29.4.08

il decennale

Ricordo solo che c'era il sole, era aprile, avevo quattordici anni e la febbre.
Non so nemmeno se è questo o il prossimo, il decimo anno da quando mi misero in mano quei libri e ti conobbi così, come piace a me pensarti, e come ho sempre custodito in cuore.
In fondo però non è importante, se mai è importante l'ispirazione. Il bisogno di conoscere e valicare, per unire.
Parini non me ne vorrà se parlo di te usando parole dirette tempo fa a lui.

[...]
Non io fò voti. Altera aquila al polo
troppo ogni emulo ardire hai tu percorso;
nè da le forze mie spero soccorso,
picciole forze a così grande volo.

Sol vuò di te la schiva anima, e il retto
non domabile ingegno, e l'ira e il forte
spregio pe' i vili, e la parola franca.

E voglio, e posso. Tu mi reggi e affranca:
chè tu sai ben ch'io per'l tuo fiero petto
aspro vivere eleggo e oscura morte.

G.Carducci - Giuseppe Parini

27.4.08

Amore freddo

Felicità: ci vorrebbe un prete
o un Mondo delle Idee comprensibile


Le manifestazioni per me hanno sempre avuto un significato particolare, rituale, emozionale e catartico, prima ancora che politico.
La prima manifestazione della mia vita l'ho vissuta solo dopo che si era conclusa: saltare scuola era fuori discussione per il mio Superio ipertrofico, così mi sono limitata ad andare a vedere come stavano gli altri all'ora di pranzo, correndo, sperando di incontrare qualcuno.
Fu allora che un uomo con i rasta si accovacciò davanti a me, chiamandomi signorina e presentandosi con un nomignolo che lo accompagna tutt'ora, ora che il nostro rapporto è probabilmente quello ritratto dai Baustelle, che stasera hanno deciso di raccontarmi la mia vita: ci siamo amati, ed odiati, e traditi, e non c'è più limite.
Fu in un'altra manifestazione che un ragazzino vestito di nero con i capelli color del grano e gli occhiali da sole scurissimi si girò, inclinando il volto un po' verso il basso per vedermi e per pensare -testuali parole- carina però.
Fu in manifestazione che mi innamorai, incosciente e felice in piena primavera.
La manifestazione di questa primavera mi è capitata tra capo e collo un po' per caso, era un morettiano vengo, non vengo, ma è meglio se vengo?no, dai non vengo. Ok, vengo.
Soltanto camminando sulla via per la stazione ho risentito il tepore, ho rivisto i miei jeans avvolti in una bandiera nera e rossa, come in un film, e mi sono chiesta quella ragazzina cos'aveva da ballare nei prati in fiore, cosa la spingeva a sembrare un'anarchica hippy senza nessun problema.
L'ho invidiata tantissimo.
Ho avuto un po' paura, lo ammetto, di incontrare quella sagoma alta e riconoscere i capelli d'oro, ma non mi è più interessato.
Ve lo giuro: nessun dolore.
E allora ho lasciato la ragazzina a ballare sui prati, e il ragazzino a barricarsi dietro quella bella sfrontatezza dell'età.
In manifestazione quest'anno c'è andata una donna, che ha sorriso come una bambina quando quasifratello le ha detto di infilarsi le stringhe delle all stars dentro, che non c'era tempo per allacciarsi le scarpe, per poi commentare "brava la mia diciottenne".
Chapeau.
Quando lei lo baciò, disse:
Amore, non farmi male
Non farmi soffrire
Ho fatto un sogno: tu c’eri
[..]
Quando lui la baciò,
si sbagliava
Forse mentiva
[La vita va, Baustelle]



26.4.08

Sere come questa

Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: “Michele vieni in là con noi dai…” e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo…”. Vengo! Ci vediamo là.

25.4.08

25/4/08

Quest'anno il centrodestra non va in piazza, la Moratti non partecipa al corteo di Milano, comuni come Alghero cancellano "Bella Ciao"dal programma.
Da Repubblica.it

Insomma, qualche brutta sensazione, oggi, ce l'ho.
Ad ogni modo: resistere ,resistere, resistere.

