
La gente intorno li osserva con una certa curiosità, ma sempre da lontano.
La vita va avanti, le parole gentili servono, aiutano a buttarsi e, quasi per celia, lui finalmente trova la donna che cercava.
Per scoprire che senza gusti, confidenze e giochi, però, non si va da nessuna parte.
Torna indietro, finalmente responsabile delle sue scelte e dei suoi sentimenti. Torna indietro e attraversa la linea che divide il mondo delle ombre dall'iperuranio e, finalmente, impara a vivere.
Ecco, questo, ricordiamocelo tutti e molto bene, è soltanto lo stucchevole riassunto di un film di Silvio Muccino.
Per altro farcito di citazioni di un cinema che può solo sognare da lontano, e che rendono il film una lunga passerella di immagini riflesse che disorientano chi lo guarda.
Qualcosa nella sua vita non ha funzionato e si trova al quarto di secolo ancora protetto da una serie di paure e dalla sfiducia nella gente.
Lei ha un bagaglio di esperienze un tantino più articolato e una definita tendenza a ipercontrollare le cose.
Lo incontra quasi per caso, e quasi per caso lo raccoglie come un cucciolo di cane.
Lui è innamorato di una ragazza bionda con gli occhi azzurri, e lei, quasi per celia, decide di dargli una mano.
Lui si comporta come un animale selvatico, lentamente annusando il territorio e lentamente concedendo la sua attenzione, ma tutto sommato l'amore è più forte del riserbo, e piano piano si apre, e si scopre.
Piano piano lascia venire in superficie qualcosa di sè: sono stupidaggini, certo, soltanto gusti, confidenze, giochi.
La gente intorno li osserva con una certa curiosità, ma sempre da lontano.
La vita va avanti, le parole gentili servono, aiutano a buttarsi e, quasi per celia, lui finalmente trova la donna che cercava.
Per scoprire che senza gusti, confidenze e giochi, però, non si va da nessuna parte.
Torna indietro, finalmente responsabile delle sue scelte e dei suoi sentimenti. Torna indietro e attraversa la linea che divide il mondo delle ombre dall'iperuranio e, finalmente, impara a vivere.
Ecco, questo, ricordiamocelo tutti e molto bene, è soltanto lo stucchevole riassunto di un film di Silvio Muccino.
Per altro farcito di citazioni di un cinema che può solo sognare da lontano, e che rendono il film una lunga passerella di immagini riflesse che disorientano chi lo guarda.
si parla di:
il Grande Schermo,
nugae,
Odietamo
All'improvviso due sconosciute
Le veline sono del 1990.
Io andavo alle elementari.
Io sono vecchia.
Le veline sono appena maggiorenni.
Signora mia, il tempo corre, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio.
E io mi appresto, molto presto, a invecchiare ancora un po'.
Io andavo alle elementari.
Io sono vecchia.
Le veline sono appena maggiorenni.
Signora mia, il tempo corre, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio.
E io mi appresto, molto presto, a invecchiare ancora un po'.
si parla di:
festività,
la Scatola Malefica,
nugae,
rainbowcentrica
29.7.08
Gentlemen
Non l'avrei mai detto, ma in questi giorni grandi sorrisi mi arrivano da uomini, così inaspettatamente galanti, così inaspettatamente premurosi, anche quando non c'è nessun interesse, anche quando ce n'è.
Gratuitamente, tra l'altro, perchè nessuno -mamma esclusa- conosce un motivo di sottile preoccupazione che ho scoperto oggi e che per qualche settimana non mi abbandonerà.
Grazie proprio perchè non sapete, e mi fate sentire importante, ricordata, apprezzata.
E non è davvero una sensazione da tutti i giorni, e stride da matti con una serie di altre sensazioni che provo.
Mi fa sorridere un po', ed è assolutamente prezioso.
Gratuitamente, tra l'altro, perchè nessuno -mamma esclusa- conosce un motivo di sottile preoccupazione che ho scoperto oggi e che per qualche settimana non mi abbandonerà.
Grazie proprio perchè non sapete, e mi fate sentire importante, ricordata, apprezzata.
