24.11.05

Giusto un'occhiata ai brufoli (prima di andare a dormire)

Parlo con quasi cognizione di causa, in quanto anni fa, al tempo del boom,dovetti leggere il fantomatico libro di Melissa P.
La stessa Melissa P. che oggi prende le distanze dal film della Neri,che non ho visto; la stessa Melissa P. che ha un blog che tutti potrete andare a cercare e che virtualmente potrebbe commentare questo post.
Improbabile,certo,ma mai dire mai.
Non voglio prendermela con lei: troppo facile, già fatto, più volte da più persone.
Non me ne frega niente di prendermela con lei: ho conosciuto persone probabilmente più contorte sessualmente della protagonista di quel libro,e i puritani non sono mai stati troppo nelle mie simpatie.

Io vorrei avvisare tutto il mondo(*), chi grida allo scandalo e chi,in televisione,urla "stra-godetevela finchè potete,e basta", che esiste una contro Melissa P.
Perchè non è che siamo tutte così, nel bene o nel male.
Delle volte la ragazza media è pure peggio,delle volte è meglio, ma sicuramente nel 90% delle volte non è uguale.

Prendiamo una ragazza qualunque, un campione a caso,cioè io.
Ho l'esperienza sessuale di una novizia, e le conoscenze teoriche di Selen.
Mi sono posta una domanda sincera credo su qualunque quesito o dilemma possa esistere sull'argomento.
Non ho mai censurato nessun genere di argomento e mi sono avvicinata alle pratiche più diverse,sempre a livello teorico.
Mi sono fatta un'idea di quello che potrebbe andare per una persona come me, e di quello che non potrebbe funzionare con una persona come me.
Ho fama di gran pervertita,perchè spesso e volentieri non censuro: il sesso esiste.
Però non è il sesso alla Melissa P., quello della mia esperienza;
esistono persone che possono essere responsabili,avere una morale, scegliere cosa sperimentare e cosa no,rifiutare gentilmente proposte magari lusinghiere ma non aderenti alla propria concezione di se stessi senza per questo essere delle suoracce.

Una ragazza può non avere paura del sesso e non essere una puttana, non è un controsenso.

Quindi il mondo non si divide in fans di Melissa P. e fans di Maria Goretti.

Generalmente la ragazza media si fa un sacco di paranoie,conta i brufoli davanti allo specchio e non i succhiotti di misteriosi patner sessuali conosciuti in festini in cui gente bendata mette mani dove non dovrebbe.
Generalmente la ragazza media non si scandalizza spesso e ha una sua sana vita sessuale senza per questo essere additata come una poco di buono o sentire il bisogno estremo di rendere partecipi quante più persone possibili delle sue fantasie.
Generalmente è il suo patner, l'unico a conoscerle, e generalmente questo patner non è stato scelto a caso e intercambiabile con persone di sesso/età/cultura differente come se non contasse niente,proprio perchè scelto,e non preso nel mucchio.
Generalmente questa ragazza media fa qualche errore di valutazione e qualche volta invece si lascia coinvolgere fin troppo dai sentimenti.

Ognuno ha una sua esperienza e io sono una estrema sostenitrice del "tra le lenzuola e nella cabina elettorale tutti devono essere liberi di fare quel che preferiscono".
Solamente che ormai l'attenzione mediatica è puntata su qualcosa che magari esiste, ma non è così come ormai è dipinto,distorto dalla fama,da produttrici sgamate e da scrittrici che hanno imparato la strada per la celebrità.

(*)
Con mondo mi riferisco a tutti coloro che seguono,ad esempio,le polemiche a Matrix,che assediano i cinema per andare poi al caffè accanto per parlarne scandalizzati, parlo di chi sta marciando su questa storia e ingrandisce una curiosità morbosa per una figura probabilmente più rara,in questa precisa forma,di quanto ormai si immagini.

23.11.05

E stai per piangere

Non hai più altro dominio che la sacralità
Di una perdita,l'ultima, della mia complicità

Non stiamo parlando di niente di nuovo,e probabilmente dovrei solo dire a me stessa che sono un'imbecille.
Scrivevo sul mio vecchio blog,due anni fa,circa le stesse cose.
E' che il disincanto è qualcosa che non fa parte di me.
Oggi più di due anni fa, ma evidentemente sono un po' recidiva.
Un'illusione immensa, sfracellata oggi,come prima,come prima ancora.
E' incredibile cosa faccia l'uomo per quello che una donna porta, delle volte suo malgrado,delle volte con cognizione di causa,tra le gambe.
Ecco,questa è una di quelle situazioni in cui io userei "mio malgrado".

