26.3.08

Il mio cioccolato è diverso

Io conosco un folletto che si nasconde nelle tavolette di cioccolato equo e solidale.
E ogni tanto vien fuori, e mi fa un regalo.
Generalmente, secondo un meccanismo non meglio identificato, questo folletto mi spinge a offrire pezzetti di barretta di cioccolato a sconosciuti/e.
E la regola è ferrea: qualcuno che davvero, assolutamente, non conosco.
Il folletto, tanto, ha fiuto, e non ha ancora sbagliato un colpo.

Oggi sulla metrò stavo togliendo la carta al mio cioccolato ed evidentemente il folletto ha deciso di giocare..e per una serie di piccole coincidenze, di piccole spinte interiori, ne ho offerto un pezzetto a una signora splendida che si era seduta di fianco a me.

Caschetto di capelli candidi, occhiali grossi molto indie, una giacca celeste.
Ecco, una donna splendida.
Antonella, si chiama, ha settantotto anni, e ne dimostra al massimo sessanta. Insegnava inglese nei licei e mi ha letteralmente sommerso di amore, buon spirito, gentilezza ed autostima.
Incredibile come un incontro perfettamente casuale possa davvero riempire il cuore, come il suo dito portato alle labbra e poi lasciato muovere verso di me, come un bacio, come una benedizione da una donna che "si ritiene religiosa ma non bigotta, per carità".
Speriamo che il suo Buon Spirito davvero porti qualcosa, già l'energia che ha passato quando mi stringeva le mani nei suoi guantini candidi e morbidi è stata splendida.
E' bello che a Milano accada, dove nessuno parla con nessuno.
Io il mio cioccolato continuo a mangiarlo. Tra un po', forse, il folletto vorrà giocare ancora, e io sarò lì.


6 commenti:

crimson74 ha detto...

Si, è una bella scena. Trasmette calore umano.

morgania ha detto...

E a me la cioccolata??

grig-io il blogorroico ha detto...

bello!

Tfm ha detto...

Ottima colonna sonora, anche.

Damned Fairy 84 ha detto...

Anche a me è capitato una volta di discorrere con una signora alla stazione del treno della pratica cinese di fasciatura dei piedi per poi parlare di piercing e panze di fuori, il tuo racconto mi ha colpito, è vero, in una grande città è strano fare incontri interessanti ma sia te che io (sono di Roma) ne abbiamo avuto l'opportunità.

zefirina ha detto...

bello questo racconto, però non è vero che a milano nessuno parla con nessuno.... anche lì mi riusciva di attaccar bottone con tutti!!! tant'è vero che il mio milanese mi prendeva in giro, dicendomi che capita solo a me