[E sotto in piazza sempre meno gente, due partigiani ancora vivi e nient'altro, e la corona che davvero sembra un rito funebre e non di gioia, e insomma, a me vien da piangere]

19.4.08

Imprinting

Dave segnala,creandomi un corto circuito non indifferente, la sigla di un cartone d'annata.
Sebbene io sia dell'84 in Italia veniva trasmesso nei primissimi anni novanta, nei quali già giravo per casa cantando "uouououooooo".
Splendido, assolutamente splendido, solo oggi, 17 anni dopo, scopro che il testo diceva from my video to my radio, ma il ritornello si è infilato nel dna.

Però c'è addirittura di peggio.
In un momento di amarcord ho scelto di vedere se c'era quell'altro..quello che mi piaceva tanto.
E tanto davvero, che di pomeriggio mi arrampicavo letteralmente sul divano del salotto e lo guardavo, con simpatie e antipatie e un sacco di voglia di diventare grande. Quando avrò undici anni, pensavo, quendo avrò undici anni sembrerò Barbie (quella con il rossetto scarlatto e i capelli biondi, non una barbie a caso) e potrò fare queste cose.
Non sembro Barbie, e quelle cose arrivarono qualche anno dopo i terribili undici.
Intanto con il senno di poi ho capito tante cose:
perchè odio le smorfiose che se la tirano
perchè mi fanno ridere i ragazzi pagliacciotti e buffoni
e perchè io proprio al fascino del mascalzone, non resisto affatto...

Dovrei chiedere i danni ai produttori del cartone ;)

16.4.08

Nostalgie lampo

Mi manca il teatro.
Che sembra assurdo perchè è passato tanto tempo, tanta acqua sotto i ponti.
Ed è una sensazione inutile: sono senza talento, e senza tempo per coltivare un hobby del genere, che ti assorbe la vita poco a poco meglio dello scottex.
Però mi manca, e mi manca tanto, l'idea del tutto amatoriale del teatro, l'idea di faticare, di piangere, di ridere da matti.
Mi manca la frustrazione, il tentativo, il secondo tentantivo, il terzo tentativo e il quarto -che non è ancora giusto, magari, prova un'altra volta...-
Mi manca l'imperativo: lasciati andare.
Perchè l'unico modo per imparare il teatro è quello di imparare l'abbandono, ovvero la cosa che è più lontana dalla mia psiche in assoluto.
L'abbandono e la disciplina fanno veramente l'amore, in teatro, proprio loro che non si incontrano mai nella vita di tutti i giorni.
E uno spettacolo ben riuscito è meglio di un orgasmo.
Non resta che intestardirsi e sbrigarsi, che presto sarà il momento del lavoto 8/18, e presto davvero, il sabato potrò rinchiudermi in una stanza vuota e dedicare corpo e mente alla disciplina che ritengo più completa al mondo.

15.4.08

La Catastrofe

Un tempo aveva un sogno stupido: un nucleo armato terroristico

Passate tutta la notte svegli.
Tormentati dai problemi del paese e i propri problemi contingenti.
Mal di gola, troppa teina in corpo, nessuno con cui parlare, la sensazione incombente di dover fare qualcosa quando qualcosa non si può più fare.
Immaginate di vedere sullo stesso baratro pubblico e privato. E di non trovare sollievo in nulla, nemmeno nei paradisi artificiali che la mia mente riesce a inventare automaticamente come difesa.
Poi il mattino imbattetevi in un genitore incazzoso e affetto da sindrome di tourette, o perlomeno con tutti i sintomi.
Avvolgetevi in un cappotto, inforcate gli occhiali da sole più scuri che avete e buttatevi in strada.
Non sono serviti più di cinque passi per capire che mi sono trasformata, irrimediabilmente, in lei.

Ora, qualche oretta di sonno può aver conciliato più miti consigli, sicuramente, ma qui si è davvero allo scatafascio.sniff.

Senza parole

La situazione non c'è bisogno che la riassuma, la sappiamo tutti, la sapete tutti.
Il mio grado di disincanto, di timore, di rassegnazione e di rabbia nello stesso tempo è proporzionale alla presa di coscienza.
Che è sempre maggiore, via via che il tempo passa.
Sono perplessa, sfiduciata e timorosa.
Inzio a guardare le vie d'uscita: in fondo, ho una amica spagnola...

