La vostra Rain è in trasferta.
Sono nella casa in campagna dove ogni anno,cascasse il mondo o si scatenasse una guerra,vengo in agosto.
E’ un posto magico, dalla bellezza un po’ decadente, un po’ rustica,terribilmente familiare.
Io che ora “sono alta come la mamma” mi specchiavo soltanto il ciuffo di capelli più in alto nello specchio che ora riesce a riflettermi dalla vita in su.
Io che qui ho ancora i poster dei backstreet boys e mi struggo pensando a quante volte mi sono girata nel letto a castello pensando a Nick Carter,o al dirimpettaio genovese di quattro anni più grande (e mai realmente visto,una sorta di creatura mitologica).
Io ancora qui,anno dopo anno,adesso che mi sento veramente cresciuta, che guardo indietro e mi rivedo a otto anni,a undici,a dodici,a sedici….ora che sono vicina ai ventidue e non gioco più con le Barbie sul letto della nonna, ora che non faccio più le vacanze al mare in luglio dalla bellezza di due anni perché anche io sono troppo assorbita dagli esami,dal lavoro, ora che mi viene il magone a pensare a quanto veloce il tempo passa…sorrido comunque, perché alla fine sono qui,siamo tutti qui.
Non c’è vacanza senza la pace assordante,il profumo di legna,il lettino e i problemi al cellulare che si risolvono solo correndo su nel giardino,ormai mezzo distrutto dalla trascuratezza.
In giardino i pini centenari sono morti.
Non per negligenza,ma per semplice mancanza d’acqua. Più grandi sono,di più acqua hanno bisogno, e siccome sono cinque finisce che si disidratano a vicenda.
Sono secchi,e io sto scrivendo alla loro triste ombra.
Papà è più triste di loro: bisognerà tagliarli, togliere le radici, mettere nuova terra.
Piantare nuovi semi e vedere germogliare un prato finalmente compatto,verde tenero.
Anno dopo anno vedere spuntare questi mini-alberelli-di-natale e vederli diventare alti come me,e poi di più,e poi di più, e quando verranno qui i miei figli allora questi alberelli saranno alti come sono ora questi.
Magari ci sarò anche io, magari no, adesso non lo posso sapere e se mi fermo a pensarci finisce che mi imparanoio.
La connessione internet,qui, è fondamentale per non impazzire.
Ed è molto moderata,a sufficienza per non fare overdose.
Il silenzio è ovunque,e una gatta coccolosa che ama farsi le unghie sulle mie gambe è seduta sull’erba a un metro da me,che si lecca pacifica.
Tutto questo la vostra Rainbow nel caos della vita cittadina non può certo raccontarvelo.Ma da qui,sì.
29.7.06
28.7.06
Lezioni di fascino
Io giuro,giuro, ogni volta che vedo questo film mi sciolgo, mi disintegro, mi lascio prendere.
Che in fondo,una donna è soltanto come un preziosissimo strumento musicale.
Basta toccare le corde giuste...
...e poi,se sei anche Johnny Depp,sei avvantaggiato,non c'è che dire...
Che in fondo,una donna è soltanto come un preziosissimo strumento musicale.
Basta toccare le corde giuste...
...e poi,se sei anche Johnny Depp,sei avvantaggiato,non c'è che dire...
26.7.06
Lui è il mio piccione io il suo monumento
Sono...quanto...vediamo....quattro anni, e andiamo verso il lustro netto, che lui chiama e io -scodinzolando- rispondo.
Favoloso,sul serio.
lui mi è molto affezionato
Solo che ha delle storie con la sua tipa che lo rendono infelice
E siccome a lui tengo più che a me
Ho parlato con la tipa e l'ho convinta a ritornare da lui...
(ma non starai mica piangendo?)
E poi,non doveva già essere sparito nel nulla?
Mannaggia a lui.
E ora,per la gioia di noi serve e di voi servi, ecco il monologo della mia vita,basta girarlo al femminile.
Ma è ESATTAMENTE così. Giuro,parole mie,gliele ho praticamente dette in toga...
Pensi che sia un problema per me accettare che tu hai una storia? Un uomo? Vedi qualcuno? No, non e' un problema per me perche' io ti voglio bene veramente e non ti chiedo nulla, anzi, magari sono qui a dirti: se hai bisogno di qualcuno io ci sono.
E allora? Che cosa devo fare?
Mi vuoi mettere una scopa in culo cosi' ti ramazzo la stanza?
Favoloso,sul serio.
lui mi è molto affezionato
Solo che ha delle storie con la sua tipa che lo rendono infelice
E siccome a lui tengo più che a me
Ho parlato con la tipa e l'ho convinta a ritornare da lui...
(ma non starai mica piangendo?)
E poi,non doveva già essere sparito nel nulla?
Mannaggia a lui.
E ora,per la gioia di noi serve e di voi servi, ecco il monologo della mia vita,basta girarlo al femminile.
Ma è ESATTAMENTE così. Giuro,parole mie,gliele ho praticamente dette in toga...
Pensi che sia un problema per me accettare che tu hai una storia? Un uomo? Vedi qualcuno? No, non e' un problema per me perche' io ti voglio bene veramente e non ti chiedo nulla, anzi, magari sono qui a dirti: se hai bisogno di qualcuno io ci sono.
E allora? Che cosa devo fare?
Mi vuoi mettere una scopa in culo cosi' ti ramazzo la stanza?
si parla di:
Evvivalarazionalità,
Odietamo,
rainbowcentrica
23.7.06
Il mantra di quest'estate
E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione.
