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26.1.09

Sante parole



Personalmente, ho notato un mio leggero spostamento del mio ruolo dalla parte più "ingessata" a quella "rompicoglioni", con conseguente spostamento della categoria di uomini prescelta da "decisionisti" a "soprammobili".
Non dico invertire la rotta, eh, ma insomma, un po' di equilibrio.

28.11.08

Where's the kid with the chemicals? **

E poi delle volte penso chi me lo fa fare.
Di studiare quel che studio, dico.
Sono volte che mi passano davanti agli occhi come lampi; normalmente procedo a tentoni, con una cieca fede nella mia volontà, nei miei sogni di bambina.
Poi d'improvviso si fa tutto più chiaro, e quando succede è pura magia.
Signor Pincherle, lei mi ha presa per mano, con la sua gelida e bianca, nella mia mente, e mi ha portata a fare un giro nell'angolino più umido e sporco degli scantinati della mia coscienza.
Lei, carissimo, mi ha trascinata per i capelli, come si fa con le donne di malaffare o con le bambine che girano la testa per non guardare gli animali morti per strada. E mi ha aperto le porte di una casa ammuffita, dove un paradossale chiasmo di paraincesti faceva bella mostra, dove una donna disperata ancora sperava in una bellezza costruita a suon di belletti e vezzose accuse velate.
Il patetismo, caro il mio Alberto, il patetismo si respirava per quei corridoi che mi sembrava di calcare, vestita di altri abiti, con tacchi alti abbastanza per risuonare in quel corridoio scuro, senza luce.
Mi hai insegnato, come tenendomi la testa sott'acqua, che non esiste purezza se non quella creata dall'immobilità, e che non esiste riscatto che non parta da una volontà di azione, quanto più limpida, tanto meglio.

E non è tutto lì: tagliando le citazioni (che sarebbero dovute) e tagliando il mio personale melodramma, lasciatemi dire che è nei difetti dei personaggi, grigi e rossi come sangue, che rivedo i miei...l'amore senza speranza della povera Lisa ,che ancora non sa distinguere tra affetto e godimento, la spinta rivoluzionaria e infelice di Carla, che decide che un'azione qualsiasi sarà abbastanza per riscattarsi, il rovinoso rimestìo dei pensieri di Michele, incapace di azione e emozione.
E negli occhi di Michele, in quella passività anaffettiva, ho visto il complemento naturale della forza dei sentimenti di Lisa, disperati e ormai senza dignità, in una rincorsa all'amore tardiva.
Nel sacrificio di Carla ho rivisto l'azione rovinosa, come unica uscita da una vita statica, che per fatalità si scoprirà essere poi null'altro che il modo migliore per suggellare un futuro identico al passato, vita natural durante.
Ed è inutile dire che Michele caro aveva gli occhi scuri della notte impassibile che ho conosciuto, e che Lisa, in qualche modo, mi sembrava familiare a una parte di me, e che Carla, in altri, forse è sempre esistita nella mia mente.

Stasera brindiamo alla mia personalissima speranza, caro Pincherle, perchè se è vero che l'amore è un rovo, e siamo tutti fantocci che sbattono tra loro con lo sguardo vitreo, io voglio ancora lottare, finchè avrò tempo e forza.
Titoli di coda, prego.


27.11.08

Requiem a un piatto

Era l'ultimo, di una porcellana oramai sbeccata dall'uso.
Un piatto fondo, con dei disegni colorati, quasi infantili: piccole mongolfiere e nuvolette celesti venivano disegnate nell'incavo, nel suo cuore, e guardandole io sono cresciuta.
Il mio primo piatto di pasta al salmone, l'ho servito in quel piatto lì.
Il secondo, il terzo, le mie carbonare, tutto.
Amavo follemente quel piatto, ma la sua singletudine lo poneva in una condizione di grave svantaggio: mia madre ha cura dei servizi che nessuno ha mai usato per cinquant'anni, ma per un piatto soldato, senza compagni e colmo di storia, non c'è mai stato nessun riguardo.