E non è davvero una sensazione da tutti i giorni, e stride da matti con una serie di altre sensazioni che provo.
Mi fa sorridere un po', ed è assolutamente prezioso.
si parla di:
in corpore sano,
nugae,
rainbowcentrica
6.7.08
Figurati, che problema c'è?
Io l'accompagno alla mostra del Pintoretto
anche se in realtà preferisco
di gran lunga il Tinturicchio,
poi vado a casa e con un cuscino sulla faccia
penso a lei ascoltando al buio F.De Gregori.
E, dato che lei salutandomi mi ha baciato
nelle vicinanze dell'angolo esterno della bocca,
ritengo a ragione di avere delle possibilità...sto cazzo!
Mamma di Rainbow:"E fammi capire, tu sei il monumento, no?"
si parla di:
KandinskyStyle,
nugae,
Odietamo
19.6.08
Il rincoglionimento
E' ascoltare alle tre di notte musica chiassosa e poco amata per prepararmi a un concerto a cui andrò.
Che non mi piacerà musicalmente parlando.
E che tuttavia aspetto con un'ansia kamikaze e inevitabile.
E di conseguenza, divertirmi e muovere il capino.
...ma le parole, dico io, le parole, qualcuno le mette in questa fottuta elettropop?
Che non mi piacerà musicalmente parlando.
E che tuttavia aspetto con un'ansia kamikaze e inevitabile.
E di conseguenza, divertirmi e muovere il capino.
...ma le parole, dico io, le parole, qualcuno le mette in questa fottuta elettropop?
4.6.08
Rigurgiti postadolescenziali.
Ultimamente, e in maniera del tutto inaspettata, mi trovo a riascoltare una canzone che ha fatto la storia della mia adolescenza più profonda, e che ha cambiato significato.
Che senza di lei, si sta bene.
(E per l'effetto ciliegia, le sto riascoltando un po' tutte. Uno scrigno proustiano, davvero)
(E per l'effetto ciliegia, le sto riascoltando un po' tutte. Uno scrigno proustiano, davvero)
si parla di:
KandinskyStyle,
nugae,
ParoleEMusica
27.5.08
X Factor: su due piedi
Morgan è un fottuto genio.
si parla di:
KandinskyStyle,
la Scatola Malefica,
nugae,
ParoleEMusica,
rainbowcentrica
25.5.08
il Capitano
Come una macchia di luce sopra un radar
Mi sei sempre stato d'ispirazione, specialmente quand'ero piccola.Una fattucchiera mi disse che tendo ad astrarre, a cercare la perfezione, a vedere al di là.
E diciamo che a quattordici anni tu eri il migliore Al Di Là che potessi trovare.
Poi la vita ti sporca e ti abbraccia, e tempo per sognare ad occhi aperti, non lo si ha più.
E' stata una lettura, di ora, che improvvisamente mi ha portato a pensarti, forse con lo stesso sguardo fiducioso nell'Iperuranio che avevo puro e pulito tempo fa, rattoppato da tutti gli strappi e i tagli di questo mondo.
Ho pensato che mi hai insegnato la lotta e la fierezza, che mi hai insegnato che nessuno si deve inginocchiare davanti a nessuno, nemmeno se è il Re.
Mi hai insegnato che genio e sregolatezza possono portare anche a cose di cui ci si può pentire molto, e mi hai insegnato che tuttavia, bisogna andare oltre.
Mi hai insegnato che l'Amore esiste, è per sempre, ed è intrecciato all'Amicizia e alla Fedeltà.
In quest'ultimo mese torno a pensarti spesso, non si sa perchè, o forse perchè quando si è fragili e disorientati si cerca di ritrovare la Luce -con la maiuscola-.
La verità, semplice e assoluta, è che io mutuo il pensiero di Machiavelli:
e fare come li arcieri prudenti, a' quali parendo el loco dove disegnono ferire troppo lontano, e conoscendo fino a quanto va la virtù del loro arco, pongono la mira assai più alta che il loco destinato, non per aggiugnere con la loro freccia a tanta altezza, ma per potere, con lo aiuto di sí alta mira, pervenire al disegno loro.
