15.8.07

Perché tremi in questo agosto?

Sono tornata, non ho nemmeno avuto il tempo di guardare con gli occhi grandi e luccicosi una delle città più belle del mondo che devo già fare i conti con le beghe familiari.
E personali, probabilmente gli ormoni sono insorti e stanno autogestendo la psiche della sottoscritta, che sta provvedendo a colpire quelli più autonomi e ripristinare l’ordine.
Auguri di ferragosto, random, arrivano sul cellulare, mentre io sono stanca, tanto stanca.
Stanca e felice,per carità, perché ho ancora Giotto negli occhi, e la foto con Ughino in Santa Croce, il mio Ughino adorato, condividiamo il colore dei capelli e probabilmente anche l’indole infiammabile e pessimista.
Duecento foto in un paio di giorni, l’incontro con un amico, le fotografie con gli animali di pezza e con la mia compagna di viaggio.
Firenze è bella e caotica, non rincorre nulla e ride tanto, ride tantissimo, ha una prospettiva diversa da quella lombarda sulle cose, molto più limpida.
Un uomo in macchina aveva toccato dentro un marciapiede,a una velocità folle, s’è sentito un bel casino, fossi stata io sarei stata in uno stato oscillante tra il pianto e la voglia di uccidere, lui ha riso.
Volevo fare il bischero, niente, niente,tutto a posto.
Cinquanta euro a chi vede reagire qualcuno così a Milano,e mi porta le prove.
E per chi come me ha sopperito negli anni a mancanze di esseri umani viventi con le parole dei morti, il viaggio a Firenze sembra una gran rimpatriata.
Una lunga pizzata virtuale con tutti quelli che ti hanno tenuto compagnia negli anni, coi quali hai passato notti insonni prima degli esami (a studiarli) con quelli che ammiravi ma che non hai avvicinato troppo, come Galileo; il muso da furetto del buon Machiavelli, la tomba di Alfieri, che finalmente ha riposato dopo una vita che ho amato, ridendo ad alta voce leggendola (in versione autobiografica); un dialogo con le immagini di Masaccio, le volte e Dante, ovunque.
Firenze vive secondo me sotto l’egida del nasone, come è stato ribattezzato familiarmente, vive con il peso della colpa, forse, e ora non fa altro che ricordarsi del figliol prodigo in ogni dove, rendendo grazie a quell’uomo, sempre dipinto con un espressione da incazzato nero, che alla fin della fiera l’ ha resa immortale.
Incazzato nero forse dante era sul serio, ma alla fine è stato tra tutti uno di quelli che mi han tenuto più compagnia, da quando a otto anni sul balcone leggevo la parafrasi per bambini dell’inferno, schifando purgatorio e paradiso,e imparando la sottile arte del contrappasso e della crudeltà.
A proposito: ho preso un mucchietto di ossessioni e ci ho pisciato sopra, oggi, e ho tirato l’acqua,e non l’ho fatto solo metaforicamente.
Sto perdendo tempo,e non lo voglio più tollerare.
Sono confusa, non mi sento sola, ma un po’ paura, quello sì, quella ce l’ho.
L’unica cosa di cui sono sicura è che faccio partito di per me stessa, come Nasone, e che presto ne porterò un altro, di bacione a Firenze, appena posso.

9 commenti:

crimson74 ha detto...

Adoro l'Inferno (quello di Dante, ovviamente)... recentemente ne ho letta una bellissima versione a fumetti di Go Nagai (lo stesso ideatore di Goldrake, Mazinga e tanti altri robottoni, qui di robottoni non ce ne sono, solo tanti bei disegni).
Un abbraccio.

sardauker ha detto...

e firenze aspetta.

lucia ha detto...

Bentornata!
Io sono ancora a Roma, ma ho il vizio del pc e una connessione a portata di mouse.
;-)

LaStudentessa ha detto...

Che invidiaaaa!!!!

S.B. ha detto...

C'è che parte e c'è chi torna (a Firenze) :-)

tartablu ha detto...

C'è stato un tempo in cui me ne andavo, da sola o in compagnia, almeno due volte l'anno a Firenze... ehhh altri tempi. Contenta di sentirti meglio.
Un baciotto

Poesia ha detto...

Bellissimo post. Bentornata.

vic ha detto...

Bentornata, cara amica, sperando che le vacanze ti abbiano fatto star bene come meriti...

panzabiker ha detto...

ciao,ieri sera ero sui navigli e mi son chiesto: "chissà se c'è anche la rain.." se posso permettermi sono contento che ti sei accorta che perdevi tempo. ora lanciati! le ossessioni ora sono tra chi se le merita. ti lascio con una frase di mio nonno:
"non aver paura di prendere strade che non conosci ,
che la luna c'è dappertutto"
a me piace..
buon ritorno a firenze! io ci sarò verso l'ultima decade di settembre. un abbraccio