(Arancia meccanica)
(Arancia meccanica)
20.7.06
Aggiornamenti quotidiani
Sul mio lavoro pseudo stakhanovista, vi aggiorno:
Non ho sognato il buon Rasputin, bensì uno strano misto di guerra fredda e di autarchia, nel quale mi esagitavo per salvare i cucchiaini con su gli animaletti che ho da quando son bambina: papà doveva dare tutte le posate per non so quale fusione collettiva dell'acciaio. E delle persone in camicia nera (tra i quali,incubo nell'incubo,c'era il mio amichetto forzista!) volevano a tutti i costi perquisire la mia stanza come mia "dimostrazione di fedeltà al sistema".
Forse forse era meglio Rasputin.
Per quanto riguarda il commentino su ciò che ho studiato oggi, lascio parlare LUI,che aveva capito tutto.
Non ho sognato il buon Rasputin, bensì uno strano misto di guerra fredda e di autarchia, nel quale mi esagitavo per salvare i cucchiaini con su gli animaletti che ho da quando son bambina: papà doveva dare tutte le posate per non so quale fusione collettiva dell'acciaio. E delle persone in camicia nera (tra i quali,incubo nell'incubo,c'era il mio amichetto forzista!) volevano a tutti i costi perquisire la mia stanza come mia "dimostrazione di fedeltà al sistema".
Forse forse era meglio Rasputin.
Per quanto riguarda il commentino su ciò che ho studiato oggi, lascio parlare LUI,che aveva capito tutto.
Incubi contemporanei
In questi giorni ho iniziato a studiare per un esame enorme,spropositato,praticamente una guerra persa in fatto di appelli e di dialogo con il discutibilissimo "professore" (uomo famoso per la frase "una dittatura è meno dittatura di una dittatura",riferendosi alla dittatura nella Corea del Nord e del Sud in senso filoamericano),ma incredibilmente affascinante,ovvero quello di storia contemporanea.
Tralasciando la mole di lavoro sproporzionata ai crediti,al tempo,alle capacità, vi dirò che sono totalmente affascinata da quello che leggo,e in linea di massima non mi risparmio,per questo esame, in nessun modo.
Quando chiudo i libri,presa da questa strana voglia di sapere, scarico qualche bella puntatona di La Grande Storia,giusto per rilassarmi un po' (...)
Mentre la guerra in Libano mi allarma non poco,cerco rifugio nelle guerre passate,e sorrido pensando ai miei piccoli errori, così ridicoli paragonati ai grandi Errori della Storia,tutto con la maiuscola.
Questo per dire,che stanotte,dopo l'ennesimo documentario,so che chiuderò gli occhi e farò incubi pensando a quest'uomo.
Aiut.
Tralasciando la mole di lavoro sproporzionata ai crediti,al tempo,alle capacità, vi dirò che sono totalmente affascinata da quello che leggo,e in linea di massima non mi risparmio,per questo esame, in nessun modo.
Quando chiudo i libri,presa da questa strana voglia di sapere, scarico qualche bella puntatona di La Grande Storia,giusto per rilassarmi un po' (...)
Mentre la guerra in Libano mi allarma non poco,cerco rifugio nelle guerre passate,e sorrido pensando ai miei piccoli errori, così ridicoli paragonati ai grandi Errori della Storia,tutto con la maiuscola.
Questo per dire,che stanotte,dopo l'ennesimo documentario,so che chiuderò gli occhi e farò incubi pensando a quest'uomo.
Aiut.
17.7.06
Il classico test (lunghetto,perfino)
Mi hanno mandato via mail un collage di domande che vengono dalle interviste delle iene. Per passare il tempo mi son guardata tutte le interviste e alla fine, comunque,ho ceduto e ho risposto.
Questo è un ottimo post per riempire il lunedì mattina in ufficio con un po' di spirito voyeristico..E ho direttamente cancellato quelle troppo ridicole,di domande...
Questo è un ottimo post per riempire il lunedì mattina in ufficio con un po' di spirito voyeristico..E ho direttamente cancellato quelle troppo ridicole,di domande...
- Tre aggettivi
...testarda,tascabile,complicata - La cosa peggiore di te
La pigrizia - La cosa migliore
La curiosità sempre unita alla ragione - Quando sei diventata grande?
Ci sono stati diversi momenti,maggiormente nei momenti in cui i miei affetti maggiori si sono sgretolati tra le mie mani senza che io potessi far qualcosa - Un ricordo da zero a dieci anni
La recita dell'asilo,facevo parte dell'arcobaleno e cantavamo tendendoci per mano. E la mattina,sempre all'asilo,quando non volevo alzarmi allora fingevo di avere gli occhi chiusi.In realtà erano mezzi aperti,e la nonna faceva finta di crederci.Ogni tanto lo faccio ancora. - Un ricordo dai dieci ai venti
La prima volta che sono stata in un centro sociale e ho visto una pistola. Stavo urlando "Guarda,una pistola!" Quando la mano del Quasifratello fu sulla mia bocca,per impedirmi di parlare,e a bassa voce mi ordinò di rientrare e stare con gli altri. - Mai rubato?
Una volta,un eyeliner, per vedere come si stava. - Hai nemici?
Oh,sì, eccome. - Sei mai stata ingannata?
Sì, non spesso,ma è stato terribile. - Rifiutata?
Oh,sì,eccome. - Molestata?
Non arrivando a livelli davvero pericolosi,ma sì. Specialmente nel cervello,nei pensieri,sono stata manipolata. - Picchiata?
Ceffoni con mia madre, vicendevoli. Un ceffone di mio padre,uno solo,con bestemmia -era un caso gravissimo-. Qualche schiaffo tra le medie e le superiori e poco altro credo. - Dici sempre la verità?
Dico sempre la verità a chi se la merita. Se no ometto, e glisso,quando sono conscia che chi ho davanti è troppo stupido o ottuso per capire. - Si capisce quando dici una bugia?