Stamattina mi sono svegliata e c'era il sole.
Mia madre si è presa qualche giorno di malattia, e da riposata ci si riesce quasi a parlare.
Abbiamo discusso di cosa sarei andata a fare in università, abbiamo parlicchiato di vecchi abiti, del suo -quasi imprescindibile- viaggio per il ponte di Sant'Ambrogio che io causa esame -assolutamente imprescindibile- dovrò saltare. Tanto mi rifarò,dice lei.
Non ha nemmeno fatto resistenza quando le ho detto che due magliette le avrei lavate a mano io,e che si scordasse pure di toccare il mio cappotto.
Per risposta io le ho ceduto un vecchio maglione stretto,e sono uscita.
C'era sempre il sole, e la mia sciarpina nuova mi proteggeva dal vento,e io amo profondamente questo clima invernale-limpido, il massimo sarebbe stato avere la neve per terra,ma non esageriamo.
Causa largo anticipo, mi faccio a piedi tutta via Dante godendo delle bellissime foto e comprandone qualcuna.
Lo shopping fa bene al cuore.

Poi ecco, quello.
Che per rovinarti una giornata basta davvero poco, un incontro fortuito.
Rimuovo e mi diverto: va tutto benone, studio,me la rido, mi bevo una cioccolata.
Tornando per casa compro il bagnoschiuma-quello buonissimo della Lush,un'esperienza davvero- e mi fiondo diretta diretta nella vasca da bagno.
Immersa tra gli oli essenziali,mentre tento di rilassarmi,torna a galla tutto.
Un leggero fastidio persiste.
Mi avvolgo nell'accappatoio e mi sbatto sul letto,luce spenta,un po' di mal di testa.
Sogno le stesse persone di questo avvenimento,e una donna morta, sulla trentina,vestita di nero.
Ignoro chi sia,era mora e penso bellina, ma era rivolta verso terra.
Cosa vorrà dire?
Sarà la signora Amicizia,crudelmente stroncata dal mio infarto? chi lo sa.

Tengo il germe della delusione in incubazione fino a stasera.
Ed è stata colpa di un altro evento fortuito, che ho scaricato tutta la mia rabbia su un innocente,o insomma,un mezzo innocente.
Stavo davvero per piangere.
E per cosa poi?

Ok, lo dico stavolta e me lo ripeterò finchè non sarò stufa e lascerò che le cose vadano come devono andare.

Perchè c'è una parte del genere maschile che non sa apprezzare l'amicizia di una ragazza.
Che ha bisogno solo di vedere, mentre ci parla, non se con la sua presenza si può arricchire in qualche modo,ma se il suo essere gentile può essere poi trasportato in altri ambiti.
E quando il filone seduttivo si esaurisce,avanti la prossima. Sempre cara amica,ovviamente.
Fino al finale scontato: o si tromba,o ci si perde di vista. E spesso,al primo caso succede il secondo.
Non sono tutti così, lo so bene, ma non neghiamo la realtà.
La mia disgrazia è che ho creduto alla bella recita di Natale (effettivamente il periodo calza) e mi è sembrata così vera che non voglio convincermi della realtà.
Sono stata simpatica finchè ci sono stata.
Sono stata sensibile finchè ha avuto bisogno di me.
Sono stata presa per il culo quando ha voluto testare quanto ancora fossi affezionata.
Sono stata archiviata, giusto per portarsi avanti col lavoro.

Speriamo che la consapevolezza duri quel che basta per non soffrire dell'ennesimo distacco.

Una fine in replica che ci soffoca
La tua luce è debole,e non illumina.

21.11.05

Solo finzione scenica eh?

Bene, sappiate che oggi ho incontrato Alex DeLarge.
Proprio lui,proprio questo qui.



Esiste.
Vi assicuro che esiste e che stasera è venuto nel mio panettiere.
Pensare che mentre stavo entrando gli ho tenuto anche la porta aperta.
C'eravamo solo noi due,e la panettiera,quella cicciottellosa e un po' menefreghista.
Io lì per lì penso che è così bellino,con gli occhietti azzurri e le labbra fini,e quei capelli che messi così mi ricordavano qualcosa.
Mah.
Chiedo il pane,non resisto a una minibrioche alla crema, e aspetto lo scontrino.
Al che lui dice
"Due panini all'olio anche per me,grazie".
Nel frattempo io prendo il resto,e mi giro.
E allora lo vedo.
Altro che caruccio,altro che mi ricorda qualcuno (un vecchio compagno delle elementari?)
Quello è Alexander De Large.
Alex, che mi sorrideva con quel mezzo sorrisetto crudele del pre-cura Ludovico.
L'ho salutato e sono uscita.