14.4.08

Basta un film

Siamo esseri piccoli, patetici, aggrappati con le unghie ai sogni e ai puzzle che non si finiscono mai del tutto, e appena li finisci ti cadono e si frantumano.
Siamo liquide, davvero, e ci infiliamo in ogni pertugio, e la ruggine blocca i punti dove siamo passati e ci impedisce di tornare indietro.
Siamo ridicole, con le nostre piccole manie, con questa disperata e incredibile voglia di piangere e ridere nello stesso istante, ognuna con il suo passato e i suoi fantasmi.
Chi ama la schiettezza e chi ti implora perchè è così tanto che non riceve un bacio d'affetto.
E al telefono, ti viene in mente, al telefono tutte le sere, quella frase improvvisa e così familiare, per quella voce, che quasi ti sembra di vedere le mani aggrappate alla cornetta...ma tu mi vuoi bene?è vero che non sarò sola tutta la vita? appena prima del nuovo vestito, del nuovo rossetto, della dieta per essere bella giovane ed adolescente per altri dieci anni.
E facciamo tenerezza, tutte perse dietro matasse che seguiamo come gatti, dietro uomini che ci ostiniamo a cambiare, o a tenere, disperatamente aggrappate a un mondo solido dove i mulini bianchi esistono, dove il lavoro è uno, e non cambia ogni quattro mesi.
Ognuna si cerca il suo equilibrio: si cammina sul filo di un matrimonio che funziona grazie a un amante,si cammina lievi su una giovinezza che non ci si può permettere di abbandonare,si stringe tra le mani un figlio improvvisamente diventato galera,o ci si rifugia nell'altalenìo continuo di pasticche e depressioni, perchè per un uomo oggi si muore.

Sì lo so, il precariato è il concetto fondamentale di Riprendimi, la commedia, il melò, questi uomini bambini che quando il giocattolo si rompe lo buttano e ne cercano un altro. E poi un altro. Fieri di non essere mai cresciuti, orgogliosi di non guardarsi mai in faccia.

Ma vuoi mettere un film diretto da una regista, che mai tanto chiaramente ha parlato dell'energia profonda e assurda che spinge una donna a raschiare con le unghie il fondo del barile, a pulirsi cuore e coscienza con la trielina sentendo male ma senza smettere, prima di rialzare gli occhi e accennare, finalmente, un sorriso incredulo e ridanciano?

Post scriptum post adolescenziale post filmico:
Quando è toccato a me, continuavo ad ascoltare 'sta canzone (oltre a Laura dei Marlene, oltre a un sacco di roba che fa malissimo, ovviamente). Ero una fresca fresca post adolescente, abbiate pazienza. Ma il collegamento mentale mi ha fatto sorridere e ho pensato che questo è il mio blog, e ci metto quel che voglio. Anche i brandelli di quando mi son trovata io a lanciare oggetti dalla finestra, ubriacarmi nei parchetti e piangere tutte le lacrime che avevo.

13.4.08

La vedo male

Sono schifata, preoccupata e pessimista.
I miei nonni, tutti e due antifascisti dei quali vado estremamente fiera, possono rivoltarsi nelle tombe: i loro pargoli, verosimilmente, in qualche modo hanno dimenticato la lezione, o la speranza.
Io no.
Ma non basta una ragazzina di fronte a un mondo di disillusi, e il mal di stomaco è reale e motivato.
Resistere, si diceva. Resistere.