Si capisce immediatamente. Per quello ometto e glisso. - Dì una verità e una bugia
Ho paura di fiammiferi e di accendini. - Uno che stimi
Ne conosco un paio di persona,ma se dobbiamo andare sul generale,Gino Strada - Un coglione
Ne conosco un paio di persona,ma se dobbiamo andare sul generale,Calderoli - il tuo maestro
Alessandro Magno,la mamma,la mia ex prof di filosofia,E.L. Masters. - Di cosa hai paura?
Di deludere gli altri e me stessa - Come vorresti essere ricordata?
Come una persona intelligente e carina, simpatica e saggia - Un ricordo di questo anno
Io che cado clamorosamente dai tacchi mentre tento di correre in via Solferino - Farsi accettare o fottersene?
Gli estremi sono entrambi sbagliati - Il tuo punto forte?
Gli occhi? Il cervello? L'anima? Le tette? - La cosa che ti criticano più spesso
Dicono che mi preoccupo troppo - Ultimo libro letto
uhm...sto rileggendo Crimini a tempo perso - La parolaccia che ti dicono più spesso
Rompicoglioni,vaffanculo. E credetemi,non è un bel sentire. - Mai fumato uno spinello?
Yes,my dears - Destra o sinistra?
Sinistra - Di cosa non puoi fare a meno?
Di dormire,di scrivere,di ridere - Una cosa vera che si dice di te
Che sono una stracciamaroni - Una cosa falsa che si dice di te
Che sono capace di assorbire qualunque genere di affermazione - Mai partecipato ad un corteo?
Non molti, voglio proprio essere iperconvinta quando lo faccio - Mai urlato slogan contro la polizia?
Una volta sola. - Più furba o cogliona
Cogliona!! - Cosa fai prima di un esame?
Una serie di riti,di schemi e di ripassi - E dopo?
Dormo,dormo tantissimo,non riesco a farne a meno. - Una cosa semplice per migliorare il mondo
Ascoltare gli altri quando parlano e pensare a più soluzioni davanti ai problemi - Quanti uomini ti hanno detto ti amo?
Uno - A quanti uomini hai detto ti amo?
Uno - Sei fedele?
Incredibilmente. - Partner più giovane che hai avuto
17?16? - Il più anziano
24?25? Si tratta sempre di innocentissimi limonamenti... - La tua fantasia erotica
Una a caso? Io,lui sul prato di una qualche rassegna musicale... - A letto cosa deve assolutamente fare una donna?
Quello che si sente senza aver paura di venir tacciata per porca o essere sputtanata - E un uomo?
Non dare della maiala a vanvera,non fare il caprone in amore che non si ferma nemmeno se scoppiasse la guerra, non prendere appunti per poi fare la relazione agli amici - Con quale dei politici passeresti una notte di sesso?
Bella domanda. Casini,per togliergli un po' di perbenismo. - Quale cantante?
Alberto Ferrari,Samuele Bersani, John Lennon (ma soprattutto per parlarci dopo) - Con chi non passeresti mai una notte di sesso?
Bruno Vespa, Silvio Berlusconi, Giuliano Ferrara...Tremonti potrebbe essere divertente... - La legge è uguale per tutti?
Ahahahahah. - Dio esiste?
Chi lo sa. - L'amore?
Chi lo sa.
14.7.06
la Risposta
A un certo punto ti accorgi che le tue parole hanno un peso.
Puoi scherzare fin da quando sei in fasce su quel che farai nel tuo futuro.
Cosa farai da grande,bella bambina?
La pediatra,dicevo.
Perchè la mia mi ha salvata da morte certa e io avevo solo cinque anni quando la vedevo come Dio in terra,come colei che mi aveva restituito la possibilità di crescere.
Non me ne rendevo conto,certo, ma il ragionamento implicito era quello,e mettevo il camice bianco alla mia Barbie preferita -si chiamava Elena,la Barbie,era un nome che mi piaceva,mi avevano detto che una volta era esistita una donna bellissima, con quel nome...- e la facevo lavorare negli ospedali.
Intorno ai dieci anni ho scoperto il peso delle cicatrici che quell'aguzzina della mia pediatra,impedendomi di morire, mi aveva condannato a portare.
Mai odiato tanto qualcuno,quando il mio corpo e chi l'aveva conciato così,nell'adolescenza.
E poi il sangue mi faceva schifo. Mi fa schifo. Se vedo una persona che sta male soffro,soffro tantissimo, non riesco a pensare alla morte, figurarsi alla morte per mano mia,per un mio errore.
Io che non mi perdono delle bazzecole, perdonarmi la fine di una vita.
No,la pediatra no,e nemmeno il medico.
Ma sei così intelligente,ragazzina...
Nel frattempo conobbi due cose.
Le parole,e i Backstreet Boys.
Quando sei troppo out e troppo fuori dai normali schemi per diventare una ragazza popolare, e gli amici che hai non ti bastano,trovi normale tirare fuori un foglio e battezzarlo come nuovo amico.
Il mio primo diario segreto iniziai a scriverlo a undici anni.
Quando ebbi il menarca,tra l'altro.Sono diventata donna e ho imparato l'amore per le parole nello stesso tempo.
Si chiamava Minnie, non sopportavo che non avesse un nome.
Da quel giorno non ho mai smesso.
Oggi non si chiama più Minnie,il mio diario,non ha nessun nome disgustoso,ma come ti insegnano negli esami di teoria letteraria, i personaggi principali non dipendono dal fatto che abbiano un nome oppure no.
E il mio diario,che esiste tutt'ora alla sua...dodicesima edizione,se non sbaglio,è assolutamente un personaggio principale per me.
