13.6.05

Scelte.

Ora,io non so cosa dire.
Sono perplessa e un po' preoccupata per come stanno andando le cose, probabilmente c'è da chiedersi Perchè.
Ora probabilmente inizierei a ragionare su una quantità di cose in maniera sconnessa, illogica, istintiva.
Quindi evito e magari rimando il discorso a tempi migliori.
Vi racconto solo il momento più bello della serata:
tutta la mia amabile famiglia si è riunita a mo' di punta macedone e ha marciato fino alle rispettive cabine elettorali.
Fatto il nostro dovere,chi più chi meno (abbiamo votato non esattamente in modo identico,ecco) stavamo marciando in maniera leggermente più scomporta verso casa,che incontriamo una famiglia di conoscenti.
Loro tornavano da messa.
Noi..beh, insomma, tornavamo.
Non abbiamo certo sbandierato niente.
Ma le schede elettorali erano nel taschino del pater familias, orgogliose e quasi fosforescenti.
Le chiacchere di circostanza sono state favolose,specialmente perchè in quel momento eravamo esattamente dalle parti opposte della barricata.
Poco opposte, probabilmente,solo in questa circostanza.
Siamo tornati a casa marciando ancora impettiti,sul petto il nostro stemma.

4 commenti:

Jean Sol Partre ha detto...

La metafora bellica non è calzante. Il problema tutto italico è qui: la mettiamo giù come se fosse una battaglia, non siamo capaci di un confronto creativo. Non me ne volere, scrivo quello che penso.

Luci ha detto...

Caso ha voluto che ieri mattina non sia stata in chiesa; in ogni caso sarei andata a votare lo stesso.
Certo, ha inciso l'invito all'astensione, ma pure il menefreghismo ha avuto il suo peso.
:/

Elena ha detto...

Sono senza parole. Cioè, mi aspettavo che andasse così, ma ogni volta questo Paese mi fa più schifo, e mi chiedo cosa ci faccio ancora qui... devo davvero decidermi ad andare a vivere all'estero, almeno potrò fare finta di non vedere che il mio Stato sta andando a rotoli...

Joe Tempesta ha detto...

purtroppo è andata com'è andata.
la cosa che fa più rabbia è che probabilmente noi tutti possiamo permetterci all'estero quello che in Italia non si può fare (procrazione, cure con le staminali, eccetera), ma abbiamo votato SI perché crediamo in un paese migliore anche per "gli altri".
E' triste invece che "gli altri" abbiano preferito imporre un divieto anche a chi si batteva per dar loro una libertà.
Non penso che sia necessario l'esilio, come qualcuno va dicendo in questi giorni, certo è che diventa difficile trovare altre energie per migliorare un Paese che non vuole essere migliorato.