Altro che finzione scenica.


20.11.05

Se non fosse stato questo,sarebbe stato qualcos'altro

Ho appena finito di vedere Elizabethtown.
No, dai, non è stato per Orlando Bloom, e nemmeno per la grandiosa Susan Sarandon, oppure sì,probabilmente per tutti e due.
Macchissenefrega.

Questo film parla di un lutto.
E ti mette addosso una voglia di vivere,e di ridere,come pochi altri.
Io non ho il coraggio di Claire, non so prendere la vita in mano e ridere sempre, perchè non sono così forte.
Per paradosso, ero molto più simile al bel Drew, così intento a tenere insieme i pezzi della sua vita tra un grande insuccesso e la morte del padre.

Molte cose,nel film, sono molto realistiche, anche se sembrano surreali.
E' assolutamente realistico trovarsi al telefono con una persona per sbaglio,e scoprire che è stato uno dei migliori sbagli della tua vita,e parlare per ore.
E' assolutamente realistico perdersi in un dolore e scoprire, quasi letteralmente,che una risata ci seppellirà.

Prenditi cinque minuti per gustarti fino in fondo la sofferenza. Sentila, lasciati avvolgere, amala. Poi abbandonala.

La vita è terribilmente preziosa e vorrei davvero riuscire a prenderla con più leggerezza.
Perchè fallisce solo chi punta in alto,e forse è ora che esca a far domandare alla gente che cos'ho da ridere,anche quando ho paura di fare la cosa sbagliata,o quando bussano i peggiori ricordi alla mia porta.

Il concetto del "Vola solo chi osa farlo" ribadito in un film un po' romantico,un po' comico e un po' drammatico.
C'è stato qualcosa di davvero bello,come quando si piange e si ride perchè si è vivi, e basta quello.
Come quando si balla da soli come dei cretini,o come quando si sente tra le mani tutta l'incertezza di qualcosa di sconosciuto.
E si decide di fare un passo avanti.

18.11.05

Seventeen Again

Oggi non è giornata.
Non nel senso proprio del termine, ma oggi è una giornata particolare e sono perfino spaventata da cosa mi sta succedendo.
E' stato un sogno stanotte,e la mia curiosità stamattina di assecondare la sensazione che provavo.
Mi sentivo,e mi sento,come se avessi ancora tredici anni.
Non esattamente,è ovvio,ma quasi.
Ho rispolverato i vecchi cd,e mi sono messa a sorridere, e non ci è voluto nemmeno un attimo prima che davanti ai miei occhi passasse la mia vita di adolescente.
Ricordo perfettamente cosa provavo.
Le grandi passioni, gli amori di carta, le amiche e la scuola, quel liceo maledetto,così grigio e aggressivo.
mi ricordo del primo giorno di Ginnasio, quando sono tornata a casa mi sono messa a piangere stringendo la solita figurina.
Avevo una forza disperata e delirante in tutto, credo di aver sofferto le pene dell'inferno tra i 14 e i 16 anni, ma le superavo: ogni mattina mi alzavo e andavo a fare quel che dovevo fare.
Mi ricordo dei sorrisi e dei momenti in cui mi rifugiavo a scrivere piccole storie nel mio piccolo mondo.
Mi ricordo la scoperta di Internet,questa nuova tecnologia,e la gioia per poterci passare un'oretta alla settimana.
Mi ricordo il centro, mi ricordo di persone che non ci sono più nella mia vita, persone con le quali tutto è finito malissimo.
Mi viene da piangere.
Sono convinta che l'Amore non passa mai,mai negli anni,come non può passare la Vera Amicizia.
Non mi scorderò mai e poi mai cosa queste persone hanno fatto per me, quelle due o tre persone che hanno lottato al mio fianco e mi hanno regalato un sorriso e la voglia di sognare.
Non importa cosa sia successo poi,cosa siamo diventate, quello che è stato è stato cruciale,e non sarà mai dimenticato,nemmeno da parte loro.