Ha resistito anche alle mail,ai blog,a tutto.
E' sacro.
I Backstreet Boys mi insegnarono,oltre alle parole,la musica.
Approssimativa finchè volete,ma sono stati necessari, prima dei Nirvana,degli Offspring (un'altra piccola svolta),molto,molto prima di De Andrè.
Allora con la boria tipica della tredicenne alzavo la testa e rispondevo a tutti quelli che mi chiedessero cosa avrei fatto da grande che avrei lavorato nella musica.
Avrei scritto di musica,avrei fatto la groupie, avrei fatto la manager.
Basta che non mi togliessero parole e musica,e avrei spaccato.
Quando mi chiesero cosa fare dopo le medie,la risposta fu "Dov'è che si impara a scrivere?"
Arrivai al classico convinta che ci avrebbero fatto fare temi dalla mattina alla sera,e per due anni imparai soltanto declinazioni e ottativi e casi, e perifrastiche.
Ingoiai una quantità di bocconi amari che nemmeno vi immaginate,e iniziai a crescere.
Dopo il liceo,cinque anni che mi han davvero fatto vedere di tutto,e magari scriverò di questo un'altra volta,mi trovai ancora a fare una scelta.
Cosa vuoi fare dopo il liceo, cara?
Voglio andare dove si scrive,e dove si legge.
Nessun dubbio nemmeno stavolta.
E ora che sono qui, e davanti non si tratta più di dare una linea approssimativa, di parlare di sogni.
Ora che la Scelta è vicina, e si tratta di pensare a cosa fare per il resto della mia vita.
Ora che non devo più sognare ma devo far vedere di che pasta sono fatta,ora che la percentuale nella quale rischio il fallimento è vertiginosa,ora che si tratta della realtà e non di sogni e la realtà che ho davanti è sanguinosa, e tesa,e difficile, così diversa da quella che pensavo, perchè non si può vivere scrivendo romanzi chiusa in una stanza, non si può, non si mangerebbe nemmeno una volta al giorno così...
Ora che devo scegliere se prendere la strada facile, o quella difficile.
Devo scegliere davvero quel che voglio,e non lo so cosa voglio, non lo so perchè sono ancora troppo piccola, so ancora troppe poche cose....o forse lo so e ho una dannata paura della delusione, del fallimento,dell'errore.
Ora mi trovo a pensare davvero a quella domanda.
Cosa vuoi fare da grande,adesso che sei una donna?
Sto cercando la risposta,davvero, e la sto cercando con attenzione,perchè voglio dare la risposta giusta.
Puoi scherzare fin da quando sei in fasce su quel che farai nel tuo futuro.
Cosa farai da grande,bella bambina?
La pediatra,dicevo.
Perchè la mia mi ha salvata da morte certa e io avevo solo cinque anni quando la vedevo come Dio in terra,come colei che mi aveva restituito la possibilità di crescere.
Non me ne rendevo conto,certo, ma il ragionamento implicito era quello,e mettevo il camice bianco alla mia Barbie preferita -si chiamava Elena,la Barbie,era un nome che mi piaceva,mi avevano detto che una volta era esistita una donna bellissima, con quel nome...- e la facevo lavorare negli ospedali.
Intorno ai dieci anni ho scoperto il peso delle cicatrici che quell'aguzzina della mia pediatra,impedendomi di morire, mi aveva condannato a portare.
Mai odiato tanto qualcuno,quando il mio corpo e chi l'aveva conciato così,nell'adolescenza.
E poi il sangue mi faceva schifo. Mi fa schifo. Se vedo una persona che sta male soffro,soffro tantissimo, non riesco a pensare alla morte, figurarsi alla morte per mano mia,per un mio errore.
Io che non mi perdono delle bazzecole, perdonarmi la fine di una vita.
No,la pediatra no,e nemmeno il medico.
Ma sei così intelligente,ragazzina...
Nel frattempo conobbi due cose.
Le parole,e i Backstreet Boys.
Quando sei troppo out e troppo fuori dai normali schemi per diventare una ragazza popolare, e gli amici che hai non ti bastano,trovi normale tirare fuori un foglio e battezzarlo come nuovo amico.
Il mio primo diario segreto iniziai a scriverlo a undici anni.
Quando ebbi il menarca,tra l'altro.Sono diventata donna e ho imparato l'amore per le parole nello stesso tempo.
Si chiamava Minnie, non sopportavo che non avesse un nome.
Da quel giorno non ho mai smesso.
Oggi non si chiama più Minnie,il mio diario,non ha nessun nome disgustoso,ma come ti insegnano negli esami di teoria letteraria, i personaggi principali non dipendono dal fatto che abbiano un nome oppure no.
E il mio diario,che esiste tutt'ora alla sua...dodicesima edizione,se non sbaglio,è assolutamente un personaggio principale per me.
Ha resistito anche alle mail,ai blog,a tutto.
E' sacro.
I Backstreet Boys mi insegnarono,oltre alle parole,la musica.
Approssimativa finchè volete,ma sono stati necessari, prima dei Nirvana,degli Offspring (un'altra piccola svolta),molto,molto prima di De Andrè.
Allora con la boria tipica della tredicenne alzavo la testa e rispondevo a tutti quelli che mi chiedessero cosa avrei fatto da grande che avrei lavorato nella musica.
Avrei scritto di musica,avrei fatto la groupie, avrei fatto la manager.
Basta che non mi togliessero parole e musica,e avrei spaccato.
Quando mi chiesero cosa fare dopo le medie,la risposta fu "Dov'è che si impara a scrivere?"
Arrivai al classico convinta che ci avrebbero fatto fare temi dalla mattina alla sera,e per due anni imparai soltanto declinazioni e ottativi e casi, e perifrastiche.
