29.2.08

Doveroso

Scrivere un post il 29 febbraio.

Nel quale vi dirò che una bambina (evidentemente sotto droghe) mi ha paragonato a Kristen Dunst, e che Mrs. Lovett mi ha affascinata e disgustata, purtroppo, nel finale del famoso film di Tim Burton.
Diciamo che sono in movimento.

28.2.08

Uargh

Ho urlato, così, a metà di un pomeriggio silenziosissimo.
Non c'era nessuno in casa e vi assicuro che non ci avevo pensato prima, ma ho fatto bene.
Ho urlato per lasciare uscire questo nodo in gola che ha poco a che fare con la tosse residua.
Ho urlato per tutte le occasioni perse.
Ho urlato per tutte le paure che si sono annidate in un angolo del mio stomaco, e hai voglia a toglierle.
Ho urlato perchè sono terrorizzata dal futuro e non riesco a muovere un passo per sbloccarmi.
Ho urlato perchè mi manca da morire una carezza, una sola, da chiunque.
Ho urlato perchè sono stufa di girare per casa come un fantasma senza passioni.
Ho urlato perchè credevo di avere qualcosa che invece non ho.
Ho urlato perchè forse sono morta e non lo sapevo.

Adesso penso che piangerò, ancora un pochettino, magari sotto la doccia, e speriamo che domani arrivi la spinta giusta per uscire di casa e iniziare a costruire, e a sentire questo dolore al diaframma attutirsi.
Piano.
Piano.

23.2.08

Effetti collaterali

Influenza tenace e relative cure portano a effetti non prima considerati:

  • Ingurgito quantità allucinanti di televisioni trash e scopro di odiare con tutto il cuore e il fegato e i miei polmoni provati quella deficiente biondina che alla fine di un dolce rivoltante si risolve con "massì, è quello giusto". La donna giusta per un uomo abusivo. E sua madre, con lei.
  • Amici di Maria non si può guardare, è una cosa quasi peggiore di Buona Domenica. Ma c'è un biondino educatissimo, che lì è come un orca in mezzo al deserto, che merita il suo minuto di gloria.
  • Sentire il nome di Lui nel mezzo di una frase, così, en passant, è stato sufficiente a darmi una minifitta al cuore. Andiamo bene...ma credo che, tutto sommato, sia soltanto la clausura a far 'sto effetto.
  • Il mio aspetto fa letteralmente schifo.

Ancora due o tre giorni, e tutto questo finirà.

21.2.08

It's raining men

"Sta lì, che sei tutta piena di viris" (MammaRain)

..ma magari, fossi piena di uomini, magari.

20.2.08

Sivvabbè

Quando canticchiavo amare il rogo, amare il suo bruciare, non intendevo farmi venire una febbrona da cavallo che non si è placata nemmeno oggi.
Il quarto giorno di trentotto di febbre.
Inizio a sentire il bisogno degli antibiotici, ma ormai il delirio mi è così amico che la fatica,quasi, non la sento più.

16.2.08

Bisogna scrivere

Mi accodo agli applausi che ovunque, nella blogosfera, si alzano di fronte ad Amen dei Baustelle.
Nello stesso tempo mi guardo allo specchio e penso che forse dovrei smettere di innamorarmi così dell'arte e della musica, ma è sempre un modo per aprire il mio cuoricino un po' poco elastico, come i muscoli delle mie cosce.
Se volete una recensione seria davvero, leggete la sua.
Io qui vi riporto soltanto i deliri che ieri notte ho scribacchiato su un foglio, sdraiata a metà sul mio piumone.

Mi è entrato nelle vene subito. Alle tre di notte. E siccome bisogna scrivere, io lo scrivo qui. Che in questo disco c'è tutto, c'è il mondo e ci sono io, chiamata in causa e chiamata per nome; ci sono gli occhi neri di qualcuno del leone, il grande amore in Centrale tra i cocci, preghiere e aneliti, c'è tutto quel che serve per non farmi dormire e per farmi scrivere che amo questo disco. Tutto quello che serve per dire subito chenon so se farà storia questo cd, ma la mia storia l'ha già fatta. Evivva la musica, sempre salvifica e reale, niente sconti, ma Grazia ed Orrore abbracciati nella melodia e nelle parole.

Ps.
Momentaneamente, per ovvi richiami alla mia vita contemporanea, Dark Room è un pugno nello stomaco assolutamente delizioso. Parimerito con Baudelaire, che mi ricorda tante cose seppellite dopo i miei sedici anni, ma necessarie.

Update:
Ve l'ho già detto quante volte, che chiedo all'Altissimo di farmi rinascere, la prossima vita, con la voce eccezionale di Rachele? Gli occhi no, sto bene così, grazie.

