8.11.08

Pausa Caffè

Pausa.
Mescolo lo zucchero nella chicchera.
Penso al caffè, che mi fa pensare al thè, che mi fa pensare al latte.
Che mi fa pensare a lui.
Che mi fa pensare a lei.

Medito, girando il cucchiaino, e trovo ironico riuscire a illuminare le affinità che mi avvicinano alla mia rivale.
Se non la sentissi rivale, sento che potremmo essere molto amiche. Davvero.
Ma so che non succederà mai in questa vita, nè mai vorrò che succeda, dunque lancio i dadi e muovo la mia pedina più in là.

Il caffè è troppo caldo.
Un quarto d'ora fa la Bambolina di Cristallo mi ha telefonato in lacrime. La vita gira sempre lo stesso copione: prima a me, ora a lei.
Rintraccio le preziose parole che mi sono servite mentre mi disidratavo di lacrime su quel treno stupido, in riviera.
Con lei non funzionano, forse perchè ci ha scommesso non solo il cuore, ma anche la stima di se stessa. Che io non ho mai perso.

Bevo piano, mentalmente penso aò futuro prossimo:
le certezze degli occhi grandi di Carissima Amica, Quasifratello che tornerà dal suo week end al mare, una tana dove leccarmi le ferite e fare il punto della situazione quando mi va, più di un tornasole della mia rinascita.
E le incognite.
Adesso le cerco e le bramo.
Mi ci avvicino con le gambette insicure, ma le metto in conto e non le svicolo più.
Che bambina grande. Bevo anche il caffè, come le bambine grandi.

Ieri guardavo i tuoi occhi di bambino, e davvero, dal cuore, ho pensato che forse dovremmo rincontrarci quando entrambi saremmo cresciuti, magari davanti a una macchinetta del caffè.

1 commento:

Augusta ha detto...

io credo che queste mail/telefonate/sms di mutuo soccorso dovremmo condividerle più o meno tutte. Ci ritroviamo sempre negli stessi panni delle altre, prima o poi...