Oggi vedo con chiarezza chi ero io, quattro anni fa, cinque,sei anni fa. Ma anche tre.
Mi faccio tenerezza.

E non riesco a smettere,oggi, di sentire le sensazioni di una volta, di ricercare gli stessi volti che mi stavano vicino, di mandare messaggi a persone che facevano contorno,però c'erano,e io me le ricordo.
Di mangiarmi un po' le mani per le occasioni perdute, di sorridere pensando che alla fine sono ancora capace di lottare in maniera disperata e delirante.

Non ne ho più quel bisogno estremo,e quando scrivo il mio diario segreto non finisco a singhiozzare sui fogli da molto tempo.
Non devo più lottare per essere me stessa, ma credo ne sarei capace ancora,e credo che in fondo quella ragazzina di quindici anni così determinata a sbagliare a modo suo,non sia mai morta.

Mia mamma pensa che io abbia sbattuto la testa da qualche parte.
Io, nonostante tutto questo un po' davvero mi preoccupi, penso invece che si può giocare con la vita,prendere in giro il tempo e che non è vero che quando si cresce è per sempre.
Abbiamo tutti il potere di viaggiare nel tempo, di ricordare chi eravamo e di decidere, perlomeno in una certa percentuale, chi vorremo essere.

17.11.05

Basta poco, che ce vo'

Prendete una giornata assolutamente tranquilla.
Passate la mattina a tentare di mantenere la pace coi Babilonesi in Civilization III.
Fatevi una bella pasta per pranzo e mangiucchiatevela guardando Borotalco,un film assolutamente anni 80 (non male,comunque).
Lavate il piatto pensando ai mutamenti di stile di Carlo Verdone,e provate a studiare un po'.
Fatelo tenendo sempre un occhio sui Babilonesi,che non ci si può mai fidare di loro.
Intramezzate tutto questo con telefonate sparse,tra le quali una gentile signorina che mi chiede se voglio mettere Sky (mah,guardi..).
Nella noia più totale, ancora incerta se finire le 100 pagine di linguistica o avvicinarmi al manuale di 400 pagine di Civilization (se devo fare una cosa,la faccio bene,eh), finite a leggere un raccontino di una amica sparso sul web.
Lasciate che questo porti a un collegamento mentale inevitabile.

Vi troverete a scaricare canzoni dei Beach Boys e a fare la cogliona da sola in camera, ridendo come una squilibrata, fino a che vostra madre non entrerà nella stanza convinta di trovare della droga sulla scrivania,come minimo.
In fondo se anche Lapo e quel bell'attore di Incantesimo,perchè non mia figlia?

14.11.05

Tale madre...

