20.3.08

Poesia

Io proprio le poesie non le so scrivere.
Non è che non le scrivo, per carità, raramente succede, ma vengono fuori dei lavori che sarebbero qualitativamente sufficienti (forse) solo per Cioè.
Poi non rileggo, non scelgo le parole, sono solo piccoli rigurgiti di sensazioni, impressioni, cosine tristine e piccine.
Tra l'altro, io le poesie non le leggo mai.
Leggo da sempre romanzi, ma rifuggo la lettura di poesie...quel che è strano, è che mi piace sentirle.
Recitate, cantate, declamate: la poesia detta a voce ha sempre risuonato nel mio cervello creando un eco piacevolissima.

Bene, fermo questo, oggi ho sentito il bisogno di leggere poesia per la prima volta in ventitrè anni.
Sono andata in biblioteca sfidando la tonsillite e ne sono uscita con Fortini e la Plath,proprio perchè Penna, non si capisce come mai, non era reperibile. Pennac sì, Penna no. Uffi.

Non so cosa mi sta succedendo davvero, ma forse è solo arrivato il momento di sentire senza pensare. Anche nella mia arte preferita.

2 commenti:

paola ha detto...

...mi sono intrufolata nel tuo blog per caso ed è stato un piacere sbirciare i tuoi post!
Anch'io adoro ascoltare poesie (Benigni che recita la Divina Commedia in primis), ma la lettura no (almeno quella poetica), non fa per me, la maggior parte delle volte mi annoia...
Fai sapere com'è andata la tua di lettura magari!

zefirina ha detto...

io invece leggo poesie da quando sono adolescente ho iniziato come tutti gli adolescenti, perlomeno della mia epoca con: l'antologia di Spoon river (te la consiglio), poi con Prevert e poi con Neruda, e via via la mia collezione si è arricchita, lo puoi vedere anche su anobii

non so scriverne nemmeno io, una volta per un uomo ne ho registrata qualcuna su una cassetta....

che spreco!