31.5.07

Sputare il rospo

Sono tre giorni, meglio, sono tre notti che prima di coricarmi la mia mente inizia, stranamente, a fare delle capriole immaginare e cervellotiche a sfondo sentimental-erotico.
Sento le goccioline, una ad una, che derivano dallo scioglimento del mio cuoricino di ghiaccio.
Non che io sia insensibile: semplicemente l'avevo messo a congelare intorno a gennaio, non tanto per le circostanze atmosferiche quanto per una certa necessità pratica di affrontare prima questioni di carattere concreto che qualsivoglia sega mentale di carattere amoroso.
Vuoi che sia la primavera inoltrata che sta facendo i capricci e ci tiene il muso, offesa forse perchè mi ha sentito dire troppe volte "con quest'afa di merda rischio di soffocare, maledetta l'estate, voglio emigrare in Norvegia in questo preciso istante".
Vuoi che un sabato fa è capitata una congiunzione astrale (?) buona a sufficienza da rendere una serata che si prospettava da 5+ qualcosa di migliore, che oserei anche chiamare un 6/7.
Fatto sta che sempre più spesso mi trovo lì, a sospirare e fare ghirigori sulla carta con la punta delle dita, perfettamente calata nella parte dell'eroina da romanzo.
Intanto, mi sono ufficialmente accorta di stare finalmente abbandonando la fase "loliti" per la fase "uomini fatti e finiti".
Che non significa vecchi.
Significa evitare quella serie di piagnistei, di paturnie, di paranoie sul brufolo o di scene di gelosia intuili, significa non dover assistere a quelle esibizioni di eccessi tipiche dell'adolescenza che una volta mi sembravano così incredibilmente irresistibili.
Preferisco un bicchiere di rosso e una conversazione corposa, preferisco i giochi sottili, a fior di sguardo, le battute sagaci, il detto-nondetto che però poi viene fatto, o non fatto, a seconda delle diverse situazioni, con sicurezza e con coscienza di sè.
Forse quella che non ho io, può essere, ma tant'è.
E' evidente che la questione non è di tipo anagrafico, ma di ben altro spessore.
Poi una notte a ballare lo ska e a fare i cretini ben venga, piangere dal ridere ben venga, rotolarsi nell'erba e giocare a ping pong con battutacce zozze ben venga, ho detto maturi, non ho detto morti o decrepiti o che.

Secondo me prima o poi, un ragno dal buco lo cavo.

Questo eccesso di ottimismo del tutto immotivato (perchè per me, la frase qui sopra, è un eccesso di ottimismo,e dei più sconsiderati,anche) non avrà probabilmente alcun seguito,ma diciamolo, scriviamolo, rendiamolo reale trasformandolo in caratteri neri su sfondo bianco, così almeno se ne esce dalla mia testa e mi lascia vivere un po' in pace anche questi giorni, nei quali temo che l'afa torni a rompermi le scatole e che mi constringa a ricominciare con il mio refrain: con quest'afa di merda rischio di soffocare, maledetta l'estate...

28.5.07

Chiedo supporto

Ho cambiato il mio adorato,adorabile schermo con schermo Acer ultrapiatto ultrastrafigo ultracristalliultraliquidi.
Lo detesto.
Viene fuori una luce disumana dallo schermo e tutto è così piccolo.
Così lillipuziano.
Il mio blog si vede tutto intero,anzi, si vede microscopico.
L'elenco dei miei bookmark si vede quasi fino alla fine, e tutto ha questo colore incredibilmente glossy, così alieno, mi manca il mio adorabile schermo.
E' una prova di due giorni, poi se non lo sopporterò proprio riprenderò il mio vecchio rantolante monitor, stavolta finchè morte (la sua) non ci separi.
E' che ha una certa età e inizia a dare segni di stanchezza.
Esiste un modo per abituarmi all'abominevole disgustosa tecnologia?
Aiut.