Forse mi diresti che ci vuole diplomazia, e ci vuole determinazione.
Mi diresti che ci vogliono gli amici giusti, anche se qualche volta tradiscono. Anche due volte.
Mi diresti che non è sufficiente questo dolore per permettersi di fermare il Sogno.
E probabilmente faresti come il Quasifratello, che alza un boccale di sangria alla mia salute, e che mi fa bere il sangue delle ferite che mi son fatta in battaglia.
Domani è un altro giorno, brinderò all'audacia, la nostra, e continuerò a lottare.
si parla di:
KandinskyStyle,
LeMieParole,
micadeltuttogiusta,
nugae
18.5.08
Mettetevi d'accordo
"Non ti preoccupare, non è niente di grave, è un momento un po' così"
"Ma perchè non ti fai vedere da qualcuno bravo?"
"Ma figurati, sei una macchina da guerra, hai una freddezza che spaventa"
"Poche volte ho visto persone tanto irrazionali, davvero."
"Forse, sai, dovresti stare un po' a casa, riposarti, volerti bene."
"Devi smetterla di piangerti addosso, esci, conosci gente, fatti due passi, vuoi mica marcire in casa?"
"Stai facendo tutto quel che puoi, e anche di più. Ora serve tempo."
"Il punto è che i miei consigli tu non li segui mai, probabilmente se ti sforzassi, qualcosa cambierebbe."
"Lavora!Cosa stai lì ferma, sei piena di cose da fare, ti preoccupi di persone che non ti meritano."
"Ma senti, non è forse il caso di lasciare i libri e andare al mare, pensare, fare pace con te stessa?Sei sempre lì a ripiegarti sulle solite due cose."
"Questa casa non è un albergo."
"Bimba mia, prova ad uscire un po'."
"Leggiti un libro, guardati un film, vai a un concerto."
"Devi smetterla di fantasticare come le tredicenni, sei una donna ormai."
"Tutto dipende dal fato."
"Non ho mai visto nessuno, credimi, che non ha avuto possibilità di diventare felice. E che non lo è mai stato."
"Morto un papa se ne fa un altro."
"Certo che così bravi ragazzi non se ne trovano spesso."
"Sei carina, intelligente, hai tutto: non ti preoccupare."
"Magari, se ti curassi di più, un chilo di meno.."
"Ogni uomo è artefice del suo destino!"
"Nessuno può modificare il caso, le coincidenze."
"Dio comunque c'è, e ti aspetta di là [e sti cazzi, ndR]"
"Ti voglio bene. Sei una delle migliori amiche che ho mai avuto."
"Sei troppo gentile con me, ho bisogno di tempo, di stare sola, mi sento quasi inferiore [?!?!! ndR]"
"Un vero pazzo non ha coscienza della sua pazzia."
"Vodka. Tanta. Aiuta."
"Non sei certo una per le storie da una sera, ti faresti solo male, sei troppo pulita e onesta"
"Chiodo scaccia chiodo, ubriacati e saltagli addosso."
"Minchia, Rain, che periodo di merda."
Soundtrack
"Ma perchè non ti fai vedere da qualcuno bravo?"
"Ma figurati, sei una macchina da guerra, hai una freddezza che spaventa"
"Poche volte ho visto persone tanto irrazionali, davvero."
"Forse, sai, dovresti stare un po' a casa, riposarti, volerti bene."
"Devi smetterla di piangerti addosso, esci, conosci gente, fatti due passi, vuoi mica marcire in casa?"
"Stai facendo tutto quel che puoi, e anche di più. Ora serve tempo."
"Il punto è che i miei consigli tu non li segui mai, probabilmente se ti sforzassi, qualcosa cambierebbe."
"Lavora!Cosa stai lì ferma, sei piena di cose da fare, ti preoccupi di persone che non ti meritano."
"Ma senti, non è forse il caso di lasciare i libri e andare al mare, pensare, fare pace con te stessa?Sei sempre lì a ripiegarti sulle solite due cose."