Ebbene, pochi minuti fa un rumore sordo e violento dalla cucina mi ha fatto intuire che mia madre, coi suoi modi bruschi, sbadati, ruvidi, l'ha semplicemente ucciso.
Ho fatto giusto a tempo a vederne i cocci, e a salutarli per l'ultima volta.
Se è vero, come è vero, che tutto ha una fine, è vero anche che l'unica cosa che non muore mai sono le parole.

E il mio piatto resterà vivo, a modo suo, qui sul blog..perchè un po' di animismo, ogni tanto, fa compagnia.

30.9.08

Tabula rasa

La verità è che sono rimasta solo io. A guardare gli altri ritagliarsi un pezzo di felicità meritato e agognato da tempo.
Non vorrei che questo post somigliasse a uno di quei post vittimisti tristissimi che di tanto in tanto si leggono sulla blogosfera, per cui cercherò di tagliare al minimo il self-pitying (dicasi anche autocommiserazione) e cercherò di pensare in maniera costruttiva.
Ordunque.
Al momento devo dare un esame, causa terremoto sentimentale ho fatto terra bruciata degli amici più cari se non in via telematica (una telefonata ogni tanto per almeno spiegare la mia scomparsa dai luoghi di ritrovo), tutti, ma dico tutti proprio tutti, mi si fidanzano attorno e io sono tanto tanto felice per loro.
Mia madre sta gradualmente preparandosi per un ricovero, a me devono arrivare, e ho tanta voglia di stramaledire la terra che ho sotto i piedi.
Dimentichiamo la situazione politica italiana, così, per aggiungere miseria a miseria?
Comunque ci si rialza sempre e si ricomincia.
A partire da ORA.

22.9.08

Happy birthday to you

Ci sono civiltà dove non si festeggia il compleanno, ma il superamento di qualche ostacolo, un qualche rito di iniziazione, il raggiungimento di uno stato di maturità fisica spesso sottolineato da qualche prova.
Ci sono civiltà dove non si sa il giorno in cui si è venuti al mondo ma tutti ricordano la prima volta che si è ucciso un montone, fatto l'amore, andati a caccia.
Quest'anno, quest'oggi, è il mio compleanno.
Sono 24, tra alti e bassi, in un procedere che chiamerei sproporzionato e altalenante.
E' stasera che sono stata con gli occhi fissi sulla mia nemesi, evitando accuratamente i suoi, che ogni tanto sentivo addosso, e lasciavo rimbalzare.
Stanotte ho lasciato che un caro amico mi prendesse per mano e mi stesse vicino per davvero.
Ho bevuto dalla bottiglia e ho pensato che adesso inizia qualcosa di nuovo.
E che questo dipende solo e soltanto da me.
La mia felicità è nel percorso che io posso seguire, e non sono più una bambina, ho in mano le possibilità e ora ho il dovere di farlo.
Di non scappare.
Di guardare, alzare il calice, mangiare la torta e lasciarmi abbracciare.
E tanti auguri di buon compleanno.



Ho stabilito il mio record di resistenza alla vita
e stranamente mi sento leggera...

8.9.08

No,così per dire

Notate anche voi che l'amica di Alessia Marcuzzi, quella che si sente sempre gonfia e si copre come se fosse il Gobbo di Notre Dame, potrebbe tranquillamente essere uscita da uno spot pro-anoressia e che, in ogni caso, il prima/dopo yogurt non cambi assolutamente una cippa?