26.5.07

La noia del sabato pomeriggio


Di studiare nemmeno a parlarne, che più di venti pagine non si riescono a fare.
Ho passato l'aspirapolvere e poi basta, il mio compito è finito.
Il caldo maledetto mi debilita, mi chiedo quando pioverà ancora in questa pianura infinta e ascolto Giovanni Allevi a tempo perso.
Poi alla fine ripiego su quel che faccio sempre nei momenti morti, e cioè cucinare.
Più in specifico,cucinare dolci.
Tutti mi dicono che sarei un'ottima mamma,zia, intanto sono un'ottima amica e accetto addirittura ordinazioni.
Oggi va così, una nuova puntata del "questo l'ho fatto io",e intendo tutto, zucchero a velo compreso, frullando lo zucchero normale che ho trovato nella mia cucina.
Accettasi proposte di matrimonio.

24.5.07

Il delirio

Oggi ero andata ad ascoltare questo bell'omino qui che passava per la lombardia (sì, c'erano dei politici sparsi, ho addirittura tirato qualche somma, ma non vogliamo fare diventare questo un post dove si parlerà delle azzuffate tra comunisti e socialisti d'altri tempi reincarnati in Fassino e Boselli. Ops, troppo tardi.)
Mentre ero fuori dalla Mondadori vedo migliaia di persone. Possibile che Fassino abbia davvero un seguito del genere? Non faccio nemmeno a tempo a capire se me ne sto compiacendo o meno, che mi rendo conto che sono frotte di milanisti.
Che non hanno fatto altro che strombazzare mentre tentavo di seguire il discorso, per come si stava svolgendo.
Ottima la frase "Io penso che la laicità per uno stato sia..." coperta da "..chi non salta nerazzurro è"
Si dà il caso, infatti, che neroazzurra io sia, e che stavo per sentire una cosa che mi sarebbe venuta molto utile nella mia coscienza politica. Sob.
Piccola parentesi di folklore: tra una serie di uomini e donne sui sessanta, mi stagliavo io, con la mia maglietta rosa evidenziatore e il mio aspetto da diciassettenne -come mi han detto proprio oggi-; Floris era in versione Quelo, con il bambino da portare dal medico, tra l'altro, un uomo con grossa crisi, pure lui, ma con la consueta ironia.
Esco, e continuano a strombazzare e festeggiare.
Strombazzano e festeggiano anche ora, fuori dalla mia finestra, e ormai sto iniziando a arrendermi.
Ma quello che mi stranisce -e ve lo posso assicurare, davvero- è che stanno suonando a mille decibel Roma Capoccia.

23.5.07

Messaggio a blog unificati

I blog unificati,ovviamente,sono solo due.
Cade il mesiversario del mio incontro con lui.
Che dire.... che il nostro Grig-io è un ragazzo che sa stupire con effetti speciali, da gentleman di altri tempi,con piccole sorprese che ti infila in mano prima del commiato e che riescono a farti sorridere per tutto il giorno.
Parlare di questo incontro con un certo ritardo non è una contraddizione, se mai una garanzia di come sia rimasto nella nostra memoria, del fatto che qualcosa,ovviamente, è rimasto.
Gli devo i soldi del caffè: quando torna su da queste parti?

23/5/92

21.5.07

Propositi per l'anno nuovo (fine maggio 2007)

Mi annoio.
Nel senso che mi trovo noiosa.
E questo non va bene, mi sono scoperta a pensare mentre mi piegavo un po' sul balcone a guardare il brulichio delle persone che girano in tondo sotto casa mia.
Se la regola aurea è diventare i migliori amici di se stessi, forse è il caso che costruisca una me stessa un filino più interessante, e penso che al di là di tutto sia questo il vero proposito per il 2008, anche se non è capodanno.
Anzi, questo è il vero proposito per il giugno 2007,che non si dica che sto sprecando tempo.
Già troppo ne ho sprecato davanti a uno schermo o a guardare il brulichio delle vite che scorrono.
Però devo anche dire che i sintomi che accuso in questo momento sono familiari a qualunque femmina di razza umana.
Non c'è niente di strano in questo periodo, mi ero scoperta a ponderare sul tram, oggi, mentre riuscivo incredibilmente a correggere una bozza e a canticchiare a mezzavoce delle gite al mare di qualcun altro nello stesso tempo.
Se mi sciolgo davanti a uno straccio di sentore di testosterone e se ci provo anche coi manichini della Upim, se mi metto a piangere mentre frigno e dico che ho paura e non voglio affrontare i prossimi impegni, se mi annoio così tanto, anche, è tutta questione di estrogeni.
Questo non è una attenuante,anche se trovare attenuanti è il mio passatempo del mese di maggio.
Posso essere meno noiosa di così, lo so, devo solo farlo.
Intanto vi mostro cosa diventerò nelle prossime due settimane:

Niente fiori di bach ma opere di bene

Ho imparato, finalmente lo so fare, dice la canzone.
Io no, non ancora, non so lasciare che le cose vadano come devono andare. Ma piuttosto che stare a guardarmi allo specchio e a compiangermi,allora meglio l'attività frenetica di questi ultimissimi giorni.
Lascio che mi si trascini, un po' trascino io e poi mi blocco, impietrita, a pensare a che diavolo ho fatto.
Il cielo in mezzo al nulla bergamasco sembra una bandiera turca ridipinta, con la sua mezzaluna perfetta e quella stella luminosa protetta dal suo abbraccio.
Una amica di fianco, una pizza da mangiare molto, molto, molto lentamente.
Nel mio girovagare al festival sollevo sabbia e sbatto contro un mercatino dove compro quel cioccolato, che divisi in tre parti, e sorrido da sola al pensiero dei cervelli scattanti della sorè e di colui che,a momenti, sarà sul palco.
Sgranocchio camminando e chiaccherando e facendo avanti e indietro dal capannone -caldo- al palco -al freddo- e poi finalmente il mio personalissimo incontro galante con la musica.
Sia chiaro,la sensazione è personalissima e la mia amichetta non ha apprezzato tanto quanto ho apprezzato io la parte "cerebrale" del concerto,quanto più quella "fisica".
Forse senza conoscere le parole, e con l'acustica pessima che c'era, era effettivamente difficile seguire una cosa del genere senza conoscerla.
Tant'è.
E mentre io tentavo di emulare il comportamento dello struzzo, nascondendo il testolino sotto terra, lei mi ha strattonata e mi ha posto davanti ai miei doveri e ai miei piaceri personificati, tutti riuniti in trenta secondi di conversazione partita come una sorta di bollettino di lavoro e finita con un gran sorriso.
Son cose che ti riappacificano con la vita, come gli oscula (perchè non sono baci,no, finalmente ho la fisica percezione del significato del termine latino) tutti per noi, la lieve riverenza, il fumo dal fondo del palco.
Come guardarsi le mani novella lady Macbeth, ricordando come delle volte certi istinti siano difficilmente domabili, anche per una razionale come me, trascinata in un altro tempo, possibile una volta, in una situazione sotterrata sotto secondi,e minuti,e mesi,e anni.
Poi il sipario.
Il cielo scuro e un libro tra le mani, da leggere nonostante il sonno, sperando che la felicità passi presto così vicina da dover strusciare,per forza di cose,contro un mio braccio.


17.5.07

Fernando e Carolina

In questi tempi bui, me la cavo come posso.
Una telefonata a una amica estremamente comprensiva, che finalmente non ha bisogno di spiegazioni di sorta e capisce, con quel cinismo dolce e comprensivo che ti fa fare una risata su.
Una piccola renna di peluche, che vengo a scoprire chiamarsi Rudolf, e un film in terza serata che non ho nemmeno finito di vedere su Rete4.
Fernando e Carolina.
Stuzzica la mente, che si sta abbastanza focalizzando proprio su quel periodo storico, fa sorridere un po' pensando che un uomo con un naso simile, ahinoi, lo conosco.
E, sesso a parte, condividiamo un rapporto molto simile.
Ho sempre pensato, da bambina, di avere origini austriache.
Non che ami particolarmente il popolo invasore, sia ben chiaro, ma con la carnagione e gli occhi e i capelli che mi ritrovo, con una serie di avi ben radicati nell'Italia settentrionale, ho sempre trovato plausibile un incrocio con il sangue germanico.
E un po' sì, ci rincorriamo bacchettandoci e ridendo, e io lo trovo davvero brutto, ma simpatico, e mi fa ridere, e anche se per questioni politiche ci guardiamo sempre in cagnesco, nel senso più platonico del termine,siamo una bella coppia.
Del resto, ora come ora, me ne fotto, e me ne vado a nanna.