"Questa casa non è un albergo."
"Bimba mia, prova ad uscire un po'."
"Leggiti un libro, guardati un film, vai a un concerto."
"Devi smetterla di fantasticare come le tredicenni, sei una donna ormai."
"Tutto dipende dal fato."
"Non ho mai visto nessuno, credimi, che non ha avuto possibilità di diventare felice. E che non lo è mai stato."
"Morto un papa se ne fa un altro."
"Certo che così bravi ragazzi non se ne trovano spesso."
"Sei carina, intelligente, hai tutto: non ti preoccupare."
"Magari, se ti curassi di più, un chilo di meno.."
"Ogni uomo è artefice del suo destino!"
"Nessuno può modificare il caso, le coincidenze."
"Dio comunque c'è, e ti aspetta di là [e sti cazzi, ndR]"
"Ti voglio bene. Sei una delle migliori amiche che ho mai avuto."
"Sei troppo gentile con me, ho bisogno di tempo, di stare sola, mi sento quasi inferiore [?!?!! ndR]"
"Un vero pazzo non ha coscienza della sua pazzia."
"Vodka. Tanta. Aiuta."
"Non sei certo una per le storie da una sera, ti faresti solo male, sei troppo pulita e onesta"
"Chiodo scaccia chiodo, ubriacati e saltagli addosso."
"Minchia, Rain, che periodo di merda."
Soundtrack
11.5.08
Losing my religion
"C'è una canzone.."
"Losing my religion"
Strizzò gli occhi e poi disse di sì.
"Lo sai che vuol dire, Losing my religion?"
"Alla lettera: perdendo la mia religione. Vuol dire altro?" Risposi.
"Losing my religion è una espressione idiomatica. Significa qualcosa del tipo: non farcela più"
[..]
Prima di andare a letto cercai fra i miei dischi. Out of time c'era, così lo misi nel lettore, diedi un colpo al pulsante dello skip, e lasciai partire la canzone numero due. Losing my religion, appunto. La ascoltai tenendo in mano il libretto con i testi, perchè volevo cercare di capire.
(G. Carofiglio, Ad occhi chiusi, in I casi dell'avvocato Guerrieri, pp.376-377)
"Losing my religion"
Strizzò gli occhi e poi disse di sì.
"Lo sai che vuol dire, Losing my religion?"
"Alla lettera: perdendo la mia religione. Vuol dire altro?" Risposi.
"Losing my religion è una espressione idiomatica. Significa qualcosa del tipo: non farcela più"
[..]
Prima di andare a letto cercai fra i miei dischi. Out of time c'era, così lo misi nel lettore, diedi un colpo al pulsante dello skip, e lasciai partire la canzone numero due. Losing my religion, appunto. La ascoltai tenendo in mano il libretto con i testi, perchè volevo cercare di capire.
(G. Carofiglio, Ad occhi chiusi, in I casi dell'avvocato Guerrieri, pp.376-377)
La vita è grande
E' più grande di te
e tu non sei come me
i grandi spazi nei quali mi dirigerò
quella distanza nei tuoi occhi
E' più grande di te
e tu non sei come me
i grandi spazi nei quali mi dirigerò
quella distanza nei tuoi occhi
Il dolore si sente dall'odore.
Sono convinta che si annusi, il dolore, come ogni altra sensazione.
Si annusa ancora con maggior chiarezza quando a portarlo addosso è una persona, come mi hanno detto, radiosa.
L'odore che mi portavo addosso ieri era quello della sconfitta e della rassegnazione, e appena salutati tutti con un filo di voce mi sedetti buona buona al mio posto e aprii il libro.
Non l'ho mai fatto prima.
L'amico di fronte a me, alzò subito gli occhi,e non li riabbassò più, metaforicamente, tutto il pomeriggio. Una mano sulla spalla, una domanda sola, una volta.
Ma il mio niente, non se lo è bevuto.
Tu nemmeno ti sei girato, ridevi, forse, con il tuo migliore amico.
Sentivo la tua voce e avevo voglia di piangere, ma non potevo.
