18.11.05

Seventeen Again

Oggi non è giornata.
Non nel senso proprio del termine, ma oggi è una giornata particolare e sono perfino spaventata da cosa mi sta succedendo.
E' stato un sogno stanotte,e la mia curiosità stamattina di assecondare la sensazione che provavo.
Mi sentivo,e mi sento,come se avessi ancora tredici anni.
Non esattamente,è ovvio,ma quasi.
Ho rispolverato i vecchi cd,e mi sono messa a sorridere, e non ci è voluto nemmeno un attimo prima che davanti ai miei occhi passasse la mia vita di adolescente.
Ricordo perfettamente cosa provavo.
Le grandi passioni, gli amori di carta, le amiche e la scuola, quel liceo maledetto,così grigio e aggressivo.
mi ricordo del primo giorno di Ginnasio, quando sono tornata a casa mi sono messa a piangere stringendo la solita figurina.
Avevo una forza disperata e delirante in tutto, credo di aver sofferto le pene dell'inferno tra i 14 e i 16 anni, ma le superavo: ogni mattina mi alzavo e andavo a fare quel che dovevo fare.
Mi ricordo dei sorrisi e dei momenti in cui mi rifugiavo a scrivere piccole storie nel mio piccolo mondo.
Mi ricordo la scoperta di Internet,questa nuova tecnologia,e la gioia per poterci passare un'oretta alla settimana.
Mi ricordo il centro, mi ricordo di persone che non ci sono più nella mia vita, persone con le quali tutto è finito malissimo.
Mi viene da piangere.
Sono convinta che l'Amore non passa mai,mai negli anni,come non può passare la Vera Amicizia.
Non mi scorderò mai e poi mai cosa queste persone hanno fatto per me, quelle due o tre persone che hanno lottato al mio fianco e mi hanno regalato un sorriso e la voglia di sognare.
Non importa cosa sia successo poi,cosa siamo diventate, quello che è stato è stato cruciale,e non sarà mai dimenticato,nemmeno da parte loro.

Oggi vedo con chiarezza chi ero io, quattro anni fa, cinque,sei anni fa. Ma anche tre.
Mi faccio tenerezza.

E non riesco a smettere,oggi, di sentire le sensazioni di una volta, di ricercare gli stessi volti che mi stavano vicino, di mandare messaggi a persone che facevano contorno,però c'erano,e io me le ricordo.
Di mangiarmi un po' le mani per le occasioni perdute, di sorridere pensando che alla fine sono ancora capace di lottare in maniera disperata e delirante.

Non ne ho più quel bisogno estremo,e quando scrivo il mio diario segreto non finisco a singhiozzare sui fogli da molto tempo.
Non devo più lottare per essere me stessa, ma credo ne sarei capace ancora,e credo che in fondo quella ragazzina di quindici anni così determinata a sbagliare a modo suo,non sia mai morta.

Mia mamma pensa che io abbia sbattuto la testa da qualche parte.
Io, nonostante tutto questo un po' davvero mi preoccupi, penso invece che si può giocare con la vita,prendere in giro il tempo e che non è vero che quando si cresce è per sempre.
Abbiamo tutti il potere di viaggiare nel tempo, di ricordare chi eravamo e di decidere, perlomeno in una certa percentuale, chi vorremo essere.

1 commento:

Fabio Artigiani ha detto...

Non vorrei inflazionare o essere ripetitivo, ma anche questo post è molto molto bello. Mi ha fatto sorridere di contentezza, forse perché sei riuscita a descrivere così bene le tue sensazioni che ne ho fatto esperienza anch'io. Perciò: grazie di nuovo!