16.5.07

Dafne per voi

...in ramos bracchia crescunt
Ci sono dei rapporti che sono nocivi.
Lo si sa, e tuttavia non si riesce a troncarli,perchè nella loro morbosità c'è un fondo ovattato di sicurezza e di controllo, e mantenendoli ti sembra che anche mentre cammini sul filo sospeso, senza guardare in basso, tu ti sia costruita una sorta di rete di sicurezza.
Capita che in quella rete ci siano dei buchi.
E se una volta cadi e ti raccoglie, un'altra volta cadi e ti raccoglie, capita che la terza volta ti infili proprio in quel buco e sbatti forte il tuo delizioso sederino.

Io, da parte mia, sono sempre più convinta di essere una pianta.
Non mi drogo, probabilmente c'entra quello che sto facendo da ormai troppo tempo, ma io sono una pianta,signori e signore.
Una pianta un po' particolare.
Ho le mie radici, che davvero in pochi possono minare,forse nessuno.
Ho un busto ben radicato, che difficilmente verrà spezzato da una tempesta o una raffica di vento.
E poi ho dei rami, che nascono crescono e muoiono,alcuni più forti altri più sottili, alcuni fragili e altri resistenti. Alcuni quasi morti, altri pieni di foglioline che fanno presagire al meglio, altri pieni di frutti da cogliere.
Quando qualcuno mi priva del suo affetto e della sua figura, che ero così abituata ad avere intorno da chiamarla ramo, beh, mi fa sanguinare.
Potrebbe essere che le piante provino dolore.
Se la pianta una volta era una fanciulla, figlia della Terra e di un Fiume, è quasi sicuro che custodisca sentimenti umani.
Mi manca un rametto e sentirò il lieve dolore per un po' di tempo.
Poi ne nasceranno degli altri, da alcune parti troverò frutti, da altre foglie appassite.
Non capisco se è primavera o inverno.
Guardo in basso,sento che il tronco nonostante la bufera regge,e mi consolo.

...e le braccia si allungano,trasformandosi in rami.

13.5.07

Telefilm

e comunque un pesce piccolo
catturato nella trama del fottuto telefilm
(Virginiana Miller, Telefilm)

Sabato mi trovavo in incognito al Telefilm Festival, in veste di staff di subsfactory.
Per il resto,la mia vita è un triste pendolo tra il dolore e la noia, ma soprattutto, è infossata in sabbie mobili di inerzia.
Apatia totale.
Gli amici che mi vengono a dire che "non usciamo perchè siamo solo in tre",come se essere in tre fosse essere sotto la soglia minima di affetto.
Quella maledetta tesi,ferma al foglio tre, e un foglio decisamente scadente,aggiungerei.
Io, che mi guardo allo specchio e non riesco nemmeno ad avere la forza di disprezzarmi e mettermi a lavoro, completamente impantanata, che non ho nemmeno la certezza che sia il caso di parlarne con qualcuno perchè mi chiedo, onestamente, who gives a fuck.
Sorry 'bout the english.
E' soltanto che sono 5 giorni che vado avanti a serie televisive strettamente in lingua originale.
Rinnovo il mio amore sempiterno per Scrubs e consiglio a tutti di guardare quel che ci sarà di Studio 60 perchè è veramente notevole,anche se al momento in america è in hiatus.
Quando capirò che la vita vera scorre mentre io, sul mio divano ingenuo, mi alieno in tutt'altro, sarà troppo tardi.
Lo so.

