He’s the farmers barren fields
The force the army wields
The expession in the faces
Of the starving children
The power of the man
He’s the fuel that drives the clan
He’s the motive and conscience
Of the murderer
He’s the preacher on t.v.
The false sincerity
The form letter that’s written
By the big computers
He’s the nuclear bombs
And the kids with no moms
And I’m fearful that
He’s inside me
(Bad Religion)
13.7.05
Troppi pensieri.
6.7.05
The kids aren't alright (part I)
Una volta eravamo noi.
Ora non so più dove siamo finiti.
C'ero io, in piena mutazione da bozzolo a farfalla, facevo furtive spedizioni per comprarmi le calze a righine.
Scoprivo i colori e lo ska, praticamente nello stesso momento.
Guardavo la fiera di Senigallia con gli occhi grandi e luccicosi,come quelli dei manga, e ero quasi arrivata alla maggiore età senza sapere niente delle brutture del mondo,nè della sua bellezza.
Ero sempre stata brava a restare al mio posto,a essere consona alla situazione e non chiedere niente di più.
Poi è stata quella notte al Cantiere,e la pistola e le canne,che roba,non le avevo mai viste.
E l'amore della mia vita che volevo vedere non c'era.
Però c'era il suo amico,che prima di andare via mi aveva fatto il baciamano.
E poi quel tipo coi pantaloni a scacchi che rollava,ed era bellissimo,e Matteo,e insomma,era tutto un girotondo di fumo, divani rotti con le molle a vista, gente sconosciuta che parlava senza quasi notarmi e un sacco,un sacco di tranquillità.
Avevo paura perchè ci stavo davvero troppo bene,con loro.
Ma piano piano ho lasciato che le cose andassero.
Ero una trottolina coi capelli rossi,e non avevo la maglietta del Che però dentro di me lo ammiravo,cazzarola se lo ammiravo.
Ero una trottolina che chiedeva permesso e che quando vide il suo amico vomitare al suo fianco si alzò,terrorizzata, a cercare aiuto.
Dobbiamo chiamare un ambulanza,perchè non fate niente? Non fate niente? Ma non vedete che sta male?
Nemmeno riconoscevo una sbronza.
Lui il giorno dopo mi telefonò,scusandosi.
Ma non era un problema. Io guardavo la scioltezza con cui il tipo con i pantaloni a scacchi ha preso in mano la sua giacca lercia di vomito e senza farglielo pesare lo ha riportato a casa.
Lì mi sono innamorata di lui, sottilmente, inevitabilmente,per sempre.
Lo sono ancora.
Ora non so più dove siamo finiti.
C'ero io, in piena mutazione da bozzolo a farfalla, facevo furtive spedizioni per comprarmi le calze a righine.
Scoprivo i colori e lo ska, praticamente nello stesso momento.
Guardavo la fiera di Senigallia con gli occhi grandi e luccicosi,come quelli dei manga, e ero quasi arrivata alla maggiore età senza sapere niente delle brutture del mondo,nè della sua bellezza.
Ero sempre stata brava a restare al mio posto,a essere consona alla situazione e non chiedere niente di più.
Poi è stata quella notte al Cantiere,e la pistola e le canne,che roba,non le avevo mai viste.
E l'amore della mia vita che volevo vedere non c'era.
Però c'era il suo amico,che prima di andare via mi aveva fatto il baciamano.
E poi quel tipo coi pantaloni a scacchi che rollava,ed era bellissimo,e Matteo,e insomma,era tutto un girotondo di fumo, divani rotti con le molle a vista, gente sconosciuta che parlava senza quasi notarmi e un sacco,un sacco di tranquillità.
Avevo paura perchè ci stavo davvero troppo bene,con loro.
Ma piano piano ho lasciato che le cose andassero.
Ero una trottolina coi capelli rossi,e non avevo la maglietta del Che però dentro di me lo ammiravo,cazzarola se lo ammiravo.
Ero una trottolina che chiedeva permesso e che quando vide il suo amico vomitare al suo fianco si alzò,terrorizzata, a cercare aiuto.
Dobbiamo chiamare un ambulanza,perchè non fate niente? Non fate niente? Ma non vedete che sta male?
Nemmeno riconoscevo una sbronza.
Lui il giorno dopo mi telefonò,scusandosi.
Ma non era un problema. Io guardavo la scioltezza con cui il tipo con i pantaloni a scacchi ha preso in mano la sua giacca lercia di vomito e senza farglielo pesare lo ha riportato a casa.
Lì mi sono innamorata di lui, sottilmente, inevitabilmente,per sempre.
Lo sono ancora.
2.7.05
Devo ringraziarmi,delle volte (post alcoolico)
Perchè è stato il coraggio che mi ha spinta lontana dal branco a permettermi notti come questa.
Notti dove parti con la cultura,nutrendoti di libri e guardando a un passo Daniel Pennac, arrivi al massimo con la visione di Stefano Benni e l'autografo (VERO!con dedica!) sulla tua copia di Margherita Dolcevita in compagnia di due ragazze simpaticissime,e poi scivoli piano verso la notte,con amici completamente fuori di matto che stanno provando qualsiasi incrocio relazionale...e beh, ti senti bella,come minimo.
Ti senti sufficientemente attraente per pressapoco ogni essere umano della tavolata.
E ti concedi,anche tu, un piccolo strappo alle regole.
Ecco,notti come questa non le avrei mai viste nella mia piccola,passata prigione.
Guardavo delle sbarre dorate,preziosissime.
Ma erano sbarre.
Preferisco quel che c'è in giro.
Notti dove parti con la cultura,nutrendoti di libri e guardando a un passo Daniel Pennac, arrivi al massimo con la visione di Stefano Benni e l'autografo (VERO!con dedica!) sulla tua copia di Margherita Dolcevita in compagnia di due ragazze simpaticissime,e poi scivoli piano verso la notte,con amici completamente fuori di matto che stanno provando qualsiasi incrocio relazionale...e beh, ti senti bella,come minimo.
Ti senti sufficientemente attraente per pressapoco ogni essere umano della tavolata.
E ti concedi,anche tu, un piccolo strappo alle regole.
Ecco,notti come questa non le avrei mai viste nella mia piccola,passata prigione.
Guardavo delle sbarre dorate,preziosissime.
Ma erano sbarre.
Preferisco quel che c'è in giro.
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