Ingoiai una quantità di bocconi amari che nemmeno vi immaginate,e iniziai a crescere.
Dopo il liceo,cinque anni che mi han davvero fatto vedere di tutto,e magari scriverò di questo un'altra volta,mi trovai ancora a fare una scelta.
Cosa vuoi fare dopo il liceo, cara?
Voglio andare dove si scrive,e dove si legge.
Nessun dubbio nemmeno stavolta.
E ora che sono qui, e davanti non si tratta più di dare una linea approssimativa, di parlare di sogni.
Ora che la Scelta è vicina, e si tratta di pensare a cosa fare per il resto della mia vita.
Ora che non devo più sognare ma devo far vedere di che pasta sono fatta,ora che la percentuale nella quale rischio il fallimento è vertiginosa,ora che si tratta della realtà e non di sogni e la realtà che ho davanti è sanguinosa, e tesa,e difficile, così diversa da quella che pensavo, perchè non si può vivere scrivendo romanzi chiusa in una stanza, non si può, non si mangerebbe nemmeno una volta al giorno così...
Ora che devo scegliere se prendere la strada facile, o quella difficile.
Devo scegliere davvero quel che voglio,e non lo so cosa voglio, non lo so perchè sono ancora troppo piccola, so ancora troppe poche cose....o forse lo so e ho una dannata paura della delusione, del fallimento,dell'errore.
Ora mi trovo a pensare davvero a quella domanda.
Cosa vuoi fare da grande,adesso che sei una donna?
Sto cercando la risposta,davvero, e la sto cercando con attenzione,perchè voglio dare la risposta giusta.
12.7.06
Credevo fosse solo un modo di dire
Lo conosco oggi.
Intelligente,sagace, visino pulito, colto e dedicato allo studio.
Simpatico, modi teneri, composto e abbastanza elegante.
E' l'uomo per me,fatto apposta per me.
Ama Floris e simpatizza per Gattuso.
Ama la letteratura e viaggiare.
Ama tutto quello che amo io.
Anche gli uomini.
In buona percentuale,perlomeno.
Il che mi lascia un certo margine di speranza ma non ho la certezza di voler correre il rischio di essere lasciata per Ugo.
Nessun genere di pregiudizio,al massimo un piccolo considerare quanto possa essere destabilizzante per me una cosa del genere, in un ipotetico,molto,molto ipotetico futuro.
Allora è vero che i migliori,o sono gay o sono preti...
Intelligente,sagace, visino pulito, colto e dedicato allo studio.
Simpatico, modi teneri, composto e abbastanza elegante.
E' l'uomo per me,fatto apposta per me.
Ama Floris e simpatizza per Gattuso.
Ama la letteratura e viaggiare.
Ama tutto quello che amo io.
Anche gli uomini.
In buona percentuale,perlomeno.
Il che mi lascia un certo margine di speranza ma non ho la certezza di voler correre il rischio di essere lasciata per Ugo.
Nessun genere di pregiudizio,al massimo un piccolo considerare quanto possa essere destabilizzante per me una cosa del genere, in un ipotetico,molto,molto ipotetico futuro.
Allora è vero che i migliori,o sono gay o sono preti...
11.7.06
Esperimenti
Sono sinceramente,profondamente curiosa,con piglio da giornalista o da scienziata,vedete voi, di osservare i fatti per saperne la conclusione, con la freddezza dello spettatore.
La suspance mi lascia quasi divertita in questo momento dove probabilmente non dovrei, in attesa di vedere come la realtà possa superare la fantasia e qualcosa d'altro possa, contro ogni immaginazione,andare peggio.
La suspance mi lascia quasi divertita in questo momento dove probabilmente non dovrei, in attesa di vedere come la realtà possa superare la fantasia e qualcosa d'altro possa, contro ogni immaginazione,andare peggio.
10.7.06
Cronache di un'inesperta
Io non sono una tifosa sfegatata, il calcio non mi attira più di tanto,ma ieri sera era La Sera.
Non stiamo a parlare della mia vita ora,che proprio non è il caso.
Parliamo del fatto che, al di là di tutto, epurando questi giorni da tutto ciò che sta accadendo,mi sono trovata con loro a guardare la partita.
Io e la mia cara amica sembravamo due ultrà e probabilmente lo siamo: quando le cose si fanno,si devono fare bene. Quando tifo, tifo con tutta me stessa.
Gli uomini di casa sembravano le fanciulle del posto, criticando timidamente la nostra scarsa sportività, d'altro canto, se devi aniettarli,devi aniettarli, il fair play magari lo riserviamo a una partita che non sia la finale dei mondiali.
Siam partiti malino, Materazzi ha rispolverato il mio orgoglio interista,sebbene dicano non sia esattamente uno stinco di santo.
Ho sofferto lentamente l'agonia dei novanta minuti,e pure dei supplementari, e vi assicuro che la tensione era a mille.
Di tanto in tanto andavo sul balcone a litigare con il mio amiconemico forzaitaliota, per non perdere l'abitudine, per riprendere contatto con la quotidianità.
Ero ovviamente incollata al televisore quando Zidane ha deciso di mostrarmi,del tutto gratuitamente,come si fa a rovinarsi anni di carriera con un disonore allucinante e una cattiveria che,per quanto motivata (chissà) ,non riesco a trovare giustificabile.
Un animale,per un secondo, quello che sembra essere stato una stella del calcio.
Se ne è andato via di spalle,occhieggiando la coppa che,in ogni caso, da quel momento sarebbe potuta essere dell'italia o della francia, ma di certo non sua.
Ai rigori,ho visto cose che voi umani non potreste immaginare.