11.5.07

Laicismi

Io credo in Dio, forse.
Sicuramente credo di non stargli simpatica,e tutto questo voi lo sapete.
Vorrei sposarmi. Se rimanessi incinta e sola e senza lavoro penso che il bambino lo terrei.
Questo non significa che voglio vivere in uno stato dove si va in giro non a difendere una famiglia, ma a marciare (simbolicamente) per mostrare ai politici (e all'opinione pubblica) che non c'è il bisogno di legalizzare una serie di diritti per chi quella famiglia "tradizionale" non la vuole fare.
Non accetto che mio padre,in una conversazione,condanni una ragazza giovane che ha intenzione di sposarsi come non accetto che uno stronzo qualunque condanni due ragazzi omosessuali che vogliono soltanto il sacrosanto diritto di avere un riconoscimento giuridico sulla loro unione.
Non credo che un giorno, quando saremo tutti morti e di fronte al Supremo, lui giudicherà le persone per quante volte sono state a letto e con chi.
Secondo me conterà di più la corruzione,l'ipocrisia e questa disperata voglia di essere un gradino sopra "gli altri" perchè noi siamo "i giusti".
Non ha senso la contro-manifestazione, non credo che possa riuscire davvero a intercettare l'attenzione del popolo, non ha senso la manifestazione in sè, quella di un Orgoglio Cattolico che non dovrebbe esistere.
Come forse non dovrebbe esistere nemmeno un Orgoglio Gay o un Orgoglio persone coi capelli rossi come me o un Orgoglio persone più alte/basse di un metro e sessanta.
In una democrazia perfetta nessuno dovrebbe sentirsi spinto a una manifestazione per essere ascoltato,perchè tutti noi saremmo equamente tutelati dallo stato.
Un giorno, se ci si troverà davvero nell'aldilà davanti a Dio, sarà lui a fare distinzioni (se ne farà), nel mondo che preferisce.

Non ora, non qui.
p.s.
L'argomento,tuttavia,è controverso e ci sto ancora pensando su. Questa è una elaborazione terribilmente imperfetta.
pps.
Per i più scatenati: fatevi due risate con questo, cercate il testo. E' puro GENIO.

10.5.07

Pop!

Bene.
Il mio fisico ha deciso di fare scherzi simpatici come addormentarsi alle due e passa di notte e svegliarsi alle sei e mezza, chiaramente per crollare intorno alle due di pomeriggio stremato.
Andare a letto prima la sera?
Inutile.
Indugiare nel letto il mattino?
Inutile.
Allora sapete che ho fatto? L'ho mandato a quel paese -se si stancherà,stasera alle dieci e mezza sarò a nanna- ho acceso la musica più stupida del mondo e ho ballato fino a che non ero vestita.
Ora me ne vado a studiare come una brava bambina, che il mattino ha l'oro in bocca.

9.5.07

Mal di stomaco

Ho dovuto spegnere la televisione, perchè mi veniva da piangere.
Non mi vergogno di dirvi che sto scrivendo con le lacrime agli occhi,con lo schifo, con uno schifo sempre più montante con una rabbia profonda e un odio sviscerato per questa umanità viscida e vergognosa.
Ascoltavo l'approfondimento di Italia1, lo so che studio aperto sguazza nel sensazionalismo, ma tant'è.
Ascoltavo, e cercavo di non soffermarmi se non su due cose.
Sulle testimonianze trascritte dei bambini e sulla vomitevole ipocrisia di quei paesini terrorizzati e tremanti.
In tutti i casi,quelli di Brescia,quelli odierni in due diverse località,in tutti i casi c'è sempre di mezzo l'ente religioso.
E l'ente religioso,quando non è parte attiva delle violenze, ben si premura di nasconderle, di difendere le maestre o la novizia del caso, ben si premura di dire che quei bambini sono tutti matti.
Io non so chi ha la verità in mano, so che secondo me è davvero difficile non credere a quei bambini.
E, vero o non vero, è un grido di dolore lacerante,un grido di allarme così profondo e violento che io non trovo davvero le parole, non le trovo, vedo solo tutti questi bambini dilaniati nel fisico e nella mente, vedo questi disegni terribili, questi membri maschili, quelle teste mozzate, e penso che dio santo,sono bambini, hanno 5 anni e hanno fatto cose che io non ho permesso al mio fidanzato.
Sono creature innocenti, lacerate, non hanno più fiducia nel genere umano, non vedono più i confini tra il giusto e lo sbagliato, tra la sicurezza e l'allarme, Dio solo sa come riusciranno a portare tutta quella sofferenza.
Quello stesso Dio che se esiste, come minimo manderà nell'inferno più profondo quegli esseri viventi repellenti che hanno giurato davanti a una croce,evidentemente malinterpretando la frase "i bambini vengano a me".
Mi fanno schifo,e mi fa schifo quest'italia sensazionalista che adesso urlerà all'orrore e poi si riassopirà davanti a Zelig o all'ultima fiction rai, quell'italia che si schiera tra colpevolisti e innocentisti e non si accorge di quei bambini che stanno male, che stanno agonizzando in un angolo,e che nessuno ascolta per il clamore delle urla.
Io non so se voglio fare in questo mondo quei bambini con i quali ho tanto giocato nella mia mente e nei miei desideri.
Io potrei uccidere, da mamma, qualcuno che fa venire le ragadi all'ano della carne della mia carne.
Io potrei davvero perdere la testa se vedessi gli occhi della mia creatura così pieni di disperazione e confusione.
E già piango per quelle vite, irrimediabilmente sporcate,qualunque sia la fine di questo incubo, ormai sono vittime, e le più innocenti tra tutte, di un meccanismo infernale che si nutre di media e di poteri, e ormai non ha più niente a che vedere con la giustizia.