3.9.08

Dai, sorridi

Non esiste nulla di più ingannevole di un sorriso.
E nessuno lo sa meglio di chi si nasconde dietro a quello: alcuni mostrano i denti come cortese avvertimento ai nemici, altri mostrano volti raggianti per non piangere, e c'è chi fa strane smorfie per mascherare la paura.
(Desperate Housewife, episodio 4x02)

Ci siamo fatte una foto.
Tutte e tre strette insieme, con dei sorrisi raggianti.
Carissima Amica teneva una mano sulla mia spalla e una su quella della Bambolina, e sorrideva al suo fidanzato.
"Amore, facci una foto, guarda come siamo belle."
Sorrideva, di quel sorriso che regala ai genitori di lui ogni volta che tirano fuori metaforici coltelli, ogni volta che si fanno le pulci, ogni volta che sotto il tappeto della buona creanza nascondono ormai insanabili pregiudizi.
Bambolina si era messa vicino vicino al suo braccio sinistro, sorrideva, il solito sorriso incosciente e spensierato, la solita risata allegra.
Qualcuno le ha detto "Guarda che per giocare stiamo aspettando solo te", come sempre ha sbattuto le ciglia.
"Un attimo."
Cinque secondi prima mi ha chiesto di andare in farmacia con lei, i conti non tornano e tutta quella incoscienza estiva potrebbe portare qualche angoscia e qualche piccolo problemino di natura biologica.
Io mi appoggiavo al braccio destro di Carissima Amica.
L'unica che sa qualcosa di quello che mi passava per la testa.
Cinque minuti prima Amichetto Forzista, che non è scemo, ha guardato nei miei occhi giocando un po' "Qui serve una delle nostre colazioni a Cadorna.C'è qualcosa che ti turba."
"Non essere sciocco, va tutto benissimo."
Sorridevo, attaccata a quel braccio, e a tre metri da me, in un angolo, vedevo le guance arrossate di gioia della persona della quale sono invaghita, gli occhi lucidi e le mani che tenevano stretto il cellulare nel quale parlava la sua ragazza.

Sorridevamo, tutte e tre, e nessuna ne aveva voglia.
Ma sorridere rilascia endorfine, e disorienta tutti coloro che non hanno la chiave dei nostri cuori.

24.8.08

Piani temporali

E così forse dovrei dirvi come mai non sono venuta su internet tutto questo tempo.
Dovrei, ma non lo farò.
Semplicemente è la vita, che a volte ti porta lontano dalle cose, che a volte ti dice qual è l'ora dell'esame e non ci sono sessioni successive.
Ci sono state notti d'estate in cui lasciavo a un fascista il compito di scegliermi il cocktail, e mai come in quelle sere finivo brilla a barcollare in riva al mare, fino a parlare fitto sotto casa, e alle tre beccarsi il classico secchio d'acqua in testa, e allora, bagnati, darsi la buonanotte con la paura di sentirsi così opposti e così vicini.
Essere minorenne è una sensazione che ultimamente mi manca, vedere i volti più giovani dei miei parenti, l'emozione quando ti metti il rossetto la prima volta e poi percorri la strada vicino al Muretto con i tacchi vertiginosi, che non sai se è l'altezza o l'emozione a farti sentire quel nodo in gola.
Ci sono stati notti in tenda, svegliarsi e mettere su il caffè intercettando persone in pigiama, e fare la coda per la doccia avvolta nell'accappatoio, rispondendo ai cori e lavandosi a fianco dei propri compagni di vacanza, facendo il classico casino da italiani e andandone incoscientemente fieri.
Ci sono stati giorni di pace, con i miei genitori su per le montagne, e ultimamente anche giorni di dolore, spaventandosi quando capitava di specchiare la propria paura nella paura del proprio padre, e rischiando di lasciarsi trascinare nel delirio, quando, perdonate la citazione tristissima, la vita è adesso.
Ed allora è adesso che ho preparato la valigia e vado al mare, quel mare che cantava Luca Carboni quando avevo otto anni, che mi ricordo ancora al Festivalbar.
Nella mia testa il prima e il dopo si amalgamano, e il futuro si insinua, vischioso, ma non lo voglio guardare.
Voglio ricordarmi a sei anni a ballare la samba sulle scale di casa per scendere e raccogliere il calzino che mia mamma aveva fatto cadere dal balcone, planato dolcemente nel cortile interno.
Voglio ricordare l'infanzia alla sala giochi, i gettoni religiosamente conservati in un porcellino di stoffa, tre a sera, che se no diventi matta.
Voglio ricordare gli occhi chiari di Sox e l'accento tedesco del biondino che mi ha fatto girare la testa a quattordici anni.
Voglio ricordare la sua fidanzata, e la sua mamma che da qualche anno non c'è più.
E provare a canticchiare ancora per le strade come quando meno di un anno fa scendevo dall'appartamentino a Barcellona e andavo a prendere il pane parlando spagnolo.
Che la vita è adesso, e hanno ragione tutti i grandi saggi che, tra i dubbi che ci stringono ai lati, non fanno altro che viverla.