Un po' in ritardo effettivamente, ma giusto perchè oggi la donna che mi ha messo al mondo ha compiuto un secolo e qualcosa spenderò due righe per parlarvi di lei.
La mamma è sempre la mamma,e la mia mamma è particolarmente Mamma.
Fatti random:
  • Irascibile. Intendo molto. Quasi quanto me. Non esistono pose di maniera, tra noi. Se non è arrabbiata e sto soltanto prendendola in giro,è capacissima di dirmi cose del genere "sei proprio una stronza". Se lo pensa veramente,non lo dice.
    Capita il contrario: se io lo penso veramente,lo dico.
    Ad ogni modo confondersi è davvero difficile,quindi non si corrono rischi.
  • Quando io e mia mamma parliamo, non ci fermiamo per ore. Intendo monologhi miei per ore, al tavolo della cucina,con lei che pigramente sbuccia mandarini mentre io le racconto le più varie cose. Le piace il gossip, il mio: passa ore a sentirmi parlare di quel che ho fatto,di quello che penso delle persone, di chi mi piace incontrare e chi evito accuratamente,di scontri con chi non sopporto o di incontri più o meno ben riusciti con chi mi sta a cuore.
  • Quando io e mia mamma litighiamo sono cazzi. E sono davvero cazzi. Il minimo che capita sono tre o quattro begli insulti e due porte sbattute. Spesso si finisce in lacrime -tutte e due- . Delle volte, tre o quattro,siamo praticamente arrivate alle mani.
  • E' assolutamente incapace di darsi dei limiti. Ok, qua penso che dovrei avere la consulenza come minimo di uno psicologo per parlare di questo,perchè io ho giusto due o tre blocchi/tabù/terrori/comportamenti compulsivi sbagliati su un po' di cose. A costo di andare contro la mia natura democratica,mi censuro,so di non essere obiettiva.
    Però porca puttana, almeno smettere con le sigarette.
  • Le piacciono i Gem Boy. Avete capito bene. Le.Piacciono.I.Gem.Boy. Quando sale sulla mia macchina è stata capace di fare il muso borbottando "però almeno Drin Drin e Teorema potevi metterle su. Che palle il resto!"
  • E' assolutamente convinta di non saper scrivere. Questo significa che in qualunque momento può spuntarmi in camera iniziando a leggere cose astruse relative al suo lavoro,intercalandole con "Va bene?" "Ma ci metto la virgola o il punto?" "Conosci un sinonimo di corpo docenti [!!??]". Cavoli, ce la potrebbe fare anche da sola!
  • Assolutamente caffeinomane e drogata di giochini tristissimi per computer. Da qualche giorno ha imparato a usare Google, ma si ostina ancora a battere sulla tastiera usando solo il suo dito indice destro.
  • Diciamo che io e lei abbiamo in comune una spiritualità un po' contorta,una morale molto laica ma non possiamo dimenticarci dove siamo cresciute: io in un oratorio,lei in un orfanotrofio religioso. Generalmente ci si capisce.
  • Quando provo a parlarle di politica, le viene mal di testa. Quando provo a spronarla a un qualsiasi genere di voto, "non ho voglia di uscire di casa". Quando tento di commentare qualcosa, puntualmente non ne sa niente e -gravissimo- non ne vuole sapere niente.
Ok,a questo punto iniziano a venirmi in mente un bel po' di difetti e imprecazioni.
Non è colpa sua,eh.
Oggi mi sono svegliata con una quantità di aggressività repressa che la metà basta, sarà stata la parte sbagliata del letto o l'incubo di stamattina che grazie al cielo non ricordo bene,solo molto a grandi linee.

Quindi auguri mamma, oggi non è giornata, ma tanto lo sai, che so che di mamma ce n'è una sola.

12.11.05

Gli omini del cervello

Fuori c'è la nebbia.
Una bella nebbia spessa,da pianura padana,una di quelle belle nebbie che ti ricordano qual'è la terra nella quale ti è capitato di nascere.
La nebbia è strana, mi sto accorgendo che non mi dispiace.
E' un po' una sorta di velo, dopo che ho scoperto il tastino dei fari antinebbia in macchina (no comment,lo so) è tutto diventato molto più facile, un velo può essere divertente,sembra protegga.
Probabilmente è colpa della nebbia,se sono così calma e propositiva.
Propositiva per me significa capace di mettere da parte per un po' una mia piccola paura cronica,che poi è quella dell'essere inopportuna.
Non so mai se entrare nelle questioni,nella vita degli altri, nelle discussioni in punta di piedi oppure facendo un bel baccano,così tutti mi sentono.
Probabilmente è l'incertezza cronica dei timidi, quelli veri, quelli che per spaccare il vetro dell'imbarazzo devono tirare un bel pugno forte e hanno paura che le loro mani sanguinino.
Ok, probabilmente la nebbia mi rende anche un po' eccessiva.
La nebbia,e l'orario: dopo la mezzanotte il mio cervello va in pausa e gli omini del cervello occupano, farcendo la mia testa di ragionamenti astrusi che miracolosamente filano,di vecchie nostalgie che sanno di aranciata sgasata e altre amenità.
Delle volte gli omini sono contenti e felici, e raccontano barzellette e mi fanno diventare un po' incosciente e un po' simpaticona, ma non si sa mai,sono lunatici, bisogna stare a vedere e sperare che siano in serata.
Stasera hanno voglia di scrivere quattro cavolate,e io non posso far altro che lasciarli sfogare, se no diventano frustrati e finisce che iniziano parlarmi appena mi metto sotto le coperte,e passo un'altra notte in bianco.
Non ho proprio bisogno di un'altra notte in bianco nel letto a ascoltare il loro chiacchericcio, a un certo punto diventano anche lagnosi e antipatici e non so come fermarli, in quei momenti vorrei il classico martellone di legno dei cartoni animati da schiantarmi sulla testa: rest in peace.