8.5.07

Vorrei un pacchetto di quelle.

Nelle vicinanze della mia abitazione vi è ubicata una simpatica farmacia.
Simpatica per modo di dire, vi basti sapere che la cara mamma di Rainbowsparks cammina anche per venti minuti pur di servirsi da un'altra parte.
Stasera,tuttavia, la sottoscritta necessitava di un medicinale di natura più che altro estetica (nessuno sta male,per fortuna) e siccome è pigra come un masso di campagna ha scelto di entrare lì,e fare la sua scelta.
Era l'ora di punta (esiste un'ora di punta per le farmacie?) e quindi mi misi in coda,aspettando bella bella che quel nugolo di vecchiettini e vecchiettine di diradasse per permettermi di chiedere ciò che desideravo.
Ora, la sciura farmacista ha urlato ai quattro venti il nome del farmaco, che come spesso succede,conteneva la radice del problema chiave che andava a risolvere (cose tipo l'ansiolin, che già solo a sentirlo nominare ti vien l'angoscia.)
Non credevo di riuscire ad essere così rossa da un po' di tempo, e lo smacco finale è arrivato quando si è messa ad urlare che no,non ce l'aveva, volevo che lo ordinasse?
L'ultima volta che me ne sono procurata un po', per venire incontro alle mie vanità femminili, mi sono rivolta a una farmacia del centro.
Discreta,efficiente, fornita.
I prezzi altissimi che fan venir voglia di tirar giù qualche santo ve li risparmio, ma quello che mi chiedo è se è possibile,facendo un lavoro del genere,obbligare la gente in fila a stare a mezzo metro dal cliente servito per la privacy e poi sentire urlare ai quattro venti cose come
"sì,certo, ha la diarrea? ma forte? ma quanto?"
"Ah, vuole preservativi? ritardanti,eh?"
"Assorbenti? com'è il flusso?"
E via dicendo.
Prima o poi questa farmacia fallirà. O sarà frequentata solo da masochisti.

5.5.07

Proposte di lettura

Ogni promessa è debito.
E quando ho detto a Zefirina che avrei raccolto l'invito a scrivere sul blog 5 incipit di libri interessanti, parlavo sul serio. Semplicemente,ero troppo impegnata ad affogare nella maledetta vita di tutti i giorni per farlo, ma ora posso recuperare.
Mi sono permessa di non prendere sempre e comunque l'incipit, ma a volte di scendere di qualche riga, giusto per dare una sfumatura un filino più interessante ai loro contenuti.
Di seguito troverete i miei suggerimenti di lettura...