1.8.08

Please

La segretaria del centro di analisi private che guarda il dito fasciato di mio padre e la mia impegnativa e dice "Certo che è proprio un periodaccio per voi".
E io che penso non sa nemmeno la metà di quel che sta capitando.
L'infermiera con le scarpe lucide rosse, tacco nove, che male non ne ho sentito, e il cane che sull'altro braccio mi ha lasciato i lividi di una eroinomane.
La tensione, sulla macchina, canticchiando gli Smiths e cercando di non drammatizzare, nemmeno quando la sala d'aspetto è disseminata di pastiglioni bianchi lasciati da chissà chi.
Please please please let me get what I want this time.
Canticchiavo, guardavo fuori, e non parlavo con mio padre.
Canticchiavo una preghiera, e mi accorgevo che solo una cosa al mondo avrei desiderato più della mia salute, ed è una cosa che non posso ottenere perchè, mi è stato detto, Dio non mercanteggia.
Comunque please, please, please.

Stasera no, dopo che mi hanno detto che il pericolo era scampato sono stata bene, ma dopo qualche ora ero normale.
Mi vestivo per uscire e pensavo a quando è preziosa la vita, la salute, tutto quello che si crede scontato eccetera eccetera..però ecco, pensavo, sono molto meno emotiva di come mi sarei immaginata. Giusto un sorrisone, e basta. Sono normale...
Quasi normale.
In macchina please please please è stato sufficiente per farmi scoppiare a piangere a dirotto al semaforo di piazzale Loreto.
Bene così: sono umana,sicuramente iperemotiva,ma imparo da quel che accade.

26.7.08

Un motivo per farlo

Il vero motivo per cui vivere è provare ogni genere di piacere carnale,nel quale si passa dal bacino sul naso alla pasta salmone e vodka, dall'abbraccio alcolico al movimento impazzito di cellule ormonali grazie a ogni tipo di suggestione, dal mojito al sesso.
Compatibilmente con la propria morale, s'intende.

18.5.08

Mettetevi d'accordo

"Non ti preoccupare, non è niente di grave, è un momento un po' così"
"Ma perchè non ti fai vedere da qualcuno bravo?"
"Ma figurati, sei una macchina da guerra, hai una freddezza che spaventa"
"Poche volte ho visto persone tanto irrazionali, davvero."
"Forse, sai, dovresti stare un po' a casa, riposarti, volerti bene."
"Devi smetterla di piangerti addosso, esci, conosci gente, fatti due passi, vuoi mica marcire in casa?"
"Stai facendo tutto quel che puoi, e anche di più. Ora serve tempo."
"Il punto è che i miei consigli tu non li segui mai, probabilmente se ti sforzassi, qualcosa cambierebbe."
"Lavora!Cosa stai lì ferma, sei piena di cose da fare, ti preoccupi di persone che non ti meritano."
"Ma senti, non è forse il caso di lasciare i libri e andare al mare, pensare, fare pace con te stessa?Sei sempre lì a ripiegarti sulle solite due cose."
"Questa casa non è un albergo."
"Bimba mia, prova ad uscire un po'."
"Leggiti un libro, guardati un film, vai a un concerto."
"Devi smetterla di fantasticare come le tredicenni, sei una donna ormai."
"Tutto dipende dal fato."
"Non ho mai visto nessuno, credimi, che non ha avuto possibilità di diventare felice. E che non lo è mai stato."
"Morto un papa se ne fa un altro."
"Certo che così bravi ragazzi non se ne trovano spesso."
"Sei carina, intelligente, hai tutto: non ti preoccupare."
"Magari, se ti curassi di più, un chilo di meno.."
"Ogni uomo è artefice del suo destino!"
"Nessuno può modificare il caso, le coincidenze."
"Dio comunque c'è, e ti aspetta di là [e sti cazzi, ndR]"
"Ti voglio bene. Sei una delle migliori amiche che ho mai avuto."
"Sei troppo gentile con me, ho bisogno di tempo, di stare sola, mi sento quasi inferiore
[?!?!! ndR]"
"Un vero pazzo non ha coscienza della sua pazzia."
"Vodka. Tanta. Aiuta."
"Non sei certo una per le storie da una sera, ti faresti solo male, sei troppo pulita e onesta"
"Chiodo scaccia chiodo, ubriacati e saltagli addosso."
"Minchia, Rain, che periodo di merda."