Un sincero abbraccio al forzaitaliota, e non c'era più fini o prodi, nessun problema di ecologia o di urbanistica a dividerci, nemmeno quello strano rapporto di repulsione-amicizia: eravamo solamente uniti nella tensione.
Dopo Grosso, non c'era più nulla se non corde vocali, il buio di occhi aperti in un abbraccio a quattro, salti e la testa un po' stordita dal continuo muoversi ed essere trascinata qui e là.
E meno male che eravamo in quattro,in un appartamento privato.
Campioni del mondo.
Anche io.
Grazie al buon vecchio Materazzi,che si è pure beccato la cornata, a Grosso con quella faccia da patatone, a Pirlo che cavolo, non si stancava mai, a Buffon che una volta se l'è vista brutta e a Gattuso,da poco nominato mio nume tutelare, perchè non è vero che è così brutto e poi son convinta che sia tutt'altro che cattivo.
Un cucciolone.
Che io abbia un debole per uomini bassi,con occhi e capelli neri non esattamente sex simbol, tanto,era cosa risaputa dai tempi di Ballarò ;)
Totti non ha fatto un granchè, ma l'ho perdonato.
Del Piero non è mai stato un personaggio apprezzato dalla sottoscritta,per cui evito (con fair play) di parlare di lui e passo direttamente alla goduria immensa provata davanti allo sguardo dell'allenatore della Francia.
Un uomo con la faccia da Cattivo.
Quello stereotipato, il crudele capo delle associazioni malvage dei film.
Malefico.
Il calcio ha fatto il suo gioco, si è riscattato e ha ritrovato,per un attimo, la sua luce.
Non bisogna confondere questo con le indagini che invece immergono le mani nel torbido di affari,e certo non di spirito sportivo, che vanno assolutamente continuate.
Ormai campioni del mondo,la serata è continuata moderatamente, qualche strombazzata,un paio di cori,poi a letto,in tre,uno di fianco all'altra di fianco all'altra.
Sembravamo Qui Quo e Qua, tutti in fila, per concludere in pace almeno la serata della vittoria del Calcio sul sistema calcio.
Il resto, ieri notte,non contava, soltanto la coscienza di aver comunque fatto la storia, in qualche piccolo stupido modo,e di essersi presi qualcosa di cui tutti avevamo bisogno e che sicuramente,almeno in una certa misura, ci spettava.
Non stiamo a parlare della mia vita ora,che proprio non è il caso.
Parliamo del fatto che, al di là di tutto, epurando questi giorni da tutto ciò che sta accadendo,mi sono trovata con loro a guardare la partita.
Io e la mia cara amica sembravamo due ultrà e probabilmente lo siamo: quando le cose si fanno,si devono fare bene. Quando tifo, tifo con tutta me stessa.
Gli uomini di casa sembravano le fanciulle del posto, criticando timidamente la nostra scarsa sportività, d'altro canto, se devi aniettarli,devi aniettarli, il fair play magari lo riserviamo a una partita che non sia la finale dei mondiali.
Siam partiti malino, Materazzi ha rispolverato il mio orgoglio interista,sebbene dicano non sia esattamente uno stinco di santo.
Ho sofferto lentamente l'agonia dei novanta minuti,e pure dei supplementari, e vi assicuro che la tensione era a mille.
Di tanto in tanto andavo sul balcone a litigare con il mio amiconemico forzaitaliota, per non perdere l'abitudine, per riprendere contatto con la quotidianità.
Ero ovviamente incollata al televisore quando Zidane ha deciso di mostrarmi,del tutto gratuitamente,come si fa a rovinarsi anni di carriera con un disonore allucinante e una cattiveria che,per quanto motivata (chissà) ,non riesco a trovare giustificabile.
Un animale,per un secondo, quello che sembra essere stato una stella del calcio.
Se ne è andato via di spalle,occhieggiando la coppa che,in ogni caso, da quel momento sarebbe potuta essere dell'italia o della francia, ma di certo non sua.
Ai rigori,ho visto cose che voi umani non potreste immaginare.
Un sincero abbraccio al forzaitaliota, e non c'era più fini o prodi, nessun problema di ecologia o di urbanistica a dividerci, nemmeno quello strano rapporto di repulsione-amicizia: eravamo solamente uniti nella tensione.
Dopo Grosso, non c'era più nulla se non corde vocali, il buio di occhi aperti in un abbraccio a quattro, salti e la testa un po' stordita dal continuo muoversi ed essere trascinata qui e là.
E meno male che eravamo in quattro,in un appartamento privato.
Campioni del mondo.
Anche io.
Grazie al buon vecchio Materazzi,che si è pure beccato la cornata, a Grosso con quella faccia da patatone, a Pirlo che cavolo, non si stancava mai, a Buffon che una volta se l'è vista brutta e a Gattuso,da poco nominato mio nume tutelare, perchè non è vero che è così brutto e poi son convinta che sia tutt'altro che cattivo.
Un cucciolone.
Che io abbia un debole per uomini bassi,con occhi e capelli neri non esattamente sex simbol, tanto,era cosa risaputa dai tempi di Ballarò ;)
Totti non ha fatto un granchè, ma l'ho perdonato.
Del Piero non è mai stato un personaggio apprezzato dalla sottoscritta,per cui evito (con fair play) di parlare di lui e passo direttamente alla goduria immensa provata davanti allo sguardo dell'allenatore della Francia.
Un uomo con la faccia da Cattivo.
Quello stereotipato, il crudele capo delle associazioni malvage dei film.
Malefico.
Il calcio ha fatto il suo gioco, si è riscattato e ha ritrovato,per un attimo, la sua luce.
Non bisogna confondere questo con le indagini che invece immergono le mani nel torbido di affari,e certo non di spirito sportivo, che vanno assolutamente continuate.