[..]In mezzo alla stanza, alto su un cavalletto, stava il ritratto a intera figura di un giovane di singolare bellezza,e di fronte ad esso, poco lontano, sedeva il pittore, Basilio Hallward, la cui improvvisa scomparsa alcuni anni fa suscitò tanto interesse nel pubblico e fece sorgere tante strane congetture. [..]
(O.Wilde, Il Ritratto di Dorian Gray)
Perchè il primo vero amore letterario non si scorda mai:la passione e la febbre provata per questo libro, divorato fino all'ultima pagina nei primi giorni della mia preadolescenza, mi ha segnato per sempre.

[..]Pastrocchietto,due anni, è stato imprigionato tra il seggiolone e una tuta superimbottita, che gli consente di muovere solo tre dita e un cucchiaio-protesi. E' stato drogato con sciroppo alla codeina perchè non rompa.[..]
(S. Benni, L'ultima lacrima)
Perchè Benni e il suo universo sono sempre lì, di fianco a me, come Campanellino per Peter Pan, e rendono tutto più vivido, più tragico e più dolce e più ironico, con la loro polvere di stelle.

[..]Dove sono Ella, Kate, Mag, Lizzie, Edith, il tenero cuore, l'anima semplice, la rumorosa, l'orgogliosa, la felice?
Tutte,tutte dormono sulla collina.
Una morì di parto vergognoso, una d'amore contrastato, una per mano di un bruto in un bordello, una d'orgoglio spezzato inseguendo il desiderio del cuore, una dopo una vita nelle lontane Londra e Parigi, fu riportata al suo angusto spazio vicino a Ella e a Kate e a Meg.
Tutte,tutte dormono, dormono sulla collina.[..]
(E.L. Master, L'antologia di Spoon River)
Perchè prima fu la poesia di De Andrè, e poi la poesia delle vite disperate del piccolo paesino a incatenarmi alle loro anime. Nella profonda filosofia di ogni piccolo verso ho trovato per un istante il rimedio alla paura della morte.

[..]sapeva perfino di quanti passi si fosse allontanato dal portone di casa sua: giusto settecentotrenta. Li aveva contati esattamente una volta,tempo addietro, quando era già tutto preso dai suoi sogni. A quel tempo egli non credeva ancora alle sue fantasticherie: era soltanto stuzzicato dalla loro mostruosa ma seducente temerarietà. Ma ora (era trascorso un mese) cominciava a vedere le cose diversamente e, nonostante quei fastidiosi monologhi sulla propria debolezza e sulla propria irrisolutezza, s'era abituato, quasi senza volerlo, a considerare quel sogno "mostruoso" come un'impresa da doversi compiere [..]
(F.Dostoevskij, Delitto e Castigo)
Perchè Raskolnikov sono io, e siamo tutti, quando ci impuntiamo a voler essere grandi, più grandi di quanto la nostra miserrima condizione umana ci può permettere. Siamo tutti quando soffriamo perchè abbiamo peccato di arroganza, quando sentiamo il mondo addosso,quando giochiamo al gatto e il topo coi nostri carnefici, o coi nostri salvatori. Quando finalmente ci pieghiamo al destino, e ci sentiamo più leggeri.


[..]Non è il passato in senso letterale a dominarci, se non, forse, in senso biologico. Sono le sue immagini. Immagini spesso altamente strutturate e selettive,come miti. Immagini e strutture simboliche del passato sono impresse quasi come informazioni genetiche nella nostra sensibilità. Ogni nuova era si specchia nel quadro e nella mitologia attiva del proprio passato o di un passato ripreso da altre culture: misura il proprio senso di identità, di regresso e di progresso, sullo sfondo di quel passato. [..]
(G. Steiner, Nel castello di Barbablù)
Perchè non è necessario che un libro sia stato letto da molto tempo, ma che fin da subito si mostri come un libro che valga la pena di leggere. E pochi libri hanno saputo scavare a fondo nelle mie opinioni, così placide prima di essere messe in discussione dalle riflessioni di Steiner. Pochi libri, senza essere narrativa, sono riusciti a mostrarsi così fondamentali per la mia crescita, e a non farmi dormire la notte.