Soundtrack

10.5.08

Vischioso

Mi sa che sono rimasta colpita un po' troppo.
Mi aggiro con il nodo in gola di chi non vuole ammettere che c'è qualcosa che non va.
Non ho tempo di rimanere a casa: gli impegni premono.
Eppure metto su delle canzoni dei Bad Religion, mi siedo in un angolo e sento quella voce che ripete ancora: spero che quella volta tu ti sia divertita davvero molto, perchè ti dovrai accontentare.

19.4.08

Imprinting

Dave segnala,creandomi un corto circuito non indifferente, la sigla di un cartone d'annata.
Sebbene io sia dell'84 in Italia veniva trasmesso nei primissimi anni novanta, nei quali già giravo per casa cantando "uouououooooo".
Splendido, assolutamente splendido, solo oggi, 17 anni dopo, scopro che il testo diceva from my video to my radio, ma il ritornello si è infilato nel dna.

Però c'è addirittura di peggio.
In un momento di amarcord ho scelto di vedere se c'era quell'altro..quello che mi piaceva tanto.
E tanto davvero, che di pomeriggio mi arrampicavo letteralmente sul divano del salotto e lo guardavo, con simpatie e antipatie e un sacco di voglia di diventare grande. Quando avrò undici anni, pensavo, quendo avrò undici anni sembrerò Barbie (quella con il rossetto scarlatto e i capelli biondi, non una barbie a caso) e potrò fare queste cose.
Non sembro Barbie, e quelle cose arrivarono qualche anno dopo i terribili undici.
Intanto con il senno di poi ho capito tante cose:
perchè odio le smorfiose che se la tirano
perchè mi fanno ridere i ragazzi pagliacciotti e buffoni
e perchè io proprio al fascino del mascalzone, non resisto affatto...

Dovrei chiedere i danni ai produttori del cartone ;)

5.4.08

Crudeltà zen

What you give is what you get.
Il più delle volte.

Vedere colei che mi ha fregato la tesina per finire l'università in fretta, mentre io affogavo nella palta; sentirla salutare e offrirmi da mangiare, soltanto per dirmi che ha dovuto cambiare tesista per la specialistica, quindi il suo lavoro ritarderà da impazzire: non ha prezzo.

26.3.08

Il mio cioccolato è diverso

Io conosco un folletto che si nasconde nelle tavolette di cioccolato equo e solidale.
E ogni tanto vien fuori, e mi fa un regalo.
Generalmente, secondo un meccanismo non meglio identificato, questo folletto mi spinge a offrire pezzetti di barretta di cioccolato a sconosciuti/e.
E la regola è ferrea: qualcuno che davvero, assolutamente, non conosco.
Il folletto, tanto, ha fiuto, e non ha ancora sbagliato un colpo.

Oggi sulla metrò stavo togliendo la carta al mio cioccolato ed evidentemente il folletto ha deciso di giocare..e per una serie di piccole coincidenze, di piccole spinte interiori, ne ho offerto un pezzetto a una signora splendida che si era seduta di fianco a me.