11.4.08

Certe notti

Certe notti sembra che tu abbia ancora sedici anni, con i bonus.
Le canzoni le conosci ancora, ma non tutte: il gruppo sul palco suona e sembra invecchiato, il cantante non c'è più, gli ideali..dove sono gli ideali? in quale tasca del cappotto li ho messi? che il cappotto regge da cinque anni, e di concerti dei Modena City Ramblers, ne ha visti...
li ha visti quando sventolavamo le nostre credenze al sole e ci baciavamo in un giorno di pioggia, quando correvamo sotto gli ombrelli tutti stretti per ripararci.
Finalmente nel posto giusto. Che c'è sempre un po' l'impressione, nella mia vita, di essere costretta a mediare, a dover mettere dei ponti. Li nessun ponte, mai stato, dagli anni della minor età.
La compagnia bella, nuova, incredibilmente irreale, come il ragazzo bello/ricco/stronzo/intelligente/simpatico e potente che non si capisce se gioca o no, ma ti riempie di sbaciucchiamenti, e per un attimo...solo per un attimo...ma poi insomma, gli amici non limonano mica così solo perchè si suona una canzone in inglese che ha un ritornello dolce e che nessuno, ma nessuno, sa cos'è.
Che poi, siamo mai stati amici? forse no, ma stasera lo eravamo tutti.
E mentre con la testa abbracciavo intenerita la rainbowsparks diciassettenne, che piangeva di notte sul cuscino perchè tutte le amiche intortavano e lei, poverina, si beccava gli sfigati piangenti (le sere che andava bene), con le gambe ballavo e intrecciavo i passi e gli sguardi e il pesciolino è caduto nella mia trappola.
Plop.
Ora ho il numero di un tizio che pare simpatico, ma che non è nessuno, se non una caramellina all'ego di una me ormai lontana, stretta nello stesso cappotto che mi sono stretta io addosso, quando una pioggerella leggera mi ha accolto di nuovo, all'uscita in questa città gelida, così strana... la giri tutta e sembra una gran stronza.
Invece, basterebbe entrare in un portone a caso per una nicchia di calore...il gioco inizia quando scopri che quella nicchia cambia posto ogni volta, e nessuno ti dice dov'è.

8.4.08

Oggi non parlo di Alessandro.

Eh, ecco, non parliamone.
Anzi, sciacquati quella bocca che ti ritrovi, che tu sei la vergogna del paese, e la manifestazione che la meritocrazia in italia è pura leggenda.
Sono rimasta allibita, un po' mi veniva da ridere, un po' da piangere, un po' ringrazio il cielo che davvero si sia lanciato su Napoleone o avrei provato a fare una sommossa, non so, andavo lì e gli tiravo un cavalletto in testa come in tempi d'oro fece qualcun altro.
Quest'uomo è miliardario.Una cultura se la può fare.Vi prego di prestare attenzione:
  • lasciando perdere il turpiloquio, che può essere studiato per attirare un pubblico giovanile di non eccelsa cultura;
  • lasciamo perdere (ma non troppo) il fatto che non ha idea di cosa diavolo sia la storia, e parlo della storia più conosciuta, non dei particolari (ma anche solo le frasi fatte, tipo "è stata una waterloo", le ha mai sentite?)
  • non è in grado di concordare l'aggettivo col nome. Nè il predicato con il soggetto (una delle aziende più belle che esiste al mondo!)
    Lo ripeto: non è in grado di far concordare nome e aggettivo, predicato e soggetto.
    Ancora, con altre parole: non sa usare il singolare e il plurale.
  • ...come fece NAPOLETONE? Il cugino del toblerone, certo...

E disen poor Italia, poor Italia
e disen poor Italia, poor Italia
e disen poor Italia, poor Italia, poor Italia, poor Italia
(Poor Italia, Davide van de Sfroos)

7.4.08

Achievements

  • Ho una mise da donna seria che è una bellezza. Allora c'è speranza.
  • Ho due soldi per pagarmi le vacanze
  • Ho quintali di pagine da scrivere, e una schedule da rispettare (in inglese fa più figo)
  • Ho ritrovato un vecchio archivio di canzoni che ascoltavo nel 2004: una rabbia e una freschezza che non vi dico. Niente a che vedere con le incommensurabili (e deliziosissime) pippe mentali che mi somministro giornalmente oggi (e che si somministrano molti di voi, declinate in diversi modi: quindi o mi dimostrate che ascoltate gli 883, o non fate quelle facce...sì che le vedo)
  • Ho sonno e la tisanina alla passiflora come le nonnine
  • Ho collezionato figure di merda ma una buona dose di abbracci e di fortuna: una scrematura degna dell'evoluzione darwiniana mi ha regalato qualche momento solo con i migliori, o perlomeno, i migliori in questo momento.