Passo il testimone, sempre senza nessun obbligo di applicazione a quei miei lettori che non hanno già fatto questo simpatico giochino. Ne dico qualcuno a caso, anche se magari ci faccio una figuraccia, se hanno già partecipato: Grig-io, Nur, Panzabiker, Mishra, Morgania
Attenzione: non è che se non vi ho nominato allora siete esentati! Forza e coraggio, che questa è davvero una catena interessante :)

2.5.07

Ipse dixit

"Ci sono poche persone che si laureano in tempo, e la maggior parte di queste non vale davvero la pena conoscerle"

Ho fatto sciaff, non mi laureerò certo in tempi brevi,ma sono serena perchè ho davanti un percorso più sicuro.

1.5.07

where is my mind?

With your feet in the air and your head on the ground
Try this trick and spin it, yeah
Your head will collapse
If there's nothing in it
And you'll ask yourself
Where is my mind?
(Pixies, Where is my mind)
Salve a tutti.
Il mio sistema vegetativo regge,in pratica respiro mangio e dormo che è una bellezza.
Sento le rotelle del mio vagoncino scivolare sui binari di questo enorme ottovolante.
Si sta per fare un favoloso giro della morte, io chiudo gli occhi e mi concentro sulla bellezza effimera di un modello visto da qualche parte.
Gli occhi scuri, le labbra disegnate.
Si confonde con un'altra immagine, che mi stringe e che mi sussurra che andrà tutto bene.
Gli occhi scuri, il sorriso di un lupo.
E' buffo vedere questo essere incrociato, un incrocio tra la più sublime sensualità e un affetto caldo come una copertina di lana, di quelle a quadrettoni, di quelle da avvolgersi addosso quando si trema.
Lo so che non andrà tutto bene.
Lo so perchè i binari sono questi, e a questo punto piuttosto che scendere dall'ottovolante e precipitare con conseguente morte sicura,conviene mordersi le labbra e contare fino a dieci.
Poi sarà caduta libera.
Una versione unplugged dei Placebo come peana o come canto funebre.
Ci saranno ancora mani a toccare la mia pelle, ci saranno ancora quei baci soffici sulle guance, e le risate e gli occhi sognanti davanti all'Angelo Nero, prima di muoversi verso le macchine.
I'm on sinking sand
Gravity
No escaping gravity
Gravity
No escaping... not for free
Lo dicono ancora i Placebo, e se lo chiedono anche loro, se tutti questi occhi gentili che mi osservano e fanno il tifo basteranno come salvezza.
Mamma dice che passa,passa tutto.
Non lo dice solo mamma, e sento quella voce calda ancora nelle mie orecchie, tutto passa.
...anche l'amore passa, passa.
E' tanto che non ascolto quel cd, sono troppo triste, in realtà sto smettendo di ascoltare musica in assoluto e questo è male.
Tanto male, ma lentamente tornare a sentire, sentire quelle note anche quando scavano sotto pelle e lasciano il segno del tuo sangue,sulla parete interna ed invisibile del tuo corpo.
Non so come finirà, perchè non lo so.
Fox dice che andrà tutto bene, Fox ha gli occhi scuri che si confondono con quelli del modello e quelli di qualcun altro.
Io no, io ho gli occhi azzurri e lo so che non vuol dire niente ma tant'è.
Padre Peneo mi ha lasciato il suo fiume come segno nel viso, padre Peneo mi ha lasciato mani leggere con le quali aggrapparmi al suo collo per implorare pietà.
E c'è ancora chi mi dice di piantarla.
E io rido,perchè io vedo un reticolo di cinica ironia in tutto questo,a partire dal mio nome, a finire dal soggetto, quando cammino accarezzo le piante,ormai.
Sorelle.
Vi lascio queste parole un po' liquide, perchè domani forse sarò piegata come un giunco e tenteranno di raddrizzare la mia crescita con le bacchette di bambù come si fa con le piante da balcone.
Non credo che ne morirò, mi ferirò un po' visto che corro corro e corro in questo rovo.
Siamo così simili, io e la mia antenata,che sono quasi intenerita.
Risponderò con lievi cenni di capo,a tutto quel che accade.
Chiuderò gli occhi e mi sentirò trascinare nel cerchio della morte.
Prima o poi, la corsa finirà.
Finirà.