Caschetto di capelli candidi, occhiali grossi molto indie, una giacca celeste.
Ecco, una donna splendida.
Antonella, si chiama, ha settantotto anni, e ne dimostra al massimo sessanta. Insegnava inglese nei licei e mi ha letteralmente sommerso di amore, buon spirito, gentilezza ed autostima.
Incredibile come un incontro perfettamente casuale possa davvero riempire il cuore, come il suo dito portato alle labbra e poi lasciato muovere verso di me, come un bacio, come una benedizione da una donna che "si ritiene religiosa ma non bigotta, per carità".
Speriamo che il suo Buon Spirito davvero porti qualcosa, già l'energia che ha passato quando mi stringeva le mani nei suoi guantini candidi e morbidi è stata splendida.
E' bello che a Milano accada, dove nessuno parla con nessuno.
Io il mio cioccolato continuo a mangiarlo. Tra un po', forse, il folletto vorrà giocare ancora, e io sarò lì.


20.3.08

Analyze this

Stanotte ho sognato prima che mi fidanzavo con Scamarcio (!) poi con Marco Bazzoni (!!), causa probabilmente troppe battutine tristi alla Colorado con le amiche in università, e dopo questo tripudio di strani ricciolissimi fidanzamenti, andavo in un ospedale che confinava con un pub (probabilmente affiliato!) dove mi svelavano che si era avverato il peggiore incubo della mia infanzia: mi ero punta un piede sulla spiaggia con l'ago di qualche eroinomane infetto e sebbene non fosse uscita nemmeno una punta di sangue ero spacciata.
Ho pianto tantissimo, e in un armadio (!) c'era il peggiore dei miei corteggiatori realissimo e disgraziato che mi ha detto "Indovina cosa sono?Uno spettro" "Anch'io" risposi, prima di rimettermi a piangere.


Fortunatamente mi sono svegliata, cercando almeno di ricordarmi la parte dei vari corteggiamenti, nei quali ricevevo un sacco di collane di perline e conchiglie.

Vi assicuro che non mi drogo.

15.3.08

Tabula rasa

io mi distraggo
per non perdermi di vista
per non confondere
l'imbecille dall'artista
(Cappello a Cilindro)

E' incredibile come in questi giorni riesca a percepire il peggio delle persone.
Nello specifico, dei vari tipi di fauna maschile che mi sono interessati in un passato remoto e prossimo.

La frase chiave è "Ma che diavolo ci ho trovato?"
Ed è abbastanza scontato pensarla davanti ad uno scricciolino tutto ricurvo su se stesso, zeppo di chissà quale sostanza stupefacente...e sarebbe quello il poeta che aspettavo con trepidazione, lo zen che mi sarebbe servito per ammorbidirmi? Al massimo mi ha ammorbata, la lentezza esasperata dei gesti, la completa inaffidabilità.

E vogliamo parlare dell'altro deficiente, che finalmente vedo per quello che è -un deficiente, appunto-, che pur di non far la fatica di corteggiare una donna patteggia a tavolino, che non ha spinte, non ha voglie, giusto un concerto, per il resto va benissimo che facciano gli altri, sempre gli altri, sempre gli altri.
Sono stufa di monologare davanti ai suoi golfini tutti uguali, sono stufa di decidere da sola, di non sentire mai un parere, uno scambio. Parlare a un poster, come a quattordici anni, è più soddisfacente.

Maggese, pare essere il prossimo periodo.
Poi vedremo, chissà.

12.3.08

Irrazionali si diventa

Pensate alla scena, se riuscite, e soprattutto se avete qualche piccola conoscenza del mio mondo famigliare:

io e mia madre a dare goccine di Rescue Remedy al signor Rainbow, il quale, in pigiamone, faceva le facce come i bambini e diceva cose come "No, sotto la lingua no, che fa effetto prima!!"

...appunto.


Conto di trasformarlo entro un mesetto in Larry Finklestein.