3.3.08

Quel nodo in gola

Penso a te, zia che zia non sei, coraggiosa e fuori dagli schemi tanto da farti cacciare da un paio di conventi; ti ringrazio per aver cresciuto quella piccola selvaggia che oggi è una donna fiera e testarda, che dorme nella stanza accanto. Che il tuo Sposo ti accolga tra le sue braccia come tu senti sta già facendo..ma il più tardi possibile.

Penso a te, madre, venerata tanto da avere un riverbero di luce forse più intenso della sorgente stessa, che hai lottato per vedermi capace di cavarmela da sola, che hai ingoiato sempre le lacrime e che piangi ancora di nascosto, che tante volte non mi tendi la mano solo perchè credi che sia l'unico modo che hai per insegnarmi a rialzarmi da sola.

Penso a te, nonna, che salda porti avanti il tuo orgoglio e la tua vita indipendente, che te la ridi degli oroscopi al pranzo della domenica e che sottolinei sempre che hai lavorato, nella tua vita, hai fatto l'impiegata ed avevi una cultura. I tuoi errori sono peccati perdonabili, se visti nella prospettiva del tempo, e la tua furbizia e inflessibilità sono sempre con me, insieme all'amore eterno che mi regali senza chiedere mai nulla in cambio.

Penso che tutti, ma soprattutto tutte, debbano vedere Persepolis.

1 commento:

Poesia ha detto...

hanno tolto anche me :(
ho scritto a maxime e alberto... insomma, ci son rimasta male.
era bello, almeno, avvertire, no?