3.12.08

Nebbie

Non ricordo quale scrittore lo dicesse, ma la similitudine è delle più abusate: nebbia nella pianura, uguale nebbia nel cervello, oppure nelle condizioni di vita della voce narrante.
Forse era solo Lucio Battisti, ma la sua versione era decisamente più ottimista: nella nebbia dove non si vede a un passo per ritrovar se stesso.

Bene.
Battisti mentiva, e probabilmente molti degli autoruncoli di cui sopra si sono trovati un pomeriggio d'inverno in Pianura padana, camminando veloci, stringendo con una mano il cappotto e con l'altra un pacco di libri, e pensando seriamente alla glaciazione del principio di lacrime in fondo agli occhi.
Perchè a volte la nebbia, con quel suo colore d'orzata, come diceva Faber, cola sopra tutto e tutto appiccica, un po' come quando mangi del miele e te ne cade una goccia su un dito.
La nebbia delle volte è soltanto un grosso abbraccio, un enorme velo sotto il quale portare con tutte e due le mani un bicchiere di thè fumante, o sotto il quale scambiare due chiacchere osservando le nuvolette che escono dalla bocca.

A volte però, e sono le volte peggiori, la nebbia si traveste da specchio.
E ci vedi dentro l'incertezza dei rapporti, le scommesse che fai senza sapere nemmeno quanto stai puntando.
E' camminando nella nebbia che improvvisamente ti accorgi che potresti perdere tutto, che la tua nemesi non aveva la mano vincente soltanto in amore, ma mira proprio e definitavamente a lasciarti in mutande.
Da sola, senza il conforto di chi ti ama, di nessuno, forse soltanto di una cioccolata calda.
E tu sospiri, e ti ripeti che le amicizie vere sono d'acciaio, che non cambierà niente, che lei non è te.
Ci si sente un pochino soli davvero, nella nebbia, quando sotto i piedi senti che scricchiolano le grandi certezze, e anche se si è abbastanza sicuri di farcela, si venderebbe un rene per una sicurezza in più, per un momento di lucidità e di confini netti, rassicuranti e caldi come un plaid.

4 commenti:

zefirina ha detto...

la nebbia mi mette veramente un senso di spaesamento, non mi ci raccapezzo ... però poi sai che mica dura in eterno e ti tranquilizzi

l'unica cosa che mi piace è quella sensazione di silenzio ....

S.B. ha detto...

Quello che dici è vero, ma l'unico modo per avere qualche punto fermo e sicuro è attraversarla la nebbia. Mi spaventa di più quando si fa finta di non vederla..

Ranmaz ha detto...

mi hai fatto venire freddo -.-
io la odio la nebbia!!

Baol ha detto...

Faber diceva che Milano galleggia in una bottiglia d'orzata...io non l'ho ancora vista...

Ciaooooooooo