Non ti ho mai rivolto lo sguardo.
Sono convinta che si annusi, il dolore, come ogni altra sensazione.
Si annusa ancora con maggior chiarezza quando a portarlo addosso è una persona, come mi hanno detto, radiosa.
L'odore che mi portavo addosso ieri era quello della sconfitta e della rassegnazione, e appena salutati tutti con un filo di voce mi sedetti buona buona al mio posto e aprii il libro.
Non l'ho mai fatto prima.
L'amico di fronte a me, alzò subito gli occhi,e non li riabbassò più, metaforicamente, tutto il pomeriggio. Una mano sulla spalla, una domanda sola, una volta.
Ma il mio niente, non se lo è bevuto.
Tu nemmeno ti sei girato, ridevi, forse, con il tuo migliore amico.
Sentivo la tua voce e avevo voglia di piangere, ma non potevo.
Non ti ho mai rivolto lo sguardo.
Sono io, nell'angolo
Sono io, sotto i riflettori
E non ce la faccio più
Mentre cerco di restare con te
E non so se riesco a farcela
Oh no, ho detto troppo
Non ho detto abbastanza.
Sono io, sotto i riflettori
E non ce la faccio più
Mentre cerco di restare con te
E non so se riesco a farcela
Oh no, ho detto troppo
Non ho detto abbastanza.
Arrivò il Rubacuori del posto.
"Oh, ma che ha ora questa?"
Il tono non mi è piaciuto.
Tu eri di fronte a me, un po' sulla mia destra, e io fissavo lo spazio vuoto tra il mio amico e te. Oppure le piastrelle.
Si parlava di palestre, mi hai detto una stupidaggine senza nessun significato, probabilmente per sondare il terreno.
Ho tirato le labbra a forza, non volevo sorridere e non volevo domande.
Ho ricominciato a fissare il vuoto, e tu hai ricominciato, come sempre, a dimenticarti della mia esistenza.
In giardino il Rubacuori ha iniziato una discussione privata tra me e lui sulla grecia. Altre parole senza senso, ma ero grata di quelle parole, e ho provato a dialogare un po'.
Sentivo la mia voce da tutto il pomeriggio, un tono basso e monocorde che non mi è mai appartenuto.
Ho sentito due dita del Rubacuori sotto il mio mento.
Il gesto mi è piaciuto.
Ha rifiutato di darmi una delle sue sigarette.
"Io non ti ho mai vista fumare, e non inizierai in questo momento."
Ha ignorato la mia risposta piccata, nervosa.
Lui era al nostro fianco, ma era come se non ci fosse, e piano, piano, il mio odore di rassegnazione aumentava.
"Oh, ma che ha ora questa?"
Il tono non mi è piaciuto.
Tu eri di fronte a me, un po' sulla mia destra, e io fissavo lo spazio vuoto tra il mio amico e te. Oppure le piastrelle.
Si parlava di palestre, mi hai detto una stupidaggine senza nessun significato, probabilmente per sondare il terreno.
Ho tirato le labbra a forza, non volevo sorridere e non volevo domande.
Ho ricominciato a fissare il vuoto, e tu hai ricominciato, come sempre, a dimenticarti della mia esistenza.
In giardino il Rubacuori ha iniziato una discussione privata tra me e lui sulla grecia. Altre parole senza senso, ma ero grata di quelle parole, e ho provato a dialogare un po'.
Sentivo la mia voce da tutto il pomeriggio, un tono basso e monocorde che non mi è mai appartenuto.
Ho sentito due dita del Rubacuori sotto il mio mento.
Il gesto mi è piaciuto.
Ha rifiutato di darmi una delle sue sigarette.
"Io non ti ho mai vista fumare, e non inizierai in questo momento."
Ha ignorato la mia risposta piccata, nervosa.
Lui era al nostro fianco, ma era come se non ci fosse, e piano, piano, il mio odore di rassegnazione aumentava.
Considera questo:
lo sgambetto che mi ha messo in ginocchio
Sconfitta
E se tutte queste fantasie
tornassero a flagellarmi?