15.2.08

I casi della vita

Chi se lo aspettava un San Valentino così, con te davanti spaiato, con me mezza brilla a offrirti da bere e a pensare che è proprio strano, ritrovarsi dopo tutti questi anni, riguardarti le labbra e pensare a quella figuraccia a quell'errore del quale non abbiamo fatto cenno.
Abbiamo fatto cenno del prima, del dopo, di altri particolari forse poco importanti ma non di quello, perchè quello non è mai successo, forse, in fondo è la storia che decide qual è la verità e non viceversa.
E' strano e bello capire che avevi ragione, molto probabilmente. E che se di questione ormonale si tratta(va?), si può tranquillamente tenere a bada, anche se certo, divertente è stato divertente, no strings attached, quindi...

14.2.08

Ma Carnevale non era passato?

Muahahahah.
Che tristezza.

Ma dai?

Ma pensa, è san Valentino.
Un anno fa come oggi uscivo con un tizio interessante, o perlomeno, sarei uscita.
Il solito abbaglio, ovvio.
Oggi come oggi sono tutta efficienza-lavoro-casa-danza e via dicendo.
Insomma, il mio cuoricino batte al massimo per me e i miei cari.
Non ve lo sto nemmeno a ripetere che sotto sotto la cosa mi dispiace, che mi macererei volentieri nella disperazione, che tanto lo sapete.
Intanto una bella ramazza per togliere il superfluo, e si va avanti.

11.2.08

Istruzioni per l'uso

Prevedo che per un po' non mi si vedrà su questi schermi -diciamo fino a dopo l'esame, e alla successiva sbronza allegra o triste a seconda dell'esito-.
Sto ancora, lentamente, elaborando quello che è successo, e nel farlo anche molto del mio modo di essere ed approcciarmi.

Appunto qui, nel caso approdi un incauto corteggiatore o se non altro come pro memoria stampabile e consegnabile a mano agli interessati, che:

  • Scordati di trovare in me una beghina. Io non mi vergogno a parlare di sesso, non mi vergogno a dire la parola utero, rido alle barzellette dei maschi. Non trovo nulla di deplorevole e nemmeno di poco femminile nel non ammantarmi di una pudicizia che sa tanto delle famose tre scimmiette non vedo-non sento- non parlo.
  • Sono femmina. Sempre, tanto per cominciare. Ma per soddisfare la fantasia tipicamente maschile della femme fatale, c'è bisogno che il diretto interessato se la sia guadagnata, la sfilata privata. Per il resto mi presento come mi pare. Infighettata in biblioteca, in jeans luridi la sera, non è importante.
  • Per diventare interessante, non ho bisogno di censurarmi e di nascondermi dietro alla manina da geisha che lascia intuire un sorriso o una confidenza di quelle che no, proprio no, non ci si può permettere.
    Non me la meno. Se ho voglia di parlare, parlo. Tranquillo che ci sono cose che non sa nessuno e che non dico a nessuno, anche se mi vedi chiaccherare tre ore nonstop.
  • I maschi non vogliono tutti saltarmi addosso, quindi evita di essere geloso. Un buon novanta per cento delle femmine dei dintorni verranno viste da me come potenzialmente pericolose,perciò aspettati la DIGOS.
  • Faccio ammenda con una serie di coccole e coccoline e vezzi e piccole attenzioni, ti porto le sorpresine, cucino, ti accompagno alle tue fottutissime partite di calcio o alle tue noiosissime lezioni di economia dei Paesi Bassi applicata.Se mi vuoi, ovviamente. Non ti costringo a partecipare al corso di cucito o a guardare Amici di Maria de Filippi. So sacrificarmi per una relazione, ma allo stesso tempo voglio una relazione libera, dove nessuno si annulla per conformarsi a nessuno, che se no sai che barba.
  • Patti chiari e amicizia lunga: la gente che dice una cosa per un'altra mi innervosisce.
  • Non trovo che sia sexy soltanto il non parlare e scoprirsi a gesti come in una partita di Indomimando. Trovo che sia molto intimo lo scambiarsi opinioni, tirarsi i capelli, litigare, confidarsi figure di merda e particolari debolezze, ricordi di gioventù e possibili desideri futuri. Sono brava a Tabù, ma voglio esercitare tutto il mio vocabolario.
  • Io sono mia. E basta.
  • Pensa quel che vuoi, io penso quel che voglio. Le gare di retorica servono solo a conoscersi meglio, l'apostolato o la propaganda li lascio fare agli estremisti di ogni genere.
  • Non ti dirò mai quanto mi piaci. Ti parlerò di quanto mi sono piaciute altre persone, guarderò il tavolo di legno e arrossirò, cambierò discorso, ti prenderò in giro. E non è che "non sei interessante, se no una spigliata come me te lo avrebbe detto". E' che sono pudica. Molto.

Come vedete, il problema è che chi mi sente parlare mi prende per una cugina, o per un maschio, o per una mangiauomini. Invece sono il contrario di tutte e tre le cose, et excrucior.

10.2.08

Paradossi

"...io e te in fondo siamo uguali, no?"
Sei tu a dirmelo, e io muovo un po' la testa, mettendo una certa distanza.
Ma una volta lo pensavo.
Difatti lo scrivevo.