Le cose accadono e la mia calma zen lascia che si sistemino.
Le cose non accadono,e la mia calma zen mi impedisce di vedere i clamorosi disastri che questo comporta. Un po' come la nebbia,ecco.
La speranza,si sa,è l'ultima a morire, e la mia non è ancora morta.
Rantolava un po',ma le abbiamo dato dell'ossigeno,forse si riprende.
Diciamo che la prognosi è riservata.
Speranza poi di cosa? Tante,tante cose.
Così tante e così personali che stasera non si possono dire.
Non si tratta dei soliti due o tre clichè,perlomeno non solo, qui c'è da costruir tutto, ho raso al suolo una vita intera un anno fa, ho portato il lutto, ho pianto e ho imprecato, ho vissuto in solitudine e fatto pace con gli omini del cervello,ho ricucito qualche rapporto, ne ho stretti altri:
lungi da me aver finito il lavoro.
Siamo sì e no all'inizio.
E' tutto un'eventualità, e la nebbia, la mia calma zen, tutto quanto insomma permettono ai miei omini nel cervello di abbattersi a vicenda con forti dosi di valium cerebrale (una sostanza naturale che viene prodotta dal mio cervello quando c'è la nebbia,nei periodi di calma zen).

Ieri ho visto la Sabina in televisione.
Non è un mistero la mia adorazione per lei,è stata una pietra miliare: prima di leggere il suo libro , di vederla dal vivo, di conoscere quel che faceva e diceva l'ideale di donna da rincorrere e maledire (quando ti accorgi che non è raggiungibile) era più o meno una bella ragazza con le gambe lunghe il doppio delle mie e spesse la metà, magari con una bella voce e dei modi sicuri.
Poi è arrivata lei.
E ho scoperto che la donna che vorrei essere ha sì le gambe un po' più lunghe (e qui non c'è niente da fare),ma soprattutto ha il coraggio delle sue azioni e un cervello incredibilmente attraente.
Hai voglia,ad attrarre con il cervello,con il coraggio.
Io non sono poi così portata al coraggio della barricadera,quello della Sabina, sono più portata alla mediazione.
o forse è soltanto il valium cerebrale,non si sa.
Dicevo, ho visto la Sabina in tv e per me era un po' come una partita dell'Italia per chi il calcio lo segue: avrei indossato la sciarpa dei Guzzanti strombazzando con una di quelle fastidiosissime trombette da stadio,se fosse esistito.
I miei mi guardavano male,mio padre ha perfino cambiato stanza per il gusto di farmi sentire una esagitata.
Si aspettavano tutti chissà cosa,una forza distruttiva alla Oriana Fallaci (la sua,ovviamente)
E invece ciccia.
Una donnina con gli occhietti lucidi,impallata per i primi cinque minuti, timorosa e emozionatissima.
Umana,insomma.
Non avrei più strombazzato a destra e a manca, in quel momento, al massimo l'avrei abbracciata,ed è un'ottima cosa da sentire nei riguardi di una persona,ogni tanto: te la fa sentire più vicina,sembra più umana.
E allora se lei si commuove e balbetta e teme, allora posso diventare un po' così anche io; non è necessario essere Wonder Woman, basta prendere il coraggio a due mani.
Il coraggio si può coltivare, le gambe lunghe se non le hai,non le hai.
Ho fatto un affarone,a cambiare modello femminile da apprezzare.

tutto questo per dire?
Uhm, niente, in fondo.
Per lasciare sfogare gli omini del cervello che sono calmi ma non morti, registrano questi particolari catodici e tentano di ignorare,volontariamente, guerre interne ed esterne,problemi di natura accademica e sociale e chi più ne ha più ne metta.

In fondo se si stringe i denti e si crede un filino in se stessi si può fare tutto.
Io stringo i denti,non credo nemmeno un po' in me stessa, ma la calma zen perlomeno impedisce gli insulti quotidiani degli omini del cervello verso la sottoscritta.

Chissà mai che ne venga qualcosa di buono.

5.11.05

Patetica. Nostalgica. Melensa.

Mi riferisco a un abbraccio così inaspettato e così bello da risvegliare sensazioni sopite da anni.
“Ma non me lo dai,un bacino?”
E via,a pensare a quando mi spediva poesie e io spedivo le mie,e eravamo felici,incoscienti e minorenni.
E oggi si è accorto che avevo lisciato i capelli,e son quelle cose che una donna la mandano in brodo di giuggiole.

E' sempre stato l'unico ad accorgersi di quando andavo dal parrucchiere,anche quando ci vedevamo ai concertini di un paesino che finisce,come tutti qua intorno pare, in -ate.