Ora ho davvero detto troppo.
lo sgambetto che mi ha messo in ginocchio
Sconfitta
E se tutte queste fantasie
tornassero a flagellarmi?
Ora ho davvero detto troppo.
"E' brutto amare senza essere corrisposti"
Doveva suonare come una battuta, e invece mi sono accorta che l'ho detto con tutta l'amarezza di cui ero capace.
Tu eri d'accordo, e non passò nemmeno un secondo prima di confermarti che lo so anche io, d'esperienza.
Non ho mai parlato così a bassa voce,e quando per scherzo ho voluto un bicchiere d'acqua, ti sei alzato, come un cameriere.
Sono andata a prendermelo da sola, e l'ho bevuta tutta, controvoglia.
Seduti poi sul muretto, mi sono chiesta tante cose.
E ho visto chiaramente, così dannatamente chiaro, che tu non mi vuoi, e non mi vorrai mai.
Siamo incompatibili, io pretendo troppo, e tu non hai intenzione di dare.
Non a me. Per il resto non voglio entrare nel merito, non ora.
Nel bagno del locale ho chiesto a una amica di non dire niente.
Soprattutto di non chiedere.
Ho pianto per un minuto, mi sono sciacquata per bene la faccia e sono uscita a parlare con gli altri.
The show must go on.
Doveva suonare come una battuta, e invece mi sono accorta che l'ho detto con tutta l'amarezza di cui ero capace.
Tu eri d'accordo, e non passò nemmeno un secondo prima di confermarti che lo so anche io, d'esperienza.
Non ho mai parlato così a bassa voce,e quando per scherzo ho voluto un bicchiere d'acqua, ti sei alzato, come un cameriere.
Sono andata a prendermelo da sola, e l'ho bevuta tutta, controvoglia.
Seduti poi sul muretto, mi sono chiesta tante cose.
E ho visto chiaramente, così dannatamente chiaro, che tu non mi vuoi, e non mi vorrai mai.
Siamo incompatibili, io pretendo troppo, e tu non hai intenzione di dare.
Non a me. Per il resto non voglio entrare nel merito, non ora.
Nel bagno del locale ho chiesto a una amica di non dire niente.
Soprattutto di non chiedere.
Ho pianto per un minuto, mi sono sciacquata per bene la faccia e sono uscita a parlare con gli altri.
The show must go on.
si parla di:
KandinskyStyle,
nugae,
Odietamo,
rainbowcentrica
10.5.08
Vischioso
Mi sa che sono rimasta colpita un po' troppo.
Mi aggiro con il nodo in gola di chi non vuole ammettere che c'è qualcosa che non va.
Non ho tempo di rimanere a casa: gli impegni premono.
Eppure metto su delle canzoni dei Bad Religion, mi siedo in un angolo e sento quella voce che ripete ancora: spero che quella volta tu ti sia divertita davvero molto, perchè ti dovrai accontentare.
Mi aggiro con il nodo in gola di chi non vuole ammettere che c'è qualcosa che non va.
Non ho tempo di rimanere a casa: gli impegni premono.
Eppure metto su delle canzoni dei Bad Religion, mi siedo in un angolo e sento quella voce che ripete ancora: spero che quella volta tu ti sia divertita davvero molto, perchè ti dovrai accontentare.
si parla di:
Evvivalarazionalità,
nugae,
Odietamo
4.5.08
Occhi neri
[che progetti fai su di me?]
Che stranezza camminarti accanto, e lasciare indietro tutti gli altri.Che stranezza te che capisci che la mia è soltanto un'altra declinazione della tua stessa timidezza.
Che strano sentirti dire che "ci organizziamo e andiamo".
Lo so che non sono quel che vuoi, ma per me è già così strano così.
E sei qui con me, vicino a me.
Proprio me.
E se quel che vedi è solo un'amicizia stentata, andrà benissimo, e sono sincera.
Che strano, tu che mi dici che hai scaricato l'album ma non l'hai ancora sentito.
Chissà se ti rivedi con la stessa chiarezza come ti vedo io, in questa canzone.