Adesso non si capisce, però fa piacere vedere che mi cerchi, che mi chiami accanto con la manina sulla poltrona, che sì, noi non ci si ama, ma si può essere amici.
Che la cura inizi già a far effetto?
O solo gran botta di culo?

9.2.08

Life planning

Non vi spaventate per la mia assenza più o meno prolungata...manco da questi schermi perchè, nel mentre, la mia vita reale, dove ho un nome e un cognome, sta avendo degli scossoni.
Fox diceva
"se alla fine del 2008 vi sentite come all'inizio, cari i miei verginini testardi, è solo perchè vi piace lamentarvi".

Ora, a me piace lamentarmi, ma posso dire con certezza che le cose non stanno ferme.
Mi correggo: io non sto ferma.
E vorrei tanto che la Rain di domani fosse la Rain di oggi sia molto più simile alla famosa frase di Timi di quella di ieri
"Ogni uomo vorrebbe essere una donna. E ogni donna è già un uomo migliore"

Voglio davvero vedere se riesco a utilizzare me stessa più del solito quaranta per cento.
Ci aggiungiamo un bel venticinque per cento di amicizia con la mia parte corporea, un altro bel quindici per cento di responsabilità da adulta che non mi sono mai presa, e vediamo se l'ultimo venti per cento verrà da sè.
E anche se le percentuali fossero più basse, sarei contenta lo stesso.
In fondo mi piace il sudoku, sono una burocrata di me stessa delle volte, con la disciplina militare che mammina cara mi ha inculcato a forza.
Ma mi concedo i miei tempi, e i miei colpi di testa, e sempre remando dove voglio io, riuscirò a imparare a seguire, magari solo un pochino, anche la corrente.

4.2.08

Il post

I post migliori, come ogni blogger che si rispetti sa, sono quelli che non sono mai stati scritti.
Quelli nella propria testa, quelli del "che bello se ora avessi una connessione".
E direi che ieri notte, avevo in testa un post meraviglioso.
Ce l'avevo in testa alle due di notte, dopo un bicchiere di vino rosso vivo un paio di tiri di qualcos'altro (abbiate pazienza, ma c'è una possibilità su centomila che mio padre legga...e se legge, ce ne sono almeno dieci su due che mi chiude in casa vita natural durante.capisciamme.), ce l'avevo in testa mentre barcollavo, ridendo, verso il portone, fallendo miseramente nel primo tentativo di chiave-nella-toppa.
Al secondo è andata meglio.

Paolini dice, in Diario d'Aprile, che si sceglie da che parte stare in un secondo.
Io quel secondo l'ho vissuto molti anni fa, dopo un certo peregrinare scomposto, quando mi sono trovata in un famosissimo locale rockettaro milanese chiamato Rolling Stones.
Sentivo che quella era Casa, che quella ero io, molto più che i goffi passi in un salone dove ci si esibivain balli di gruppo.
Con le persone che mi hanno fatto sentire a casa quella volta, Quasifratello in testa, ho preso e sono andata in un altrettanto celeberrimo centro sociale milanese.
Occhi Verdi, un uomo affascinante e antipatico come una carie ricordato per la figura di merda che feci la prima volta che lo vidi (sarà lui che tende a incontrarmi brilla), si è mollato con la tipa.
Un veeeecchio filarino si è mollato con la tipa.
Insomma, due degli uomini più sexy e complicati e impossibili da sopportare sono a piede libero.
Il che un po' mi perplime,ecco.

Il MiAmiAncora, in una parte del locale, era in pieno svolgimento.
Lascio gli altri a farmi le boccacce ("Ma che indie e indie...") e faccio a tempo a bearmi, sola, dei Settlefish.
Sento una fitta fortissima di nostalgia.
Niente cielo aperto, ma Pertini sorride ancora, ricordando che da qualche parte in noi si nasconde della brava gente.
La musica è ovunque, ma non ci sono lucciole, non ci sono prati, e non ci sono affetti di nessun genere, in quella stanza.
La musica è spoglia, mancano le sfumature, anche se chiudo gli occhi e, come sempre, mi fa sentire libera.

Esco di nuovo, c'è dell'hip hop chiassoso, ci sono mezzi abbracci e gente di sasso che mi ignora simpaticamente, ma poca.
C'è che sono lì con la mia testa leggera, e penso alle nuove cose che farò e che non so fare, penso alla vertigine di rendermi ridicola, penso che se lui non mi vuole non è sto gran problema, perchè è patetico un uomo che non sa nemmeno leggere ad alta voce, che non legge, che non comunica e che giudica in silenzio.
Penso che non voglio vivere con una persona di plastica, penso che la musica è bella, penso che ho delle possibilità, forse non molte, ma le ho.
Penso che quando arriverò a casa scriverò un post.
Ma ho sonno, e i vestiti scivolano via quasi da soli, e la testa leggera tocca il cuscino ancora più leggero.
E il post l'ho scritto in sogno.