Mi vergogno così tanto di scrivere ancora di lui.
Era tutto ben chiuso a chiave nel cassetto delle cose finite,quelle che non hanno più cassa di risonanza,e invece ne scrivo ancora.

L'ultima volta,eravamo appena maggiorenni.

Non siamo stati insieme e forse mai sarà così, vorrei togliere il forse ma stasera non è il caso.

E' che mi piacerebbe alzare il telefono e dire
“Te lo ricordi,quanto abbiamo riso?
Te le ricordi le battutacce e le mie domande così innocenti,i tuoi sms dove mi dicevi che come con me non parlavi con nessuna?
Perchè non parliamo più? Perchè delle volte ci vediamo e non riesco più a dirtelo esattamente,cosa sto provando,perchè tu non me lo chiedi più?
Ci siamo sempre avvicinati nei momenti sbagliati, e hai voglia a sentire quel simpaticone del nostro amico che mi dice che per una bottarella a casa mia ci correresti. Non è la bottarella, era il ragazzo che mi passava i fazzoletti di carta quando ero lasciata di fresco e che mi scriveva le mail lunghe chilometri.
Quello di cui mi ero fidata. E avevo fatto bene.
Possiamo tornare così? Voglio avere ancora diciassette anni,e voglio salutarti per la prima volta in vita mia in manifestazione.
Ricominciamo da capo. Coi miei filarini e coi tuoi,cambiamo le scelte, stravolgiamo la storia, riprendiamo da dove abbiamo lasciato,che poi non me lo ricordo nemmeno più, il momento esatto in cui si è sgretolato tutto.
Mi manchi da matti.”

Poi lo so,il futuro non si conosce, non ci si bagna mai due volte nelle stesse acque e via discorrendo.

Ma accidenti,quanto ti ho pensato,stasera.

3.11.05

Senza finestra.

Parliamo, a mente lucida ma non troppo fredda,di una categoria di persone che trovo incredibilmente irritanti.
Non saprei nemmeno usare un termine adatto per definirle,perchè sono l'incrocio genetico tra un portaspazzatura vuoto e un crumiro di altri tempi.
Sorridono,questi individui,sorridono sempre.
E poi te la mettono in quel posto.
Io ho avuto la tragedia di conoscere un esemplare della categoria,e di essere stata tanto ingenua da entrare nella sua trappola, e tanto stupida (perchè una volta si è ingenui,ma la seconda..) a non aver ancora capito che con questa persona io.non.devo.parlare.

Esempio numero uno:
Qualunque attività al di fuori di quella accademica,in università,è non solo spreco di tempo,ma qualcosa di simile al peccato religioso.
Ascoltare questo genere di ramanzine infarcite di bigottismo e poco altro,senza motivazioni migliori, mentre nella mia università si sta tenendo una occupazione ordinata, interessante e senza nemmeno il fantomatico blocco della didattica proprio per non dare adito a persone come lei di blaterare su "non posso usare l'esamificio".
Vorrei aprire una mini-parentesi: è sacrosanto che qualcuno non approvi questa forma di protesta,che è oggettivamente illegale e che può essere bersaglio di critiche feroci e talvolta fondate,o anche senza particolari motivi,per carità,ma in quel modo stile "finirete tutti all'inferno" NO.
Per decenza e un po' di vergogna evito di rendervi partecipi di suoi eventuali commenti su omosessuali,atei,comunisti,extracomunitari eccetera,eccetera,eccetera.

Esempio numero due:
Il suo obiettivo è la Laurea.
Con la maiuscola.
In fretta,e bene,con efficienza.
Peccato che di idee sotto ce ne siano ben poche,e si sia ridotta a chiedere con fare vago,a noialtri esseri umani "Ma..la tesi?"
Chi era con noi e con questa forma vivente ha avuto la brillante idea di tergiversare.
Io no.
Io,entusiasta del mio piano covato da tempo con amore,per il quale ho lottato e continuerò a lottare,immaginando che una personcina tanto zelante avesse come minimo scritto tutta la tesi con anticipo di un anno,racconto i miei progetti sperando in un gesto di simpatia.
o di antipatia.
Ma non mi sarei mai aspettata la classica frase di questo genere di persone.
"Ma è incredibile!!E' esattamente quello che voglio fare io. Con quel prof,tra l'altro. Gli parlo subito. Accetterà, mi laureo prima di te,tanto."
La cosa veramente incredibile è la viltà con cui una persona riesce ad appropriarsi dei programmi di vita di un altra per arrampicarsi su una scala sociale che in un università è completamente senza senso.
Rabbrividisco,pensando a questa persona in un ambiente di lavoro.
Il rosario in una mano e la mannaia nell'altra.
E non è una polemica anti-religiosa: è una questione di predicare bene e razzolare male,di malafede, di viscidume.