Ormai campioni del mondo,la serata è continuata moderatamente, qualche strombazzata,un paio di cori,poi a letto,in tre,uno di fianco all'altra di fianco all'altra.
Sembravamo Qui Quo e Qua, tutti in fila, per concludere in pace almeno la serata della vittoria del Calcio sul sistema calcio.
Il resto, ieri notte,non contava, soltanto la coscienza di aver comunque fatto la storia, in qualche piccolo stupido modo,e di essersi presi qualcosa di cui tutti avevamo bisogno e che sicuramente,almeno in una certa misura, ci spettava.
8.7.06
Propositi per l'estate 2006
Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.
Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.
Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .
ricominciare a fluire
(tiromancino)
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.
Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.
Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .
ricominciare a fluire
(tiromancino)
7.7.06
Roma nun fà la stupida stasera
Stasera mi manca Roma.
Davvero, io non soffro di mal d'Africa,ma ho voglia di sole,come le piante.
Mi manca l'aria che si respira,i tramonti sulle colline, la possibilità di seguire quella che è la vita romana,sicuramente più stimolante di quanto si respiri quassù in padania.
Voglio di nuovo il cielo terso e piazza di Spagna, perdermi dalle parti dell'Auditorium e vedere il Circolo degli Artisti.
Muovermi per il lungo tevere e sentire il tepore sulla pelle, non soltanto in luglio.
Mi sa che ci devo tornare,o mi verranno delle macchioline rosse su tutto il corpo,stile Pimpa.
Davvero, io non soffro di mal d'Africa,ma ho voglia di sole,come le piante.
Mi manca l'aria che si respira,i tramonti sulle colline, la possibilità di seguire quella che è la vita romana,sicuramente più stimolante di quanto si respiri quassù in padania.
Voglio di nuovo il cielo terso e piazza di Spagna, perdermi dalle parti dell'Auditorium e vedere il Circolo degli Artisti.
Muovermi per il lungo tevere e sentire il tepore sulla pelle, non soltanto in luglio.
Mi sa che ci devo tornare,o mi verranno delle macchioline rosse su tutto il corpo,stile Pimpa.
5.7.06
Bandiera Bianca
Dopo aver passato il giorno a spremere l'ultima piccola parte di me ancora sana e aver visto sgretolarsi materia grigia e ambizioni professionali, credo che darò ragione a Bersani e andrò in vacanza un esame prima.
Questione di capacità fisiche,prima ancora di volontà.
Questione di capacità fisiche,prima ancora di volontà.
Bisognerebbe adesso darsi delle regole
ricordarsi di essere uomini fermarsi e ridere
così tornare a dare credito agli stimoli
allenarsi sulla pertica ad avere i brividi
Bisognerebbe rilassare tutti i muscoli, saltare qualche virgola, buttarsi un po’ di più
eppoi provare ad alleggerire il carico
buttando a mare secoli di solitudine
Bisognerebbe non dormire sugli spigoli e in barba anche alla fisica
pensare a testa in giù
ricordarsi di essere uomini fermarsi e ridere
così tornare a dare credito agli stimoli
allenarsi sulla pertica ad avere i brividi
Bisognerebbe rilassare tutti i muscoli, saltare qualche virgola, buttarsi un po’ di più
eppoi provare ad alleggerire il carico
buttando a mare secoli di solitudine
Bisognerebbe non dormire sugli spigoli e in barba anche alla fisica
pensare a testa in giù
rifiutar di esser competitivi al massimo per avere un certo credito, una personalità e non fidarsi degli esperti in ogni genere che sanno come muoversi rispetto alla realtà
che spesso poi fan schifo a vivere,
non riescono ad ammetterlo e si piacciono moltissimo così
che spesso poi fan schifo a vivere,
non riescono ad ammetterlo e si piacciono moltissimo così
(...)
Bisognerebbe dare al fegato un motivo per contorcersi e non perdere la sua elasticità non stare lì
ad accontentarsi degli spiccioli
gli spiccioli
dell’anima del cuore e delle
idee,
ma accumulare capitali a passi piccoli fatti di ricordi che non dicono bugie, condizionati dagli
anticipi e i ritardi che ci cullano a miliardi verso la felicità
Bisognerebbe grattuggiare tutti gli angoli e finalmente sferici, opplà, buttarsi giù
rotolare in una corsa inarrestabile, una cosa da vertigine, a sfidar la gravità
Frenare solo un metro prima di cadere giù dal mondo alzarsi in piedi
e di colpo lì per lì
illuminarsi di un amore che era scritto non so dove, non so come sia arrivato fino qui
Bisognerebbe dare al fegato un motivo per contorcersi e non perdere la sua elasticità non stare lì
ad accontentarsi degli spiccioli
gli spiccioli
dell’anima del cuore e delle
idee,
ma accumulare capitali a passi piccoli fatti di ricordi che non dicono bugie, condizionati dagli
anticipi e i ritardi che ci cullano a miliardi verso la felicità
Bisognerebbe grattuggiare tutti gli angoli e finalmente sferici, opplà, buttarsi giù
rotolare in una corsa inarrestabile, una cosa da vertigine, a sfidar la gravità
Frenare solo un metro prima di cadere giù dal mondo alzarsi in piedi
e di colpo lì per lì
illuminarsi di un amore che era scritto non so dove, non so come sia arrivato fino qui
4.7.06
Parallelismi
Siamo partiti male, guardando in faccia l'avversario, non sicuri di stravincere.
Abbiamo arrancato, senza sapere bene dove andare a segnare, senza riuscire a trovare lo spiraglio per ritrovare equilibrio.
Ci siamo ripresi,abbiamo tenuto duro.