[cicca spenta sul parquet..ti prendo e poi ti fumo]
si parla di:
nugae,
Odietamo,
rainbowcentrica
27.4.08
Amore freddo
Felicità: ci vorrebbe un prete
o un Mondo delle Idee comprensibile
Le manifestazioni per me hanno sempre avuto un significato particolare, rituale, emozionale e catartico, prima ancora che politico.
La prima manifestazione della mia vita l'ho vissuta solo dopo che si era conclusa: saltare scuola era fuori discussione per il mio Superio ipertrofico, così mi sono limitata ad andare a vedere come stavano gli altri all'ora di pranzo, correndo, sperando di incontrare qualcuno.
Fu allora che un uomo con i rasta si accovacciò davanti a me, chiamandomi signorina e presentandosi con un nomignolo che lo accompagna tutt'ora, ora che il nostro rapporto è probabilmente quello ritratto dai Baustelle, che stasera hanno deciso di raccontarmi la mia vita: ci siamo amati, ed odiati, e traditi, e non c'è più limite.
Fu in un'altra manifestazione che un ragazzino vestito di nero con i capelli color del grano e gli occhiali da sole scurissimi si girò, inclinando il volto un po' verso il basso per vedermi e per pensare -testuali parole- carina però.
Fu in manifestazione che mi innamorai, incosciente e felice in piena primavera.
La manifestazione di questa primavera mi è capitata tra capo e collo un po' per caso, era un morettiano vengo, non vengo, ma è meglio se vengo?no, dai non vengo. Ok, vengo.
Soltanto camminando sulla via per la stazione ho risentito il tepore, ho rivisto i miei jeans avvolti in una bandiera nera e rossa, come in un film, e mi sono chiesta quella ragazzina cos'aveva da ballare nei prati in fiore, cosa la spingeva a sembrare un'anarchica hippy senza nessun problema.
L'ho invidiata tantissimo.
Ho avuto un po' paura, lo ammetto, di incontrare quella sagoma alta e riconoscere i capelli d'oro, ma non mi è più interessato.
Ve lo giuro: nessun dolore.
E allora ho lasciato la ragazzina a ballare sui prati, e il ragazzino a barricarsi dietro quella bella sfrontatezza dell'età.
In manifestazione quest'anno c'è andata una donna, che ha sorriso come una bambina quando quasifratello le ha detto di infilarsi le stringhe delle all stars dentro, che non c'era tempo per allacciarsi le scarpe, per poi commentare "brava la mia diciottenne".
Chapeau.
o un Mondo delle Idee comprensibile
Le manifestazioni per me hanno sempre avuto un significato particolare, rituale, emozionale e catartico, prima ancora che politico.
La prima manifestazione della mia vita l'ho vissuta solo dopo che si era conclusa: saltare scuola era fuori discussione per il mio Superio ipertrofico, così mi sono limitata ad andare a vedere come stavano gli altri all'ora di pranzo, correndo, sperando di incontrare qualcuno.
Fu allora che un uomo con i rasta si accovacciò davanti a me, chiamandomi signorina e presentandosi con un nomignolo che lo accompagna tutt'ora, ora che il nostro rapporto è probabilmente quello ritratto dai Baustelle, che stasera hanno deciso di raccontarmi la mia vita: ci siamo amati, ed odiati, e traditi, e non c'è più limite.
Fu in un'altra manifestazione che un ragazzino vestito di nero con i capelli color del grano e gli occhiali da sole scurissimi si girò, inclinando il volto un po' verso il basso per vedermi e per pensare -testuali parole- carina però.
Fu in manifestazione che mi innamorai, incosciente e felice in piena primavera.
La manifestazione di questa primavera mi è capitata tra capo e collo un po' per caso, era un morettiano vengo, non vengo, ma è meglio se vengo?no, dai non vengo. Ok, vengo.
Soltanto camminando sulla via per la stazione ho risentito il tepore, ho rivisto i miei jeans avvolti in una bandiera nera e rossa, come in un film, e mi sono chiesta quella ragazzina cos'aveva da ballare nei prati in fiore, cosa la spingeva a sembrare un'anarchica hippy senza nessun problema.