L'epilogo di questa triste storia sarà la mia corsa contro il tempo e la mia fiducia che ormai necessariamente devo avere nel docente,sperando sia una persona sufficienemente razionale e corretta da non fare strani giochi e far saltare in aria tutti i miei -nostri- piani.
E questo mi sia da monito,visto che nemmeno oggi sono riuscita a arginare questo blob scuro e appiccicaticcio.
Citando il mio migliore amico "Certo che sei una cogliona."
Sante parole.
Mai,mai confidare i propri progetti professionali a persone così,senza finestra.

può piacermi come sei
ma io non sono come te
grassa e brutta anima
senza finestra
senza finestra

rispettandoti potrei
accettare come sei
ma io non sono come te
senza finestra
senza finestra
(Afterhours, Senza Finestra)

La cosiddetta carriolata di cazzi propri

Premesso che so che probabilmente l'utilità di questo post nei confronti dell'umanità sarà pari a quella della produzione di babbo-natalini di cera nel bilancio delle vendite di oggettistica in pieno aprile;
premesso che so che probabilmente sto solo assecondando un mio innato bisogno di femmina semi-isterica;
premesso che probabilmente questo non è il luogo,non è il momento,insomma,premesso proprio tutto, ora mi metterò a spiegarvi ciò che alberga nel mio simpatico corpicino (non Satana, bensì l'insieme di particolari immateriali propri dell'essere umano).

Io nel bene e nel male sono una persona costante.
Sono felice tendenzialmente in maniera stabile, sono incazzata in maniera stabile,soffro come una matta in maniera stabile.

Bene.
Ultimamente niente di tutto questo sta succedendo.
Capita,e capita in maniera spaventosa da un paio di giorni,che in maniera del tutto incontrollata io passi dal canticchiare allegra e felice alla malinconia più nera.
Canticchio garrula e felice penso quando le mie energie tengono duro nel marasma di cose da fare di questi giorni, ma poi la stanchezza si fa sentire, e oltre la stanchezza il bisogno di qualcosa che non c'è.
E qui inizia la parte melenso-paranoica del post,che potete saltare a piè pari.

Il problema è che essendo io un essere umano e non un androide (preferirei,da androide,credo) sento l'estremo bisogno di condividere tutto con un altro essere umano (nel mio caso di sesso opposto), specialmente le fatiche di questo periodo.
Questo accade con un essere umano,accidentalmente maschio,che però non è altro che una persona vicinissima a me.
Non è quello che sto cercando,ma ho così tanto bisogno ora di sentirmi supportata che in qualche modo il mio cervello va in corto circuito e confonde.

Passerà tutto,quando la fatica sarà meno,e quando sarò diventata più simile a un androide.

Tornavo giusto poco fa dall'università,e sono passata sotto casa Sua, e ho sperato sinceramente di vedere di nuovo una certa,specialissima persona, solo come apparizione fantasma, solo come monito del passato,rassicurazione.
E' successo,può succedere ancora.
Purtroppo non è così,e sì che non è impossibile vivere con me, ci si risparmia moltissime delle paturnie tipo di una ragazza tipo. Certo,ne si hanno delle altre,ma in definitiva non rompo eccessivamente le palle.
E' successo, può succedere ancora.

In fondo casa sua è sempre lì,e la Standa pure, il nome della piazza sulla targhetta non è mica cambiato,l'interno dell'atrio del suo palazzo è sempre lo stesso,la sua finestra aveva la tapparella abbassata.
Quindi,tutto vero.
Storicamente accertato.
Potrebbe (condizionale) succedere ancora,si spera.
Diverso,per carità, ma il concetto, Quel concetto,è uno solo.

Bene, fine dell'attimo di debolezza.
Mi infilo nel letto,e non rileggerò nemmeno una riga,e non cancellerò questo post e non me ne fregherà più niente di questa parentesi smelensa.

P.s.
Se questo post risulta allucinato o sconnesso o imbarazzante o ridicolo,è colpa della stanchezza: a quest'ora di notte mi fa straparlare,e forse è normale così.