E alla fine,con un expoilt della miseria, li abbiamo fatti secchi tutti.
Forza Nazionale, Forza Me.
Abbiamo arrancato, senza sapere bene dove andare a segnare, senza riuscire a trovare lo spiraglio per ritrovare equilibrio.
Ci siamo ripresi,abbiamo tenuto duro.
E alla fine,con un expoilt della miseria, li abbiamo fatti secchi tutti.
Forza Nazionale, Forza Me.
1.7.06
Vale**
Conoscere tutto di te
A cosa serve
Era tutto in latino,ieri sera,come il titolo di questo post.Le scritte,la cervisia, il vestibulum.
C'era qualcosa di bellissimo e di intenso e qualcosa di struggente e disperato in quello che ho fatto ieri sera,e non ho ancora capito se è il genere di notti che vorrei fare più spesso o no.
Innanzitutto c'ero io in toga.
E molte persone che conosco altrettanto in toga, e spille che cadono e che ti lasciano con il reggiseno del costume, e stelle nel cielo che si guardano sdraiate sull'erba, con il nasino all'insù, parlucchiando come se ci si conoscesse da una vita,quando avevo a malapena idea di chi fossero,quelle ragazze.
C'era il mio fido Quasifratello, con la sua folta pelliccia naturale, con la sua deliziosa fidanzata e una lieve incazzatura per la musica che non andava.
C'era quel Lui sul qual divano mi son trovata un anno fa, e la sua fidanzata, fuori di testa come poche ma davvero simpatica. E io sto simpatica a lei, e insomma, non mi ricordo nemmeno più perchè facevo l'acida con lei. Gelosia? Più che altro invidia,di avere colui che io avrei voluto.
Ma che in fondo,sta bene là dov'è.
Poi c'era un mezzo bicchiere di vino -quello scadente,che ti fa venire il mal di testa-
Il reggae e una coppia di persone che non vedevo da perlomeno un paio d'anni.
Poi quel simpaticone che mi ha portata a casa,e anche per me che generalmente so' cecata era chiara la bavetta agli angoli della sua bocca ma no, no, proprio no fratello, non sei il mio tipo.
Il mio sofà personale,un ragazzo che non è solo cicciottello e simpatico, è davvero un pezzo di arredamento molto confortevole. E gentile.
Poi cielo,come una apparizione da un mondo parallelo,il mio ex. Il mio primo bacio. I balli e i Nirvana e Natale e quell'inverno tutto chiuso negli occhi scuri,grandi,splendidi,quelli che mi son sempre piaciuti di lui che mi guardavano come se fossi una apparizione da un mondo parallelo.
Chissà se si ricordava che io sono stata la sua pikola.Secondo me sì,ma ormai è passato,e lo sappiamo tutti e due.
Lo so pacificamente anche io, che lo cercavo con gli occhi tra le persone, per dirgli che se una volta era la copia orrenda di Nesta ora è la copia più carina,e che forse sono stata una stronza,anzi sicuramente, e che sicuramente gli avrò fatto del male ma che adesso vorrei soltanto essere sua amica,un po', in onore dei vecchi tempi e del peluche che ho ancora in camera.
Altro reggae,altre spille da sistemare,un pazzo che ballava come Caltron del Principe di Bel Air (qualcuno se lo ricorda?).
So che sto dimenticando lui.
Con la corona d'alloro e troppe donne a far pazzie,a ubriacarsi solo per stargli vicino.
Io non sono di quella risma, lo guardavo da lontano,un bacino sulla guancia quando passavo dalle sue parti.
Prima di andare via finalmente ci siamo parlati.
Credo che abbia capito,credo di essere troppo chiara,credo che anche senza parlare il bene che gli voglio si vedeva,si sentiva,ormai era in tutte le foglie degli alberi del parco.
E credo che forse quell'abbraccio lungo secoli,quei bacetti,quel suo "non posso iniziare storie adesso.." e il rimpianto di sapere "...che delle volte trascuro le persone importanti" non fossero del tutto falsi.
Forse nemmeno quei ti voglio bene,che ha sussurrato e sussurrato mille volte, e che non so quanto possano farmi sentire meglio,ma è andata.
Lui è andato.
E non posso che guardare oltre,alle cose belle,agli abbracci e alle persone che mi offrono week end di vacanza, alla svizzera ubriaca che urla "chiamami" quando non ho idea di quale sia il suo numero,e al suo ragazzo col quale sembra finalmente superato l'imbarazzo del dopo erroruccio diplomatico.
E allora,mio caro classicista, vale.
Abbi cura di te**, davvero.
Sai come prendermi in giro
Le tue favole spaventano
Ed ora ho bisogno di avere paura
Di rincorrerti e non afferrarti
Conoscere tutto di te
A cosa serve
A cosa serve…
Sai come prendermi in giro
Le tue favole divertono
Ed ora ho bisogno
Di ridere tanto
Di nascondermi e non cercarti
Conoscere tutto di te
A cosa serve
A cosa serve…
Ed ora più che mai vorrei
Sentire il calore delle tue mani
Trovare il coraggio
Di fidarmi delle tue carezze…
Fidarmi delle tue carezze
Le tue favole spaventano
Ed ora ho bisogno di avere paura
Di rincorrerti e non afferrarti
Conoscere tutto di te
A cosa serve
A cosa serve…
Sai come prendermi in giro
Le tue favole divertono
Ed ora ho bisogno
Di ridere tanto
Di nascondermi e non cercarti
Conoscere tutto di te
A cosa serve
A cosa serve…
Ed ora più che mai vorrei
Sentire il calore delle tue mani
Trovare il coraggio
Di fidarmi delle tue carezze…
Fidarmi delle tue carezze
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