21.12.06

Tirar qualche somma

Uno cresce.
O meglio,il tempo passa,e uno invecchia.
O meglio, il tempo passa,e tu ti modifichi con il tempo.
Insomma,il concetto mi sembra essere chiaro.
Però ogni mattina quest'uno si guarda allo specchio,e non è niente di diverso da quello che era il giorno prima.
E quello prima ancora,e quello prima ancora-ancora-ancora.
Anche a me succede lo stesso.
Soffro,mi riprometto di cambiare,ma la mattina dopo sono ancora lì che bevo il mio cappuccino e ho paura delle cose di cui avevo paura il giorno prima,e il mese prima,e tre anni prima.
Soltanto che delle volte capitano delle cose,e senza pensarci agisco in modo diverso.
Totalmente spontaneo, e totalmente diverso.
Allora sì,una vocina mi dice che effettivamente sono cambiata,perchè ciò che oggi mi fa scuotere la testa un po' tristemente tre anni fa mi avrebbe gettato nella disperazione più nera,in una catena di telefonate strazianti pseudochiarificatrici che non avrebbero chiarito nulla,se non la mia dipendenza dall'affetto degli altri.
Credo di avere capito che non c'è una fine.
A parte la morte, quello è chiaro, intendo una fine alle occasioni della vita.
Il vecchio morto un papa se ne fa un altro.
E se oggi come oggi le persone veramente importanti le ho vicine, e con quelle non succederà mai niente di brutto (e se succederà ci saranno strazianti telefonate chiarificatrici perchè delle volte il gioco vale la candela),quando si perdono gli optional ormai sono lucidamente cosciente che sono optional.
Mi guardo allo specchio,mi ricordo che ho ragione (di tanto in tanto),mi ricordo che quello che è successo è successo con una persona che ha molti conti da fare in più di me con sè e con la sua vita (perchè io li ho già fatti, e il sangue sputato in quei momenti a qualcosa è servito),e penso esattamente una parolina di otto lettere.
Pazienza.
Sfogo l'amarezza con un post,ma è una amarezza placida, non un terrore,non un baratro,non chissàcheperdita.
Pensare che da quando ho imparato che posso aver davvero ragione,ho pure imparato a chiedere davvero scusa.
Che non è facile,quando arrivi con un'ora di ritardo a un appuntamento, o quando esageri con l'Amichetto Forzista,e vedi che davvero gli hai fatto del male e lo hai seccato.
Chiedo scusa sul serio,perchè non ho paura di non essere più amabile.
E allo stesso modo aspetto che passi il sapore amaro della disillusione, cosciente che se non è questo sarà qualcos'altro,e in italia siamo 57.000.000, non credo che per uno sgarbo di qualcuno sarò costretta alla solitudine.
E' qui,che sono cambiata.
E meno male.

3 commenti:

zefirina ha detto...

rain insisto sono sicura che l'amarezza presto passerà, sei una tipa forte, mi sono accorta negli anni che a volte ci sottovalutiamo, e invece siamo meno fragili di quanto noi stessi crediamo, siamo più autonome di quanto ci diciamo, e anche se non sempre ci riconosciamo quando ci guardiamo allo specchio, e non sempre ci piacciamo, non siamo poi così male, ci sono certe tipe mosce in giro!!!!! e non siamo noi
un abbraccio

Francesco ha detto...

Credo di aver individuato la parolina segreta di otto lettere;)
L'amarezza passerà... e tu ti ritroverai più forte e bella!

grig-io il blogorroico ha detto...

leggendo annuisco con la testa, e ciò che contiene.
come piccoli fotogrammi oggi e domani, differenze impercettibili, eppur ci muoviamo.