L'ho invidiata tantissimo.
Ho avuto un po' paura, lo ammetto, di incontrare quella sagoma alta e riconoscere i capelli d'oro, ma non mi è più interessato.
Ve lo giuro: nessun dolore.
E allora ho lasciato la ragazzina a ballare sui prati, e il ragazzino a barricarsi dietro quella bella sfrontatezza dell'età.
In manifestazione quest'anno c'è andata una donna, che ha sorriso come una bambina quando quasifratello le ha detto di infilarsi le stringhe delle all stars dentro, che non c'era tempo per allacciarsi le scarpe, per poi commentare "brava la mia diciottenne".
Chapeau.
Quando lei lo baciò, disse:
Amore, non farmi male
Non farmi soffrire
Ho fatto un sogno: tu c’eri
[..]
Quando lui la baciò,
si sbagliava
Forse mentiva
Amore, non farmi male
Non farmi soffrire
Ho fatto un sogno: tu c’eri
[..]
Quando lui la baciò,
si sbagliava
Forse mentiva
[La vita va, Baustelle]
si parla di:
nugae,
Rainbow e la polis,
rainbowcentrica
26.4.08
Sere come questa
Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: “Michele vieni in là con noi dai…” e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo…”. Vengo! Ci vediamo là.
si parla di:
il Grande Schermo,
Ipse Dixit,
KandinskyStyle,
nugae,
rainbowcentrica
19.4.08
Imprinting
Dave segnala,creandomi un corto circuito non indifferente, la sigla di un cartone d'annata.
Sebbene io sia dell'84 in Italia veniva trasmesso nei primissimi anni novanta, nei quali già giravo per casa cantando "uouououooooo".
Splendido, assolutamente splendido, solo oggi, 17 anni dopo, scopro che il testo diceva from my video to my radio, ma il ritornello si è infilato nel dna.
Però c'è addirittura di peggio.
In un momento di amarcord ho scelto di vedere se c'era quell'altro..quello che mi piaceva tanto.
E tanto davvero, che di pomeriggio mi arrampicavo letteralmente sul divano del salotto e lo guardavo, con simpatie e antipatie e un sacco di voglia di diventare grande. Quando avrò undici anni, pensavo, quendo avrò undici anni sembrerò Barbie (quella con il rossetto scarlatto e i capelli biondi, non una barbie a caso) e potrò fare queste cose.
Non sembro Barbie, e quelle cose arrivarono qualche anno dopo i terribili undici.
Intanto con il senno di poi ho capito tante cose:
perchè odio le smorfiose che se la tirano
perchè mi fanno ridere i ragazzi pagliacciotti e buffoni
e perchè io proprio al fascino del mascalzone, non resisto affatto...
Dovrei chiedere i danni ai produttori del cartone ;)
Sebbene io sia dell'84 in Italia veniva trasmesso nei primissimi anni novanta, nei quali già giravo per casa cantando "uouououooooo".
Splendido, assolutamente splendido, solo oggi, 17 anni dopo, scopro che il testo diceva from my video to my radio, ma il ritornello si è infilato nel dna.
Però c'è addirittura di peggio.
In un momento di amarcord ho scelto di vedere se c'era quell'altro..quello che mi piaceva tanto.
E tanto davvero, che di pomeriggio mi arrampicavo letteralmente sul divano del salotto e lo guardavo, con simpatie e antipatie e un sacco di voglia di diventare grande. Quando avrò undici anni, pensavo, quendo avrò undici anni sembrerò Barbie (quella con il rossetto scarlatto e i capelli biondi, non una barbie a caso) e potrò fare queste cose.
Non sembro Barbie, e quelle cose arrivarono qualche anno dopo i terribili undici.
Intanto con il senno di poi ho capito tante cose:
perchè odio le smorfiose che se la tirano
perchè mi fanno ridere i ragazzi pagliacciotti e buffoni
e perchè io proprio al fascino del mascalzone, non resisto affatto...
Dovrei chiedere i danni ai produttori del cartone ;)
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