Sta succedendo qualcosa, comunque, dentro me: me ne sono accorta aprendo l'anta dell'armadio, guardando le tre boccettine di profumo e pensando che nemmeno una di quelle fragranze rispecchia perfettamente come mi sento ora. Ho optato per la meno peggio, ma non va bene, non ancora.
Sì, sono donna, e noi donne ragioniamo spesso e volentieri di olfatto.

5.4.08

Come un acido che ha preso male

Horror trip L’”horror trip” o “bad trip” è una brutta esperienza legata all’assunzione di sostanze psichedeliche. Si può verificare sia da subito, che alcune ore dopo i primi effetti. Si comincia ad andare in paranoia, ci si sente agitati, angosciati, e non si riescono più a gestire le proprie azioni. Tutto ciò può essere relativamente di bassa intensità, ma può diventare un vero incubo, con crisi di panico e psicosi. Solitamente quando gli effetti della droga svaniscono anche l’angoscia se ne va, ma purtroppo il cattivo viaggio può diventare un vero trauma in grado di scatenare fobie, stati confusionali e angosce durature.

No, tranquilli, non mi drogo ancora. Magari. Ma quello che succede -realtà?Paranoia?Metà e metà?- ha proprio gli stessi effetti. E anche le cure tenerissime e amichevoli di persone che (non tutte ma qualcuna) passeranno di qui...sono molto simili a quelle consigliate.

Se un amico sta avendo un brutto viaggio cerca di mantenere la calma e di fare il possibile per tranquillizzarlo. Portalo in un posto tranquillo e ben areato, parlagli e rassicuralo ricordandogli che gli effetti della sostanza scompariranno. Se però chi è sotto acido non riesce a liberarsi del suo delirio non bisogna esitare a rivolgersi ad una persona qualificata. Un medico può somministrare rimedi che consentiranno una rapida discesa degli effetti.

Grazie.

Crudeltà zen

What you give is what you get.
Il più delle volte.

Vedere colei che mi ha fregato la tesina per finire l'università in fretta, mentre io affogavo nella palta; sentirla salutare e offrirmi da mangiare, soltanto per dirmi che ha dovuto cambiare tesista per la specialistica, quindi il suo lavoro ritarderà da impazzire: non ha prezzo.

3.4.08

Non ci posso credere

Con le mie manine palmate ho scoperto la gioia di feedburner.
E insieme alla gioia di feedburner, ho scoperto di avere 20 iscrizioni al feed di questo piccola cuccia di pensieri.
Alziamo un calice ai miei venti lettori manzoniani, mentre incoraggio almeno altri cinque fortunati a fare lo stesso: sarà meraviglioso essere alla pari con il più schizoide, ossessivo compulsivo, bigotto e un filino reazionario degli scrittori italiani.

1.4.08

Il professionista perfetto

- 1984, eh? Come il libro...
- Già, come il libro...
- Allora vediamo. Sei un fototipo chiaro, mi sa che sei un fototipo uno...
- ..se vuole coniamo anche dei numeri negativi per me, e pensare che dei miei amici vogliono portarmi in Grecia...
- Eh, dai, è bella.
- Ma c'è il sole!
- Effettivamente non trovi un'albero nemmeno a pagarlo. Comunque se ti proteggi, il sole ti fa bene, anche all'acne..che tra l'altro, va via solo invecchiando. E ti sta passando, fossi in te mi preoccupererei.
- Eh, un po' anche io. E per questo..
- Quello? qualcuno ti ha detto di asportarlo? così ti rimane la cicatrice, bella cretinata. Va via da solo, fidati. Intanto, se proprio vuoi far qualcosa per la tua pelle, prendi questi...e un estratto di calendula..
-Calendula? Ma lei usa prodotti naturali?
- Quanto mi è possibile. Non sempre ovviamente, ma sai, la pelle è delicata. La tua poi...
- Io la amo, lei è per caso sposato?
- Sì, ma non è importante.

Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.
Le ultime due frasi potrebbero non essersi mai verificate.